In Francia Green pass obbligatorio per musei e cinema. Italia in colpevole ritardo

Nessun obbligo vaccinale in Francia, così come in Italia, ma da oggi per entrare in musei, teatri, cinema e impianti sportivi è obbligatorio esibire il Green pass. In Italia, intanto, è atteso il nuovo decreto che indicherà in quali circostanze sarà obbligatorio essere in possesso del pass

Musée du Louvre
Musée du Louvre

Da oggi in Francia, per entrare in musei, teatri, cinema e impianti sportivi, è necessario essere muniti di Green pass, ovvero della certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione contro il coronavirus. Quanto preannunciato giorni fa dal Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron, durante un concitato discorso alla nazione, è dunque diventato realtà, e chi non è vaccinato potrebbe ritrovarsi, nel corso delle prossime settimane, a imbattersi in sempre più numerose restrizioni, in una sorta di lockdown targettizzato: da agosto, infatti, l’obbligo di esibire il Green pass – o un test anti-Covid con esito negativo – potrebbe essere esteso anche a caffè, ristoranti, treni e autobus, secondo il progetto di legge che è attualmente sotto esame da parte dell’Assemblea Nazionale.

ZEVS, Covid-19 Manaty, 2020
ZEVS, Covid-19 Manaty, 2020

IL GREEN PASS IN FRANCIA TRA SENSO CIVICO E PROTESTE

Per la precisione, per entrare in musei, teatri, cinema e impianti sportivi, il Green pass sarà necessario nel caso in cui in questi luoghi siano presenti più di 50 persone, rispetto alle 1000 cui fanno riferimento le precedenti normative. Uno scarto numerico drastico, volto a sottolineare l’urgenza dell’attuale situazione sanitaria del Paese – in Francia, in una settimana, il numero dei nuovi contagi è più che raddoppiato – e soprattutto la volontà da parte del Governo di spingere il più possibile le persone che ancora non l’hanno fatto a vaccinarsi. Non sono mancate, negli ultimi giorni, proteste contro l’obbligo del Green pass – perché, è bene ricordarlo, in Francia così come in Italia, vaccinarsi non è obbligatorio, ma certificare di essere vaccinati lo è, se si deve andare in determinati luoghi o partecipare a particolari eventi –, con migliaia di persone scese in piazza (solo a Parigi 18mila) tra inquietanti no-vax, gilet gialli e manifestanti di diversi ambiti politici per contrastare quella che è stata definita una dittatura sanitaria.

GREEN PASS E MUSEI IN FRANCIA

Cosa bisogna fare quindi se si vuole visitare un museo in Francia? Dando un’occhiata sul sito web del Louvre di Parigi – museo in cui, senza ombra di dubbio, non si aggirano mai meno di 50 visitatori alla volta –, leggiamo il seguente avviso: “dal 21 luglio, tutti i visitatori del Louvre di età pari o superiore a 18 anni devono esibire il Pass Sanitario Europeo. Dal 30 agosto tale obbligo sarà esteso a tutti i visitatori dai 12 anni in su”. In alternativa, per chi non è vaccinato, c’è la possibilità di presentare un test anti-Covid con esito negativo fatto nelle ultime 48 ore; ma a quanti test bisognerebbe sottoporsi, se si è in vacanza per una o due settimane, per entrare in luoghi in cui è necessario presentare una documentazione sul proprio stato di salute? Una raffica. E a pagamento.

IL GREEN PASS IN ITALIA. DOMANI IL NUOVO DECRETO

In queste ore in Italia si discute, a livello politico e popolare, del Green pass e del suo utilizzo con un susseguirsi di posizioni discutibile della politica e di scelte inaccettabili da parte di rappresentanti istituzionali (ultima la scoperta su Virginia Raggi: il sindaco di Roma non è vaccinato, non ha mai fatto alcuna campagna pro-vaccini e non ha intenzione di immunizzarsi).  Proprio domani è atteso un Decreto che conterrà in che modo e in quali circostanze sarà obbligatorio essere in possesso della certificazione sanitaria. Lo scopo – in Italia, così come in Francia e in qualsiasi altro paese al mondo – è uno: contenere le varianti e sconfiggere la pandemia che come tutte le pandemie si può debellare solo coi vaccini. Stando ad alcune indiscrezioni, il Green pass in Italia sarà obbligatorio a partire da agosto, per poi procedere per gradi: verrà richiesto da subito per partecipare a eventi pubblici e per entrare in ristoranti e bar al chiuso, anche se con una sola dose di vaccino. Dal primo settembre sarà obbligatorio certificare di essersi sottoposti anche alla seconda dose, mentre da metà settembre le restrizioni saranno ancora più rigide, con l’obbligo di Green pass in vigore per tutte le tipologie di trasporto. Il dibattito però è ancora molto serrato, tra la maggioranza (tra tutti Lega e Fratelli d’Italia) che insiste per non rendere il Green pass obbligatorio, e il PD che invece auspicherebbe a un modello simile a quello francese. In mezzo il M5S, reduce da decenni di complicità coi peggiori movimenti no-vax. Il timore, da parte di chi contesta l’obbligatorietà del Green pass, è che l’economia possa risentirne, che molti commercianti e ristoratori possano ritrovarsi con meno clienti. Ma quanto sarebbe letale un ulteriore lockdown causato dal dilagare dei contagi?

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.