Dal 26 aprile riaprono musei, cinema e teatri in zona gialla

La conferenza stampa tenuta dal Premier Mario Draghi ha illustrato il piano delle riaperture previste nelle prossime settimane su tutto il territorio nazionale. Nelle regioni che dal 26 aprile saranno in zona gialla, potranno riaprire i luoghi della cultura

Visitatori ai Musei Vaticani
Visitatori ai Musei Vaticani

Dopo mesi di restrizioni e chiusure su tutto il territorio nazionale, finalmente il Governo annuncia che già a partire dal 26 aprile, sarà possibile riaprire diverse attività produttive e i luoghi della cultura. Una sorta di seconda liberazione dopo quella ufficiale che sarà celebrata domenica 25 aprile. La conferenza stampa tenuta questa mattina dal Premier Mario Draghi ha illustrato quando e in che modo si procederà con l’allentamento delle restrizioni, in base al colore che le Regioni assumeranno nel corso delle prossime settimane: queste misure, infatti, saranno valide solo nei territori in zona gialla, mentre le zone di colore arancione e rosso dovranno ancora attendere. In ogni caso, la conditio sine qua non rimane sempre e solo una: prudenza. “Il governo con questa decisione, basata su dati scientifici, ha preso un rischio ragionato sui dati, in miglioramento, dalla pandemia, ma si fonda sull’idea che i comportamenti alla base dei protocolli di riapertura siano rispettati, come l’uso delle mascherine e il distanziamento”, ha sottolineato Draghi nel corso della conferenza. “Se i comportamenti saranno corretti, la probabilità che si debba tornare indietro sulle riaperture è molto bassa”.

Galleria degli Uffizi, Firenze
Galleria degli Uffizi, Firenze

IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE IN ITALIA: RISTORANTI, SCUOLE, LUOGHI DELLA CULTURA

Dal 26 aprile quindi tornerà nuovamente la zona gialla, dopo diverse settimane in cui l’intera Italia è stata tinta di arancione e rosso. Nelle regioni che rientreranno nella zona di rischio più bassa si potrà, finalmente, assistere alla riapertura di università e scuole di ogni ordine e grado, di bar e ristoranti anche la sera (ma solo all’aperto) e, notizia attesissima da mesi, di cinema, teatri e spettacoli, anche in questo caso solo all’aperto. Anche se, come comunicato dal Ministero della Cultura, c’è una possibilità di riapertura anche per i luoghi al chiuso: “il Comitato Tecnico Scientifico ha accolto le proposte del Ministro Franceschini per il riavvio delle attività legate al mondo dello spettacolo, permettendo nelle ‘Zone gialle’ la riapertura di cinema, teatri e sale da concerto sia all’aperto che al chiuso, con l’aumento del pubblico ammissibile. Si passa dal 25% al 50% dei posti occupabili in sala, con un innalzamento a un massimo di 500 spettatori (prima erano 200) nelle sale al chiuso e di 1.000 spettatori (prima erano 400) in quelle all’aperto. Il pubblico, gli artisti e il personale dovranno naturalmente rispettare tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli. Il Comitato Tecnico Scientifico, inoltre, come chiesto dal Ministero, ha ammesso la possibilità che le Regioni autorizzino spettacoli ed eventi, con un numero superiore di spettatori, adottando misure di sicurezza aggiuntive”. Anche in zona gialla, almeno per il momento, resterebbe in vigore il coprifuoco dalle ore 22 alle 5. Tra maggio e luglio saranno calendarizzate altre riaperture, come quella degli stabilimenti balneari e delle piscine all’aperto (15 maggio), le palestre al chiuso (1 giugno), le attività fieristiche (1 luglio). Tra regioni in zona gialla sarà consentito circolare liberamente, mentre per spostarsi tra regioni di diverso colore sarà necessario un pass che attesti un’avvenuta vaccinazione o l’esecuzione di un test Covid con esito negativo.

Musei Civici di Venezia
Musei Civici di Venezia

RIAPERTURA IN ZONA GIALLA. COME SI STANNO PREPARANDO I MUSEI

Tra i primi a preannunciare la loro riapertura, giorni fa, sono stati i Musei Vaticani, che accoglieranno nuovamente il loro pubblico dal 3 maggio, con tutta una serie di regole “necessarie perché la visita possa svolgersi nelle migliori e più sicure delle condizioni”, si legge sul sito. Giorni fa, e quindi prima della conferenza di Draghi e dell’annuncio della fatidica data del 26 aprile, si era detto pronto a far riaprire i musei della propria città dal 24 aprile Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia: “noi siamo pronti ad aprire tutti i musei della città sabato e domenica 24 e 25 aprile”, ha dichiarato Brugnaro a “Focus Economia”, su Radio 24. “Riapriremo in modo scaglionato le attività anche i ristoranti”, ha aggiunto, “ma iniziamo con i musei con le dovute precauzioni; ora siamo in arancione ma con i dati che vedo si può passare in giallo”. Proprio lui che nei passati apri-e-chiudi aveva optato per tenere chiusi i musei cittadini. Insomma, sono in molte le istituzioni museali che scalpitano in attesa della riapertura anche se, come già accaduto lo scorso anno dopo il primo lockdown, alcune di queste potrebbero tardare la data di riapertura per motivi organizzativi e soprattutto di sostenibilità. E questo vale anche per cinema e teatri. Rimettere in moto le macchine è molto molto laborioso, farlo senza la sicurezza di incassi e di avere spettatori a sufficienza rischia di essere peggio: un suicidio in piena regola.

DAL PRIMO LUGLIO RIPARTONO LE FIERE 

Una delle novità del piano delle riaperture è la ripresa degli eventi fieristici, tra i settori più colpiti dalla pandemia. Tra coloro che hanno accolto con favore la notizia è Antonella Mansi, Presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, che ha sottolineato come “la riapertura delle fiere internazionali a partire dal primo luglio è una grande notizia, e il mio primo pensiero e la nostra gratitudine vanno al Sindaco di Firenze Dario Nardella, che si è personalmente impegnato presso il Governo affinché la questione fieristica diventasse materia di attenzione prioritaria all’interno delle decisioni sulle attività economiche, perorando la causa dei saloni di Pitti Immagine come emblema e caso concreto della necessità di far ripartire un comparto fondamentale per l’export dell’industria italiana e per l’economia delle città. Ovviamente”, continua Mansi, “ringrazio il Governo e in particolare i ministri Di Maio, Speranza e Garavaglia, che hanno dimostrato grande sensibilità su un tema così importante. Infine voglio ringraziare la Regione Toscana e in particolare l’assessore Marras, con il quale il Centro e Pitti Immagine stanno lavorando da tempo per rilanciare il settore moda regionale e rendere operativi tutti i protocolli di sicurezza necessari allo svolgimento delle nostre manifestazioni”. Si unisce ai ringraziamenti di Mansi anche Claudio Marenzi, Presidente di Pitti Immagine, “perché intorno a Pitti e alle fiere della moda abbiamo sentito una forte e consapevole mobilitazione. Abbiamo adesso una grande responsabilità sulle spalle, ma confidiamo in una risposta positiva da parte delle aziende e dei compratori italiani ed esteri. Da oggi qui a Pitti Immagine intensificheremo ancor di più il lavoro per realizzare la migliore edizione possibile dei nostri saloni. A breve comunicheremo le nuove date”. Insomma fuori dal tunnel neppure per sogno, ma forse la conferenza stampa del Governo ha posizionato una lucina laggiù.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.