Venezia: lo stop alle grandi navi diventa legge. Dovranno transitare fuori dalla laguna

Dopo una lunga vicenda fatta di rinvii e incertezze, lo stop alle grandi navi diventa definitivo dal 1 agosto 2021. Una decisione accelerata anche dall’ultimatum dell’Unesco che aveva minacciato di inserire Venezia nella lista nera, lanciando l’allarme.

Venezia
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Si tratta di un momento di fondamentale importanza per la città di Venezia – che celebra quest’anno i 1600 anni dalla sua fondazione – la cui stabilità è stata a lungo messa a repentaglio dal passaggio delle grandi navi da crociera vicino al centro storico. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che ne sancisce lo stop, obbligandole ad approdare fuori dalla laguna. “Una decisione giusta e attesa da anni: il Consiglio dei ministri approva un decreto legge che stabilisce che l’approdo definitivo delle Grandi Navi a Venezia dovrà essere progettato e realizzato fuori dalla laguna, come chiesto dall’UNESCO”, ha commentato il ministro della cultura, Dario Franceschini al termine del Consiglio dei ministri. E ha aggiunto: “Chiunque in questi ultimi anni sia passato a Venezia, cittadino italiano o del mondo, è rimasto sconvolto dal vedere queste navi lunghe centinaia di metri, alte come condomìni, passare in luoghi così fragili come il Canale della Giudecca o davanti San Marco. Per questo è molto importante la decisione del Consiglio dei Ministri di progettare e realizzare l’approdo definitivo delle navi fuori dalla Laguna come ha chiesto l’Unesco da tempo all’Italia”.

LISTA NERA UNESCO: VENEZIA A RISCHIO

Con la ripresa delle attività è stato riscontrato come la situazione a Venezia non sia cambiata sostanzialmente dallo scenario pre-pandemia. La città lagunare rischia ora di finire nella “lista nera” – quella dei siti a rischio – dell’Unesco, che lancia un ultimatum: entro febbraio del 2022, l’Italia dovrà presentare un piano di intervento con una serie di misure correttive concrete. “Per le Grandi Navi occorre urgentemente una soluzione di lungo periodo, che dia massima priorità all’ipotesi di impedire totalmente l’accesso in Laguna, preferibilmente reindirizzandole verso porti più adatti nell’area“, scrivono gli organi tecnici dell’Unesco insieme alla proposta di inserire Venezia nei siti in pericolo. “Purtroppo la decisione dell’Unesco è nell’aria da tempo“, ha commentato il Ministro della Cultura Dario Franceschini, in merito all’imminente decisione del Comitato Mondiale del Patrimonio Unesco. “È l’annuncio di una possibile decisione del Comitato Mondiale di metà luglio riguardo l’inserimento di Venezia nella lista del patrimonio in pericolo. Sarebbe una cosa molto grave per il nostro Paese. Credo che non ci sia più tempo per esitare. Abbiamo già fatto un passo importante con l’ultimo decreto legge sulla destinazione definitiva dell’approdo delle grandi navi fuori laguna. Adesso ritengo che vada fatto qualcosa di più, come impedire da subito il passaggio delle grandi navi nel Canale della Giudecca”.

LO STOP ALLE GRANDI NAVI DIVENTA REALTA’ DAL 1 AGOSTO 2021

È stato forse proprio l’ultimatum dell’Unesco ad accelerare la macchina burocratica italiana e a definire una data certa per far diventare in vigore la legge. Quest’ultima diventerà effettiva dal 1° agosto 2021, vietando il transito in Bacino di San Marco e Canale della Giudecca, dichiarati monumento nazionale. “Il Governo ha voluto imprimere una forte accelerazione a una decisione già adottata, con il bando di concorso per la realizzazione di approdi esterni, per evitare il rischio concreto dell’iscrizione della città nella lista del patrimonio mondiale in pericolo“, ha ribadito il ministro della Cultura. “Il provvedimento supera le stesse prescrizioni dell’Unesco, limitando il traffico alle navi di stazza inferiore alle venticinquemila tonnellate, e stabilisce un principio inderogabile, dichiarando monumento nazionale le vie urbane d’acqua Bacino di San Marco, Canale di San Marco e Canale della Giudecca di Venezia”. Le nuove disposizioni impongono il veto alle imbarcazioni aventi almeno una delle seguenti caratteristiche: stazza lorda superiore a 25.000 tonnellate; lunghezza dello scafo a galleggiamento superiore a 180 metri; tiraggio aereo superiore a 35 metri, con esclusione delle navi a propulsione mista vela-motore; impiego di combustibile in manovra con contenuto di zolfo uguale o superiore allo 0,1%.

VENEZIA E IL DANNO DELLE GRANDI NAVI

Quella delle grandi navi nel bacino di San Marco è stata per anni una presenza insostenibile, per l’impatto che simili colossi hanno sulle fragili fondamenta veneziane e sull’ambiente. Non sono isolati, inoltre, i casi di incidenti con le imbarcazioni locali, come quello del 2019 in cui è stata sfiorata la tragedia. Ma non è tutto. Le grandi compagnie di crociere hanno “scaricato” quotidianamente orde di turisti che invadevano la città lagunare facendo esperienza di una Venezia eccessivamente mordi e fuggi, una modalità inadeguata in rapporto alla ricchezza di un patrimonio storico e artistico unico che merita di essere vissuto e compreso con attenzione. Un sistema da alto indotto economico ma altrettanto dannoso, sul quale non si è potuto fare a meno di riflettere nel momento dello scoppio della pandemia, quando la città si è trovata improvvisamente deserta e quasi tutte le sue attività sono cadute in una profonda crisi (e molte di queste sono state costrette a chiudere). È quindi il momento, anche in virtù dell’approvazione di questo decreto legge, di ripensare a 360° a un nuovo “modello Venezia”, in grado di accogliere non più turisti voraci e frettolosi, ma visitatori più consapevoli della sua fragilità ed eterna bellezza. Mescolando il tutto con residenzialità (pure culturale e artistica), formazione, produzione artigianale e anche industriale. Insomma l’identità autentica di Venezia.

-Giulia Ronchi 

*Articolo aggiornato il 13/07/2021

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.