Firenze e Roma fanno tornare le auto in centro storico. Una scelta suicida

Tutto il mondo si direziona verso la sostenibilità, l’ambiente e l’andare a piedi. Firenze e Roma pensano che il commercio si possa salvare facendo arrivare i clienti in auto fino nel cuore della città. Qualcuno le fermi

Firenze via Pixabay
Firenze via Pixabay
Per vari motivi una delle reazioni urbane e urbanistiche più diffuse a livello globale nel post-pandemia è stata quella orientata alla sostenibilità, ad un ulteriore accento sull’ecologia. Le grandi capitali del mondo hanno pedonalizzato intere strade, sfruttato meglio il verde, inventato nuovi parchi, sostituito posti auto con tavolini all’aperto per rispondere alla comprensibile paura dei clienti dei ristoranti che non avevano intenzione di mangiare all’interno.

LA STRATEGIA DI ADATTAMENTO DI MILANO

Come se la popolazione del pianeta si fosse messa d’accordo per migliorare il proprio rapporto con l’ambiente utilizzando questo proposito come una delle tante contromisure al contagio. Questo atteggiamento ha coinvolto anche parecchie città italiane e anzi per certi versi è nato in Italia con Milano che – in virtù della propria “strategia di adattamento” – ha fatto scuola ed è stata copiata ai quattro angoli del mondo, stesso discorso per Parigi. Ma in cosa consiste la “strategia di adattamento” inventata da Milano? Molto semplice: più strade pedonali, molte più piste ciclabili, tanto spazio all’aperto per i ristoranti (possibilmente con progetti di qualità) e invito ai cittadini ad andare il più possibile a piedi.

TENDENZA MONDIALE: BISOGNA ANDARE A PIEDI

Già, a piedi… Fino a ieri questa tendenza, sposata come dicevamo da moltissime città, era stata contravvenuta solo dalla città di Roma la quale, in controtendenza totale, aveva deciso di aprire il centro storico alle auto private per tutta l’estate rendendo inutile la storica Zona a Traffico Limitato che da vent’anni protegge l’area Unesco della città. Ma fin qui la sorpresa non era granché: Roma è probabilmente la città peggio amministrata d’Europa e dal Campidoglio queste cose te le aspetti. Andare in senso contrario rispetto ad ogni andazzo internazionale pur di raggranellare qualche piccolo consenso.
E invece a quanto pare Roma non rimarrà da sola se è vero come è vero che anche Firenze – città che negli ultimi anni abbiamo più volte indicato come esempio di buon governo – si sta accodando. La Giunta del sindaco Dario Nardella ha deciso di aprire la ZTL che protegge il centro storico dopo le 16 fino a tutto settembre. Una scelta a nostro parere forsennata che vede nelle auto private un aiuto per il commercio quando invece sono un intralcio per lo stesso e un insulto bello e buono per i pochi turisti che stanno trovando voglia e coraggio di tornare a trovarci.

PIAZZE TRASFORMATE IN PARCHEGGI

I viaggiatori che questa estate sceglieranno Firenze, si troveranno così la sorpresa di ingorghi, traffico e piazze storiche d’un tratto tramutate in autorimesse a cielo aperto. Assai prevedibile, come avviene ogni giorno a Roma, che altre piazze pedonali subiranno poi l’assalto della sosta selvaggia, perché una volta che hanno preso la macchina e sono venuti in centro, i cittadini vorranno fermarsi anche se non trovano un posteggio regolare.
Non solo uno sfregio ad uno dei centri storici più importanti della Terra, ma un voltare le spalle proprio a quei turisti che da pionieri avevano deciso di tornare nonostante tutto. Con quali vantaggi per il commercio? Ma nessuno ovviamente. Per ogni cliente guadagnato in virtù di qualche suv posteggiato in Piazza Strozzi, ce ne sono due perduti tra quelli che non amano un centro storico invaso dai suv. Una scelta, dunque, suicida. Un totale malinteso su quale sia la corretta strada per uscire dalla gigantesca crisi cui stiamo andando incontro.
– Massimiliano Tonelli
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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.