Le OGR di Torino diventano un ospedale da campo per malati di Covid-19. L’ok da Roma

L’hub culturale torinese, dopo essere stato sottoposto a un sopralluogo da parte della Protezione Civile, è stato designato come nuova struttura per ricoverare i pazienti affetti da coronavirus che presentano sintomi lievi. Pronti tra pochi giorni 100 posti letto.

Ogr - l'edificio. Sala Fucine, Courtesy OGR Torino
Ogr - l'edificio. Sala Fucine, Courtesy OGR Torino

Nel drammatico diffondersi del contagio dovuto al virus Covid-19, anche gli spazi che fino a ieri erano il tempio vivace di mostre, concerti, eventi artistici e culturali, vengono trasformati in campi di battaglia della lotta alla pandemia: i pazienti ricoverati in terapia intensiva e subintensiva vi vengono trasferiti, laddove gli ospedali delle città raggiungono il punto di saturazione per la mancanza di spazio e posti letto. Mentre le industrie e le grandi multinazionali del lusso e dell’automotive hanno già riconvertito la propria produzione per fornire alle strutture sanitarie litri di gel disinfettante e migliaia tra tute, mascherine e dispositivi medici, questi luoghi vengono trasformati in ospedali da campo. Alla pratica, funziona tutto come in guerra.

L’ESEMPIO DI FIERAMILANO E IFEMA MADRID

Ci stiamo riferendo innanzitutto a FieraMilano che ad aprile (laddove avrebbe dovuto accogliere la fiera miart) potrebbe già ospitare i primi pazienti: una vera struttura ospedaliera da 250 posti che rimarrà in servizio almeno sei mesi, con l’intento di accogliere anche malati provenienti da altre regioni, una volta che la curva del contagio della Lombardia si sarà attenuata. L’esempio della struttura fieristica milanese è stato seguito a ruota anche all’estero, da Ifema, la Fiera di Madrid. L’organizzazione, che già in precedenza era stata attrezzata per l’accoglienza dei senzatetto, ha annunciato la disposizione di un ospedale da campo, che andrà allestito nel minor tempo possibile, capace di contenere ben 5500 pazienti. Una necessità giustificata dal numero esorbitante di decessi (già oltre i 5mila) e di contagi che la capitale e tutto il territorio spagnolo stanno scontando.

OGR Torino
OGR Torino

COVID-19: ANCHE TORINO SI ORGANIZZA CON STRUTTURE EXTRA

Intanto, anche a Torino si stanno prendendo provvedimenti: il Piemonte, tra le regioni più colpite assieme a Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, potrebbe avvicinarsi presto al collasso delle sue strutture ospedaliere nonostante gli ampliamenti realizzati dall’inizio dell’epidemia. La necessità di svuotamento degli ospedali è massima. Così l’Unità di Crisi della Regione Piemonte, assieme al Comune, alla Prefettura di Torino, alla Fondazione CRT rappresentata dal Presidente Giovanni Quaglia e alla società OGR la Protezione Civile ha avviato, nella mattina del 28 marzo, i sopralluoghi per individuare lo spazio più favorevole ad essere trasformato nei prossimi giorni in ospedale temporaneo. In lizza con l’ospedale Maria Adelaide, l’ospedale militare, l’ex caserma di via Asti, le OGR – Officine Grandi Riparazioni sono state selezionate per tale trasfomazione. Queste ultime, inaugurate nel 2016, sorgono all’interno di un complesso riqualificato di fine Ottocento, prima destinato alla riparazione dei treni; hub culturale e centro polifunzionale sono state, fino al doloroso lockdown generale, una realtà florida e creativa al servizio della collettività. E continueranno ad esserlo, in funzione di ospedale temporaneo adibito alla cura dei pazienti affetti da Covid-19. Una misura resa necessaria all’interno di uno scenario che assume giorno per giorno i lineamenti di una distopia.

LE OGR DI TORINO: NUOVO OSPEDALE DA CAMPO

Nonostante siano nate con una destinazione d’uso ben diversa, ciò che ha giocato a favore delle OGR di Torino è il fatto di essere una struttura accuratamente riqualificata e all’avanguardia, dotata di una cucina, ampi spazi e tutti gli apparati fondamentali per tale riconversione. Il nuovo ospedale da campo sorgerà nella Sala delle Fucine e svolgerà un ruolo importante per conseguire l’alleggerimento della pressione che il sistema sanitario ospedaliero sta subendo in questi giorni: pazienti che hanno bisogno di cure ma che presentano sintomi contenuti, vengono individuati dall’ASL territoriale e spediti qui, liberando il campo nei maggiori ospedali, dove i casi più gravi continueranno ad essere trattati con gli strumenti adeguati. “Le ex Officine saranno un ulteriore grande supporto alla gestione dell’emergenza“, ha spiegato il presidente della Regione Alberto Cirio. “Anche l’esperienza di altre Regioni ci dice che, in questo frangente, è più veloce allestire un ospedale da campo che non recuperare locali di vecchi ospedali dismessi”. Pronti ad essere allestiti 100 posti letto. La struttura diventerà operativa già dai prossimi giorni.

LE DICHIARAZIONI DI OGR

In questa difficile e drammatica fase emergenziale causata dal Covid19, oggi alle OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino viene richiesto di riparare il bene più prezioso, ovvero la salute delle persone, ed è nostro dovere contribuire affinché ciò avvenga nel modo più rapido ed efficace possibile“, ha affermato in questa occasione il Direttore Generale di OGR e Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci, in piena sintonia con il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia. “Avevamo promesso che le OGR Torino non avrebbero avuto paura di trasformarsi e di plasmarsi per il bene comune. Per questo, con responsabilità e orgoglio, siamo pronti a farle diventare Officine per la salute al servizio della collettività, nella speranza di poterci lasciare tutti presto alle spalle questa emergenza e tornare a riparare idee più forti e determinati di prima“.

– Giulia Ronchi

http://www.ogrtorino.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.