Musei civici aperti e gratuiti tre giorni per combattere la crisi. È la ricetta di Firenze

Dal 6 all’8 marzo 2020 tutti i musei civici di Firenze saranno aperti e gratuiti. Ad invocare il motto “ripartiamo dalla cultura” è anche Milano, che lancia un video un po’ autocelebrativo e un po’ di impatto emotivo

Firenze via Pixabay
Firenze via Pixabay

È stata una delle settimane più insolite di sempre. Dopo i primi momenti di panico, dovuti all’improvvisa diffusione nel Nord Italia del virus Covid-19, che ha comportato nelle regioni più colpite la chiusura di tutti i musei e le attività culturali (e commerciali, educative e così via…), c’è stata la necessità di far fronte al secondo problema, ovvero la crisi economica e la conseguente recessione che comporta bloccare mezzo Paese. Nell’incertezza generale – e nella discordia tra le varie parti sulle procedure da prendere – è tempo di riaccendere i motori, riaprendo gradualmente le attività, a cominciare dalla cultura. “Ripartiamo dalla cultura” pare che sia diventato il motto di diverse cariche istituzionali. A partire da Firenze, che per rilanciare il sistema artistico aprirà addirittura gratuitamente le porte dei suoi musei civici per tre giorni.

CULTURA CONTRO LA CRISI: L’INIZIATIVA DI FIRENZE

“Dal 6 all’8 marzo vogliamo lanciare un week end di apertura gratuita di tutti i nostri musei civici, da Palazzo Vecchio alla cappella Brancacci al museo Novecento. Cittadini fiorentini e turisti potranno approfittare di questa occasione e ritrovare nei nostri musei l’entusiasmo dell’essere comunità contro la paura”. A parlare sono il sindaco di Firenze Dario Nardella e l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi i quali, per dare un ulteriore segnale di fiducia, oltre a confermare tutti gli spazi culturali, musei, cinema, mostre, biblioteche aperti, apriranno in via eccezionale i musei civici gratuitamente a tutti per tre giorni. Già in precedenza, vi davamo qualche consiglio per sostenere i musei in tempi di crisi, indicandovi le mostre più meritevoli a Firenze e dintorni. Ora l’interrogativo è: e se questo modello fiorentino di rilancio culturale si espandesse anche in altre città d’Italia?

NON SOLO FIRENZE: #MILANONONSIFERMA

Ripartiamo dalla cultura, riapriamo qualcosa. Possiamo cominciare dai musei o altro. La cultura è vita”. Così parlava il Sindaco di Milano Beppe Sala nel video pubblicato il 27 febbraio sui canali social. Sì, perché dopo tre giorni di stop a Milano l’aria si era già fatta pesante (smartworking a parte, che non può certo costituire una soluzione…) per una città che non è certo abituata a starsene con le mani in mano. Senza contare il rinvio dei grandi eventi, uno su tutti il Salone del Mobile, che quest’anno vivrà un’edizione “balneare” dal 16 al 21 giugno, e MIA Photo Fair, la cui data è tutt’ora da destinarsi. Tuttavia, Milano reagisce, e lo fa sfoderando la sua specialità, la comunicazione: ecco sopra il video che sta circolando nelle ultime ore, che presenta una carrellata dei luoghi più iconici di Milano – dai grattacieli di Piazza Gae Aulenti alla facciata del Duomo, dal verde di Parco Sempione ai corridoi della metro – strizzando l’occhio ai valori della proverbiale produttività meneghina e non solo. Un impatto emotivo facile, ma che riesce bene nell’intento di risollevare gli animi. E un viralissimo hashtag: #Milanononsiferma.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.