Periferia di Milano. La chiesa del borgo di Macconago sta per crollare: bisogna far presto

Nella periferia sud di Milano, c’è ancora un piccolo territorio rurale. Un borgo con una chiesa seicentesca che sta letteralmente cadendo a pezzi. La cosa pare non riscuotere un grande interesse da parte delle istituzioni: è questo che vuol dire guardare al progresso?

La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante oh. Massimiliano Tonelli
La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante oh. Massimiliano Tonelli

Abbiamo tante volte elogiato giustamente Milano e la sua amministrazione, riportandone i meriti e la capacità di agire con efficienza su luoghi di interesse artistico e culturale. Ma la verità è che Milano non è solo centro storico e quartieri splendidamente riqualificati. È un territorio molto più ampio, in cui lo sbilanciamento tra centro e periferia si fa ancora sentire. Come sta accadendo per la chiesa di aspetto tardo barocco di Macconago – antica località rurale nella periferia sud – che fu intitolata a San Carlo nel XVII secolo e che oggi versa in un totale stato di abbandono, caduta nel disinteresse generale nonostante stia a fianco al restaurato Castello di Macconago, bastione trecentesco addirittura più antico del Castello Sforzesco. E nonostante, pur a tre passi dalla città, sia in un contesto straordinario di laghetti, cascinali e campi. A difesa degli antichi borghi limitrofi a Milano e alla loro conservazione (tra cui naturalmente anche Macconago) è stata indetta una petizione diretta al sindaco Giuseppe Sala, firmata anche da Roberto Schena, autore del libro Milano. La città dei 70 borghi, oltre a giornalisti e associazioni. Firmare la petizione è possibile su Change.org.

La magia di Macconago a volo d'uccello

Breve, poetico videoriprese su Macconago, con un commento di accompagnamento appropriato. Il borgo visto dall'alto è forse più magico, si vede la chiesa accoppiata al castello medievale più antico ancora del castello sforzesco e il "laghetto" dietro, già perché questa è un'area di fontanili, i cui fossati, peraltro, ci sono ancora. Me l'ha mandato Davide Polimeni, che ne è l'autore. Un ragazzo di neanche trent'anni. Dimostra innanzi tutto una bella sensibilità professionale per le cose vicine alla natura. Grazie affettuoso. E poi dicono che ai giovani i borghi non interessano.

Posted by I borghi di Milano on Saturday, February 8, 2020

LA CHIESA DI MACCONAGO IN PERICOLO

La chiesa, sconsacrata e chiusa al pubblico, è oggi sbarrata e recintata in tutto il suo perimetro (le misure di sicurezza risalgono a tanti anni fa, ma ora sono deteriorate pure quelle). Il motivo è evidente: sta per venir giù. Da quanto riporta Milano Post, la parte critica riguarda soprattutto l’interno dell’edificio, nell’arco della navata centrale, che presenta profonde fratture (e alcuni mattoni sono già caduti al suolo). Le infiltrazioni hanno incrinato il tetto e una massiccia quantità di rampicanti ha avvolto completamente il campanile indebolendo le strutture di sostegno, composte da mattoni di argilla cotti al sole tre secoli fa. In poche parole, si tratta di problematiche ordinarie, che si sarebbero potute quantomeno arginare con interventi da poco.

Macconago
Macconago

A DIFESA DELLA CHIESA DI MACCONAGO

Non sono mancate proteste, denunce e tentativi di dialogo con le istituzioni, soprattutto da parte delle associazioni locali, che già negli anni ’80 l’avevano difesa da chi voleva demolirla per costruire un residence.  In un documento del 2004, il Comune di Milano diceva che la Chiesa di San Carlo avrebbe dovuto essere “oggetto di restauro conservativo e per essa sarà valutata la possibilità di insediarvi attività concordate con il Consiglio di Zona oppure il ripristino della funzione religiosa, in accordo con la Diocesi di Milano ed a servizio del vicino Istituto Oncologico Europeo”. Insomma, la sua utilità sarebbe stata rilanciata grazie a una collaborazione con il vicino e prestigioso IEO. Ma poi le direttive sono rimaste vaghe e l’accordo non è avvenuto, lasciando tutto nello stato che oggi riscontriamo. Recentemente, ci hanno riprovato anche i membri dell’Associazione Parco Sud di Milano; ma a inizio anno, si sono visti recapitare una lettera che riportava le seguenti parole: “La informiamo che il Comune non ha potuto inserire la Sua segnalazione, presentata in occasione degli eventi del Piano Quartieri, nella programmazione dei lavori pianificati per il triennio 2019 – 2021. L’esclusione dipende dal fatto che l’importo di questi lavori non rientra nel budget disponibile. Resta inteso che, a fronte di eventuali risparmi e/o economie, ci riserviamo di inserire questi progetti nelle future programmazioni”. Il risentimento è finito per arrivare sul tavolo Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura, responsabile della mancata presa in considerazione di interventi risolutivi sulla chiesa di San Carlo.

La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante oh. Massimiliano Tonelli
La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante ph. Massimiliano Tonelli

IL COMUNE DI MILANO SULLA CHIESA DI MACCONAGO

Eppure, quello che aleggia sulla chiesa di questo borgo milanese, non è pura indifferenza, quanto più un gioco sibillino: sul sito del Comune di Milano, infatti, è disponibile un rapporto su Macconago, che elenca gli interventi predisposti per quest’area. Tra le voci, figura anche un generico restauro della chiesa, menzionato come se fosse un edificio con una facciata scrostata e non una struttura secentesca che sta per crollare su se stessa. Quello che ci si chiede è, si riuscirà ad arrivare in tempo con questo approccio che nega la gravità e l’urgenza impellente del problema? Ma soprattutto, c’è la volontà di farlo?

La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante oh. Massimiliano Tonelli
La chiesa di San Carlo di Macconago pericolante ph. Massimiliano Tonelli

Quello dell’ambiguità delle istituzioni resta un tema caldo, rilanciato recentemente anche da un lungo articolo su Linkiesta: “Oggi tutti zitti. La chiesa cade a pezzi. Tra pochi anni rovinerà al suolo e verranno smaltite in fretta e furia le macerie”, scrive Claudio Scaccianoce denunciando un crollo non solo già annunciato ma, stando al suo reportage, ampiamente auspicato da chi considera la chiesa di San Carlo più come un ingombro burocratico che altro. “Ed un piccolo gioiello della storia dell’antica Milano rimarrà solo nella memoria di coloro che hanno avuto la possibilità di vederla. Prepariamoci perché quando accadrà vedremo spandere ettolitri di lacrime di coccodrillo da parte della proprietà, degli enti pubblici… di tutti quelli che oggi si nascondono dietro ad un filo d’erba. Il Re è nudo e non ha un bell’aspetto”.

Il rendering del Comune di Milano della chiesa di Macconago restaurata
Il rendering del Comune di Milano della chiesa di Macconago restaurata

LA CHIESA DI MACCONAGO: IL FUTURO

Da qualche tempo tuttavia ci sono delle novità. L’iter comunale per il programma di intervento su Macconago va avanti e la chiesa è passata ancora di mano ed oggi è in pancia al grande gruppo Luxottica di Leonardo Del Vecchio. Luxottica sta investendo molto a Milano a livello immobiliare in questi anni e, in attesa di vedersi approvato il progetto che trasformerà i ruderi agricoli di Macconago in nuove residenze, potrebbe – con una cifra considerevole in linea generale ma irrisoria per le finanze di un grande gruppo di rilevanza mondiale – intervenire alla svelta sulla chiesetta. Prima che sia troppo tardi.

– Giulia Ronchi

Per firmare la petizione: https://www.change.org/p/giuseppe-sala-sindaco-di-milano-salviamo-gli-antichi-borghi-di-milano?fbclid=IwAR19mRXa9VOh2lJ5pGIOMsRg6mIJookoJEh1wZ6cmqOGFYvSkA4HCtjYosk&use_react=false 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.