Il Mibac compra la Chiesa di San Procolo di Firenze per 1 milione di euro

Erano molti anni che lo Stato non interveniva in una trattativa per l’acquisto di un immobile. La Chiesa di San Procolo di Firenze diventa patrimonio dello Stato. Ospiterà il Museo Nazionale del Bargello

L'interno della Chiesa
L'interno della Chiesa

Un milione di euro per comprare la Chiesa di San Procolo a Firenze. A proporlo è stata la Soprintendenza fiorentina, a tutela di un edificio che ha una storia estremamente illustre ed importante. Insieme alla Chiesa, situata poco distante dal Museo del Bargello e dalla Badia Fiorentina, sono stati acquistate anche le opere che ne costituiscono il patrimonio. Ma andiamo con ordine.

LA STORIA DELLA CHIESA

Ad accogliere la proposta e a disporne l’acquisto lo scorso 29 maggio è stato il Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Mibac, Gino Famiglietti. Erano diversi anni che lo Stato non acquistava un immobile, esercitando il diritto di prelazione ed intervenendo dunque in una trattativa riservata quasi conclusa. Anticamente dedicata ai Santi Procolo e Nicomede, è un edificio di proprietà della famiglia Salviati dal 1786 (ad oggi) di stile romanico con prime testimonianze risalenti al XI secolo. Tante le ristrutturazioni, gli interventi, i rimaneggiamenti che hanno attraversato la storia di questo antico luogo di culto, assumendo la conformazione che conosciamo oggi nel XVIII secolo. Nello stesso periodo perde lo status di parrocchia e diventa sede di alcune confraternite, soprattutto quella di S. Antonio Abate detta dei Macellari. La sua storia è legata anche al nome di Giorgio La Pira, nato a Pozzallo nel 1904 e scomparso a Firenze nel 1977, politico e docente italiano, Sindaco di Firenze per ben due mandati, beatificato nel 1986. La Pira istituì la famosa Opera di San Procolo nel 1934 e le cosiddette Messe dei Poveri, che riunivano i cittadini che vivevano ai margini della società in momenti di celebrazione religiosa, cui seguivano i discorsi tenuti dal professore sui temi della pace e della Chiesa, raggiungendo nel secondo dopoguerra addirittura 1500 partecipanti.

IL PATRIMONIO DELLE OPERE

Contenute nella Chiesa e vincolate insieme ad essa dal 1991 anche le opere d’arte come le pale d’altare di Matteo Rosselli e Gaetano Piattoli e una Visitazione attribuita al Ghirlandaio e a Piero di Cosimo. Gli ambienti della Chiesa saranno riconsegnati alla città tra circa cinque anni, dopo una serie di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza (l’ultimo intervento nel 2005 a seguito del crollo della copertura), e diventeranno i nuovi spazi del Museo Nazionale del Bargello, con la sua collezione dedicata alla scultura che vanta opere del Buonarroti, Benvenuto Cellini e Daniele da Volterra tra i moltissimi altri.

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