Bloccare il McDonald’s alle Terme di Caracalla non è un atto a favore del patrimonio

Qualcuno c’è cascato davvero? Qualcuno pensa davvero che togliere l’autorizzazione (ottenuta dopo 5 anni di scartoffie burocratiche tutte approvate) al Mc Donald’s sia un atto a favore e a tutela del patrimonio culturale del paese? Le condizioni dei nostri beni culturali, specie a Roma, dimostrano che non è così

Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore

Incuranti del ridicolo, le istituzioni italiane hanno toccato in questi ultimi giorni un nuovo ulteriore abisso a riprova che il fondo è ancora lontano e non è stato per il momento toccato. Cosa è successo? A Roma, tra l’area delle Terme di Caracalla e la Porta Ardeatina, un imprenditore titolare di uno storico vivaio ha iniziato nel 2015 a chiedere i permessi e le autorizzazioni per realizzare un punto di ristorazione dentro alla sua attività commerciale. Un progetto in apparenza banale che però ha richiesto quattro o cinque anni di delirio burocratico.

IL CASO MCDONALD’S ALLE TERME DI CARACALLA

Una volta ultimato il progetto, la notizia è trapelata, è uscito un articolo sulla cronaca locale de La Repubblica che rivelava il nome del gestore dell’area ristoro (Mc Donald’s), e a seguito dell’autentico delirio mediatico il Ministero, in autotutela, ha bloccato l’iniziativa. La stessa iniziativa che per anni e anni aveva collezionato solo pareri positivi è stata impugnata dallo stesso ministero che a Pompei ha assegnato i servizi di ristorazione ad Autogrill e che a Palazzo Massimo ha consegnato i locali di un grande ristorante alla cooperativa Camst. Questi brand sono ben più “fast food oriented” di McDonald’s, ma il loro brand non ha lo stesso appeal, non funziona altrettanto come target, come obiettivo, come spauracchio per la politica e per la cittadinanza dall’indignazione facile e dal populismo strisciante. Molte altre considerazioni su questa faccenda sono contenute in questo articolo. Sta di fatto che il Ministero della Cultura italiano ha inaugurato un sistema di censura per gli imprenditori in base al loro brand, in base alla qualità percepita o in base alla reputazione o alla superstizione diffusa su un marchio. Questa non è che l’ennesima delle decisioni forsennate prese dal Ministero, che si aggiunge ad altri ben noti precedenti: basti ricordare la polemica scoppiata a seguito del blocco, da parte del Ministero, dell’intervento di ampliamento di Palazzo dei Diamanti a Ferrara, o il surreale caso di Villa Paolina a Roma. La debolezza della figura del Ministro, insomma, sta lasciando carta bianca ai peggiori dirigenti, i più radicalizzati, i più ideologizzati. Dietro queste scelte fuori di senno c’è sempre lo stesso plot: i vincoli addotti, a quanto pare, sono totalmente inesistenti. Queste storie esporranno il Ministero, e dunque tutti i contribuenti, a risarcimenti.

LA SITUAZIONE A ROMA

È un tragicomico precedente, ma noi siamo felici. Siamo felici perché senz’altro a questo punto – dopo essersi preoccupato per un ristorante distante 800 metri dall’entrata delle Terme di Caracalla che non si sarebbe neppure visto dalla strada, frutto di un progetto di inserimento nel verde studiato – il Ministero sarà obbligato finalmente a liberare il patrimonio, almeno quello romano, da altri protagonisti della ristorazione che lo umiliano da decenni. Nella nostra gallery potete vedere cosa succede infatti di fronte alla Galleria Borghese, al Pincio, di fronte a Fontana di Trevi, al Pantheon, alle Terme di Diocleziano, alle Catacombe sull’Appia Antica, ai Musei Vaticani (!), a Castel Sant’Angelo (!!), in tutta Piazza San Pietro (!!!) e, udite udite, anche di fronte alle Terme di Caracalla. Dove da sempre staziona un imbarazzante camion senza che nessuno si sia mai lontanamente scandalizzato. Di fronte alle Terme, non ad un km di distanza…

– Massimiliano Tonelli
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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune e del Gambero Rosso.