Legge di Bilancio, ancora sui tagli al MAXXI. Melandri: “Costretti a ridurre progetti del 2019”

A palesare la propria preoccupazione è il Presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri, a seguito dei tagli previsti dalla Legge di Bilancio all’istituzione romana. A rischio anche l’apertura di una sede distaccata del museo all’Aquila

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Continua a far parlare – e in molti casi a preoccupare – la manovra economica approvata pochi giorni fa in Senato e in queste ore in attesa del voto finale alla Camera, di cui abbiamo già analizzato alcune misure adottate per il settore cultura. Tra i punti più critici – e anche più discutibili – della “manovra culturale”, avevamo individuato (in realtà saltano proprio agli occhi) gli emendamenti sulle assunzioni al Mibac, sul raddoppio dell’IRES per gli enti del non profit e sui fondi da destinare alla promozione dell’arte contemporanea all’estero. Questo ultimo aspetto, in particolare, ha attirato l’attenzione di addetti ai lavori e stampa di settore: a questo fine, la Legge di Bilancio prevede che vengano investiti 3 milioni di euro presi dal fondo del Pac – Piano per l’arte contemporanea, “il principale strumento grazie al quale lo Stato arricchisce il proprio patrimonio di arte contemporanea attraverso acquisti, committenze, concorsi e premi”, come spiega il sito del Mibac. Metà dei fondi del Pac sono solitamente destinati al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, mentre l’altra metà vengono investiti per l’incremento della collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e per altri progetti legati all’arte contemporanea; ma se l’attuale Legge di Bilancio dovesse passare alla Camera, 3 dei 4 milioni destinati al Pac verrebbero investiti per finanziare l’arte italiana all’estero, mentre del rimanente milione, solo 500 mila andrebbero al MAXXI, mettendone quindi a rischio il futuro.

Museo Maxxi Roma
Museo Maxxi Roma

LA RISPOSTA DEL MAXXI

Quello presentato dal M5S al Senato è un emendamento di cui è fin troppo evidente la propria incoerenza: una manovra economica che, tra i propri punti, prevede la promozione dell’arte italiana all’estero sottraendo però fondi a un’istituzione nazionale nata dal Ministero dei Beni Culturali. Istituzione che, tra l’altro, annovera tra gli obiettivi della propria mission anche la promozione dell’arte italiana contemporanea nel mondo. “Leggendo finalmente la Legge di Bilancio, troviamo la triste conferma dei tagli al MAXXI”, dichiara Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI. “Tagliati 1,5 milioni di euro l’anno dalle risorse destinate alla crescita, valorizzazione e promozione della collezione pubblica nazionale di arte e architettura contemporanee. Ricordo che l’incremento della collezione”, continua Melandri, “è una delle missioni fondamentali affidate al Museo nazionale delle arti del XXI secolo, assieme alla sua promozione in Italia (l’accesso è difatti gratuito dal martedì al venerdì) e nel mondo (in questo momento parte della collezione con artisti e fotografi italiani e a Delhi e al Museo Bardo di Tunisi)”.

E L’AQUILA?

In questo momento sarebbe quindi in pericolo anche MAXXI L’Aquila, progetto finalizzato alla riattivazione creativa e culturale della città abruzzese attraverso l’istituzione di una sede distaccata del MAXXI negli spazi del settecento Palazzo Ardinghelli, in corso di restauro grazie a un finanziamento del Governo della Federazione Russa pari a 7,2milioni di euro. “Si dimezzano inoltre, dal 2020, le risorse per il progetto MAXXI L’Aquila”, commenta ancora Melandri. “Ci vediamo costretti a ripensare e ridurre dunque progetti e attività già programmati per il 2019. Chiederemo al Ministero dei Beni culturali, socio fondatore-promotore della Fondazione MAXXI, di rivedere una scelta che penalizza ingiustamente il MAXXI e Roma. Continueremo in ogni caso a lavorare con ancora più energia per garantire al nostro pubblico un’offerta culturale ricca e di qualità e per contribuire a rafforzare l’ecosistema dell’arte contemporanea che ha bisogno anche in Italia di un museo nazionale libero e indipendente al servizio della ricerca degli artisti e degli architetti”.
Insomma il Movimento 5 Stelle, con una serie piuttosto imbarazzante di scelte (perfino smentite da chi le ha fatte, come quelle sulle non profit) ha nel giro di un anno totalmente smontato il Museo MACRO relegandolo ad una macchietta per la quale è complicato trovare aggettivi, ha messo in seria difficoltà le tantissime associazioni culturali del terzo settore che si adoperano anche a sostituirsi alle mancanze del pubblico e che ora avranno una tassazione più complessa che pregiudicherà la stessa esistenza di qualche realtà e infine hanno ostacolato un’istituzione ben funzionante come il MAXXI mettendo una seria ipoteca sulla nascita di un progetto di riscatto e dignità per l’Abruzzo terremotato come il MAXXI L’Aquila. Non resta da vedere cosa avverrà nei prossimi mesi…

NONOSTANTE LA MANOVRA…

Proprio nei giorni scorsi, mentre si attendeva di conoscere il testo definitivo della Legge di Bilancio, il MAXXI ha svelato le prime anticipazioni sulle mostre in programma il prossimo anno. La prima esposizione del 2019 è dedicata al fotografo Paolo Di Paolo, a cura di Giovanna Calvenzi. La mostra, che si terrà dal 21 marzo al maggio 2019, racconta un cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha pubblicato sul settimanale Il Mondo di Pannunzio più di 500 fotografie, tra cui  Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel,  Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti. Di Paolo ha raccontato un’Italia che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.
Due donne di generazioni diverse, entrambe artiste di fama internazionale, saranno protagoniste di due mostre personali. Paola Pivi, classe 1971, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, presenterà dal 4 aprile all’8 settembre 2019 al MAXXI un progetto site specific, a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli, dove si susseguono opere storiche e lavori più recenti, che spaziano tra scultura, installazione, performance e fotografia.
In occasione del centenario della nascita, il MAXXI dedica una grande mostra a Maria Lai (1919 – 2013), tra le voci più singolari dell’arte italiana contemporanea: un tributo a una grande artista che ha saputo creare, in anticipo sulle ultime ricerche di arte relazionale, un linguaggio capace di coniugare sensibilità, tradizioni locali e codici globali. La mostra dal titolo Tenendo per mano il sole (26 giugno 2019 – gennaio 2020) è a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Luigia Lonardelli. Sempre in primavera, sarà la volta della mostra fotografica Terre in movimento, dove gli occhi dei fotografi Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp raccontano il paesaggio marchigiano che cambia dopo il terremoto.
A fine settembre l’istituzione romana dedicherà un focus a Enzo Cucchi, tra i maggiori interpreti della Transavanguardia, a ottobre sarà la volta di una mostra collettiva dedicata al rapporto tra arte e spiritualità e a novembre, a quarant’anni dalla scomparsa, una grande retrospettiva dedicata all’icona del design italiano Gio Ponti.

– Desirée Maida

Dati correlati
Spazio espositivoMAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
IndirizzoVia Guido Reni 4a - Roma - Lazio
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

  1. La ex Melandri miss del Museo è restata a presiedere una istituzione pubblica facendola diventare privata per Lei. Fare un cambio al vertice è obbligatorio e la sicura si farà il suo mussino dove e con soldi suoi o che troverà da sola.

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