Maxxi a L’Aquila. Ora si parte sul serio. Quindici mesi di lavori e 2,1 milioni di euro per il progetto che si ispira alla Tate Liverpool

Una decina di giorni fa la città de L’Aquila ha tristemente celebrato l’anniversario dal terremoto che ha colpito il centro cittadino abruzzese sette anni orsono, il 6 aprile del 2009. E se la ricostruzione del centro storico fatica ad andare avanti, è anche vero che qualcosa si è mosso. Dopo quattro anni di lavori, ad […]

Palazzo Ardinghelli
Palazzo Ardinghelli

Una decina di giorni fa la città de L’Aquila ha tristemente celebrato l’anniversario dal terremoto che ha colpito il centro cittadino abruzzese sette anni orsono, il 6 aprile del 2009. E se la ricostruzione del centro storico fatica ad andare avanti, è anche vero che qualcosa si è mosso. Dopo quattro anni di lavori, ad esempio, si concluderà nel mese di giugno l’intervento di consolidamento, miglioramento sismico e restauro di Palazzo Ardinghelli, una meraviglia del Settecento, poco distante da la Fontana Luminosa. Se l’intervento è stato pagato dai russi, o meglio dal Governo della Federazione Russa che ha elargito 7,2 milioni di euro integrati da altri fondi pubblici, lo Stato Italiano ha già trovato al Palazzo una destinazione d’uso.

UNA GESTIONE DA ROMA
È stato, infatti, annunciato di recente dal Ministro Dario Franceschini di voler collocare un museo d’arte contemporanea, scegliendo di trasformarlo in una succursale del Museo Maxxi di Roma anziché di coinvolgere in questo progetto le molte energie del territorio. Ma forse il Ministro ha pensato che un ente prestigioso come il museo romano avrebbe potuto con maggior forza chiedere ad alcuni tra i maggiori artisti italiani ed internazionali di donare opere site-specificalla collettività, costituendo la collezione permanente. Per la realizzazione del nuovo museo, inserito nel piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” il Ministero ha previsto un finanziamento di 2 milioni di euro ed ha stabilito il cronogramma. Ci vorranno infatti ancora quindici mesi per la realizzazione e il completamento dei lavori, cui seguirà la definizione del progetto museografico e del percorso espositivo, la commissione delle opere e il loro inserimento in maniera coerente nello spazio. E mentre i lavori vanno avanti Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Maxxi, che ha visitato come riporta Il Messaggero, lo spazio ha commentato con entusiasmo il progetto del Ministro di trasformare il palazzo aquilano in una “proiezione” del Maxxi, che richiamerebbe il modello della Tate di Liverpool, con l’obiettivo, inoltre di valorizzare la collezione pubblica di arte contemporanea a L’Aquila e esportando quella del Maxxi in Abruzzo. Ma soprattutto di far diventare la sede aquilana un luogo produttivo, che seguirà nella gestione il modello pubblico-privato già previsto per il Maxxi.

www.fondazionemaxxi.org

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