Effetto Trump? Si dimette Jane Chu, presidente dell’agenzia National Endowment for the Arts (NEA)

Sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le dimissioni del presidente del National Endowment for the Arts (NEA), l’agenzia federale che supporta le arti negli Stati Uniti. La Chu, nominata da Obama, è sotto attacco di Trump dall’inizio del suo mandato…

Jane Chu ph. Steve Paterson
Jane Chu ph. Steve Paterson

Hanno destato scalpore le dimissioni di Jane Chu, presidente del National Endowment for the Arts (NEA), l’agenzia federale che supporta le arti, che ha dichiarato che lascerà la presidenza il prossimo 4 giugno, dopo quattro anni alla guida dell’agenzia. Nominata da Barack Obama, la Chu, che ha alle spalle una lunga carriera da artista e musicista, non ha reso note le motivazioni della sua scelta. È però evidente il peso dei continui attacchi da parte di Trump. Fin dall’inizio del suo mandato infatti The Donald ha più volte espresso la volontà di sopprimere la NEA per destinare i fondi stanziati alla cultura dal Congresso ad attività più “utili”.

LA POSIZIONE DI JANE CHU

Non ha fatto nessun riferimento agli attacchi di Trump dell’ultimo anno, ma si è limitata a dire che “è stato un onore e privilegio essere presidente dell’agenzia”. La Chu, con una formazione da musicista e una laurea in arte, è stata a lungo una dirigente del Kauffman Center for the Performing Arts di Kansas City, nel Missouri, prima di essere nominata dal Presidente Barack Obama nel ruolo governativo più importante per le arti negli Stati Uniti. Una mansione che la Chu, di origini asiatiche, ha svolto portando a casa ottimi risultati come un aumento del budget da investire nel programma di quasi 30 milioni di dollari. La NEA, infatti, assegna annualmente milioni di dollari in borse di studio a centinaia di gruppi artistici. L’organizzazione lavora in maniera capillare e strutturata sostenendo le arti soprattutto nei piccoli centri lontani dalle grandi capitali dell’arte. “Il National Endowment for the Arts”, ha sottolineato la Chu, “sta facendo un lavoro efficace e significativo per aiutare le arti a prosperare e connettersi agli individui e nelle comunità grandi e piccole, densamente popolate, rurali e remote in tutti i 50 stati, territori degli Stati Uniti e in ogni distretto del Congresso”. Stoccata finale nei confronti di Trump che ha bollato l’agenzia come una spesa inutile da tagliare necessariamente.

Donald Trump
Donald Trump

NATIONAL ENDOWMENT FOR THE ARTS

Il National Endowment for the Arts (NEA) è un’agenzia federale americana che offre supporto e fondi ai progetti artistici più promettenti e sostiene la ricerca. È stata istituita tramite una legge del Congresso degli Stati Uniti nel 1965 come un organismo indipendente del governo federale. Il suo slogan è “Because a great country deserves great art” (Perché un gran paese merita una grande arte) e racchiude tutta la filosofia dell’agenzia. L’obiettivo del NEA è quello di “arricchire gli Stati Uniti con i suoi diversi patrimoni storico-culturali attraverso il sostegno delle opere artistiche di eccellenza, facendo progredire la conoscenza delle arti e potenziando le stesse in comunità per tutto il paese.” Un organismo fondamentale per garantire la sostenibilità economica delle istituzioni culturali americane. In altre parole, la NEA è il più importante soggetto pubblico a sostegno di tutte le arti negli States.

GLI ATTACCHI DI TRUMP

La National Endowment for the Art è sotto attacco di Trump dall’inizio del suo mandato presidenziale. Continue le provocazioni del presidente. Dalla scelta di sopprimere l’ente all’idea, in verità mai confermata, di nominare l’attore e regista Sylvester Stallone, acceso sostenitore del presidente, alla guida della NEA. Tuttavia, sebbene la NEA gode ancora di un forte sostegno bipartisan nel Congresso, che per il 2018 ha anche aumentato il suo finanziamento annuale facendolo salire a $ 152 milioni. Agenzia, dunque, salva per il momento anche se senza presidente. Che toccherà adesso a Trump nominare…

-Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.