Cantiere Palermo. Nuovi bandi con fondi stanziati anche da Roma: dal tram alle luci sui monumenti

I fondi stanziati dal governo Renzi col cosiddetto “Patto per Palermo”, insieme ad altre risorse individuate dal Comune, sono oggi in fase di spesa. La città è entrata nel suo anno migliore e sta investendo per incentivare i propri siti monumentali, la viabilità, le zone verdi, i servizi. Ecco come.

Palermo, vista su San Giovanni degli Eremiti
Palermo, vista su San Giovanni degli Eremiti

Quando, nel 2016, il governo nazionale portava a compimento il “Patto per Palermo” e “Il Patto per la Sicilia”, il “sentimento” popolare non sembrò poi così positivo. Anzi. Non mancarono sui social commenti stizziti o scettici, al margine di articoli che raccontavano la natura degli accordi: le solite mance elettorali, chissà che fine faranno, tanto non li useranno mai, ci vogliono comprare con un pugno di miliardi… Erano mesi di pieno fervore antirenziano, nel cuore di una campagna referendaria feroce: la questione costituzionale spariva lentamente, risucchiata dall’egocentrismo del Premier – che condannò a morte la sua stessa riforma, personalizzando il voto – e dall’insofferenza di un elettorato coi nervi tesi, fomentato dalle forze d’opposizione.
Eppure, quei fondi erano un supporto mirato e reale: 5,7 miliardi impegnati a settembre, con un’intesa firmata da Matteo Renzi e l’allora governatore Rosario Crocetta nello spettacolare scenario della Valle dei Templi di Agrigento, da destinare a infrastrutture, ambiente, attività produttive e sviluppo economico; mentre a novembre la Corte dei Conti sbloccava gli oltre 764 milioni di euro individuati per avviare cantieri, ammodernare strutture nel settore della mobilità, incentivare turismo e cultura, rafforzare la riqualificazione urbana: di questi 332 erano a carico dello Stato, come da accordo siglato ad aprile tra il Sindaco Leoluca Orlando e il Presidente del Consiglio.

La Cattedrale di Palermo

LUCI SULL’ARTE. UN CONCORSO INTERNAZIONALE PER L’ITINERARIO ARABO-NORMANNO

Risorse che, naturalmente, sarebbe toccato alle amministrazioni impiegare nei modi e nei tempi opportuni. E a Palermo, oggi, si è nel pieno del lavoro. Il 2018 è l’anno trionfale per il capoluogo siciliano, Capitale Italiana della Cultura e sede della prossima edizione di Manifesta, grazie ai piani presentati dal Comune e premiati rispettivamente dal Ministero dei Beni Culturali e dalla nota Biennale europea d’arte contemporanea. Ed ecco che le somme elargite da Roma diventano nutrimento strategico.
A fine 2017 si sono riunite le prime quattro commissioni per i concorsi internazionali di progettazione, mentre la quinta linea d’intervento, battezzata Luci sull’arte, prevede una gara con scadenza fissata alle 16 del 21 febbraio. Si tratta di proporre “un concept di illuminazione e relativa progettazione per le evenienze storiche in stile Arabo Normanno che fanno parte dell’Itinerario Patrimonio dell’Unesco a Palermo”: Palazzo Reale, Cappella Palatina, Cattedrale, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, Chiesa della Martorana, Chiesa di San Cataldo, Castello della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio. Il 22 febbraio è attesa la prima seduta pubblica della commissione esaminatrice, mentre il 22 marzo saranno comunicate le cinque proposte ammesse al secondo grado del concorso, con dead line ultima al 29 maggio, ore 16.
Il vincitore riceverà un premio di 20mila euro, 10mila al secondo, 5mila al terzo e 3mila agli altri due. Quanto al finanziamento previsto, il tetto massimo è di 3 milioni euro. Una misura importante, che contribuirà a restituire luce e bellezza a uno dei percorsi cittadini più suggestivi e saturi di beni storico-monumentali: il titolo di “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” fu insignito nel 2015, a seguito della candidatura presentata dalla Regione Siciliana, mentre grazie alle isole pedonali (tra le azioni più indovinate di questa giunta comunale) è sparito via via l’osceno ingombro di auto parcheggiate e in fila nel traffico.

Palermo, Biblioteca Comunale di Casa Professa
Palermo, Biblioteca Comunale di Casa Professa

WI-FI, SCUOLE E MOBILITÀ

Gli altri concorsi, già in itinere, riguardano le nuove linee del tram, con un finanziamento generale di oltre 657 milioni euro, che passeranno in via Ernesto Basile (zona universitaria) e in via Libertà (il salotto buono del centro, un tempo quartiere Liberty); la green-way, con un percorso ciclopedonale da Palermo  a Monreale, per un valore massimo di 4,7 milioni e con 20mila euro al vincitore; i due poli scolastici onnicomprensivi dell’area nord e sud (un totale di circa 30 milioni e due premi da 50mila euro). Infine, dal fondo di 2,7 milioni per l’innovazione tecnologica, 300mila euro sono stati destinati agli interventi del progetto Smart City Network – Palermo Connessa, finalizzato al potenziamento dell’anello telematico (33 chilometri di fibra ottica in banda larga) e del wi-fi pubblico, che raggiungerà undici sedi comunali, inclusi musei e spazi  culturali: la Gam – Galleria d’Arte Moderna, Villa Niscemi, Villa Trabia, Archivio Storico, Palazzo Gulì, Biblioteca Comunale, Porta Felice, Suap, complesso ex Teleco, Museo Pitrè e Assessorato alla Pubblica Istruzione. Saranno inoltre installate 30 telecamere di videosorveglianza in centro storico, tra Maqueda, Stazione Centrale e Corso Vittorio Emanuele.
Ma non finisce qui. In questi giorni arriva la notizia di un ulteriore stanziamento: dei 2 miliardi previsti dalla “Cura del Ferro” – decreto voluto dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che prevede nuovi investimenti per il trasporto rapido da Nord a Sud del Paese –  23 milioni andranno proprio a Palermo. Serviranno a finanziare il secondo stralcio per la realizzazione della linea circolare ferroviaria che collega Porto, centro città e stazione Notarbartolo: i lavori per il primo lotto sono ancora in corso, ma ci si porta avanti con i budget, facendo ancora sistema tra amministrazione locale e governo centrale.

Helga Marsala

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.