Fabio Roversi Monaco coordinerà i musei della città metropolitana di Bologna

Ad annunciarlo, nel corso di una cerimonia cittadina il sindaco Virginio Merola. Ma nonostante la carriera di tutto rispetto del Presidente di Genus Bononiae una domanda sorge spontanea: non si poteva operare una scelta più giovane e innovativa?

Il teatro anatomico di Bologna
Il teatro anatomico di Bologna

Nel corso della cerimonia di apertura del festival della scienza medica a Bologna, il sindaco Virginio Merola ha voluto fare il botto. Come riportato dal quotidiano La Repubblica, il primo cittadino ha sorpreso tutti i partecipanti con un annuncio e una richiesta importante. “Chiederei davanti a voi tutti e allo stesso professor Roversi Monaco di accettare l’incarico di coordinare il gruppo di lavoro della città metropolitana per studiare l’integrazione dei nostri musei cittadini e verificare la possibilità di dare vita a un sistema metropolitano adeguato ai tempi dei nostri musei”, ha detto. Questa proposta, all’interno di una situazione chiaramente preparata, è stata immediatamente accettata di slancio dal Presidente di Genus Bononiae, che ha replicato: “Ringrazio il sindaco di sottrarmi dagli ozi cui sono abituato, affidandomi nuovi compiti che mi galvanizzeranno e mi faranno diventare più giovane”.

ROVERSI MONACO PIGLIA TUTTO

Una carriera di tutto rispetto quella di Fabio Roversi Monaco, classe 1938, ex Rettore dell’Università più antica del mondo occidentale, Presidente della Fondazione Carisbo e di Genus Bononiae. Roversi Monaco ritorna in un certo qual modo “in possesso” dei musei universitari, ma anche di quelli dell’intera Città Metropolitana di Bologna, oltre che continuare a presiedere Genus Bononiae. È inutile in questo momento sbilanciarsi a fare previsioni, ma andiamo ad analizzare il rapporto di Roversi Monaco con l’uso delle nuove tecnologie. È stato Roversi Monaco a creare alla metà degli anni ‘90 il Museo del IX Centenario, uno dei più ambiziosi musei interattivi italiani se non il primo museo virtuale interattivo, basato interamente su schermi touch e proiezioni sincronizzate. Come è stato tra i primi a esporre nel percorso di Genus Bononiae un documentaro stereoscopico in 3D in un teatro virtuale dedicato. Ma che fine hanno fatto queste meraviglie? Il Museo del IX Centenario è stato smantellato, dopo anni di incuria e di manutenzione mai prevista né messa a budget, ed il teatro virtuale risulta chiuso, forse per gli stessi problemi. Alla memoria torna anche la discussione all’epoca della mostra a Palazzo Fava che ha riunito 128 firme di esperti contro Vittorio Sgarbi, una mostra definita dai firmatari “priva di alcun disegno storico e della benché minima motivazione scientifica, un insulto alle opere, trattate come soprammobili, all’intelligenza del pubblico; alla memoria di Longhi e Arcangeli — e naturalmente un attacco ai musei, con la colpevole connivenza di chi li dirige“. Tanti gli interrogativi che emergono da queste vicende, nel bene e nel male. Ma la prima domanda che sorge spontanea è: perché il primo cittadino della Città Metropolitana non ha compiuto una scelta più coraggiosa come ad esempio è stato fatto per il museo MAMbo?

I musei della città metropolitana di Bologna

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