Elezioni presidenziali in Francia. Le idee per la cultura dei quattro candidati

A poche ore dal voto in Francia per eleggere il successore di François Hollande, abbiamo spulciato i programmi dei quattro candidati che si giocano la vittoria. Estrapolando alcuni punti relativi alle politiche culturali…

Manifesti elettorali per le presidenziali francesi del 2017
Manifesti elettorali per le presidenziali francesi del 2017

Francia in fibrillazione. Mancano poche ore all’appuntamento con le elezioni presidenziali, all’ombra del trauma per l’ennesimo attentato a Parigi: il terrore aleggia ancora sugli Champs Elysées, dopo gli spari di giovedì 20 aprile. Un poliziotto ucciso, due feriti, il killer freddato. E l’ISIS che rivendica. Per molti commentatori un evento che lascerà un segno: sul piano delle emozioni e delle valutazioni collettive, e dunque anche nel silenzio delle urne. A beneficiarne, naturalmente, potrebbero essere figure come quelle della Le Pen, nemica giurata dell’immigrazione musulmana e paladina di un nuovo nazionalismo di destra.

I QUATTRO CANDIDATI

Intanto il dibattito politico è acceso e occupa le pagine dell’intera stampa internazionale, mentre la girandola di comizi, interviste, ospitate mediatiche tocca i soliti vertici nevrotici. Quattro i favoriti, che di fatto si spartiscono l’elettorato. Per i sondaggi gli stacchi sono minimi. Altissima la suspense.
A pochi punti da Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National, data per seconda con un  22% conquistato a forza di campagne sui temi della protezione sociale, della sicurezza, del terrorismo, delle frontiere, dell’identità nazionale, c’è Emmanuel Macron, con il 25%: classe ’77, giovane e brillante, ex  banchiere d’affari presso Rothschild, poi ex socialista spostatosi su posizioni di centro, è stato Ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale dal 2014 al 2016, ed è a capo del movimento politico En Marche!, fondato nel 2016. Un moderato che fa una sintesi (pare vincente) tra liberismo e progressismo: un po’ il Renzi di Francia.
Per il centrodestra c’è François Fillon, dato intorno al 19%, politico di lungo corso, tradizionalista, cattolico, antiabortista, contro i matrimoni gay, ma non intenzionato a modificare le leggi attuali di stampo socialista. Anche sui migranti le posizioni sono quelle tipiche repubblicane: più controlli, quote di accesso definite e una certa islamofobia ben palesata nel suo libro “Vaincre le totalitarisme islamique”. Rispetto alla Le Pen resta meno radicale.
Infine, per l’estrema gauche, c’è Jean-Luc Mélenchon, il più anziano (è del ’51) ma anche il prediletto dei giovanissimi, testa a testa con Fillon nei sondaggi. Molto attivo sui social, ferratissimo in fatto di tecnologia e comunicazione, porta avanti i temi tradizionali della sinistra pura: apertura sull’immigrazione, accoglienza per i rifugiati, lotta alle disuguaglianze sociali, scuola gratuita, laicità, riduzione orari di lavoro, ambientalismo e zero nucleare.
Fuori gioco Benoit Hamon, vincitore delle primarie per il Partito Socialista, che si attesta intorno all’8%.

La scheda elettorale francese
La scheda elettorale francese

GLI INVESTIMENTI PER LA CULTURA

Di cultura si parla poco in questa campagna presidenziale. E non è una novità. I temi forti sono altri, sempre e dovunque: economia, migranti, politiche sul lavoro, pubblica sicurezza.
A parlare di incremento dei fondi per la cultura è solo Mélenchon, che vorrebbe “Aumentare il budget dedicato all’arte, la cultura e la creatività, fino all’1% del PIL ogni anno”, per, tra le altre cose, “sostenere la produzione creativa, performance dal vivo, l’accesso di tutti alle pratiche culturali, il rafforzamento dell’educazione artistica nelle scuole e conservatori, l’educazione popolare e la cultura nel mondo degli affari”.
Fillon e Le Pen non fanno dichiarazioni in merito, mentre Macron promette di mantenere gli investimenti al livello attuale: “Non ritireremo un euro al bilancio del Ministero della Cultura. Manterremmo lo sforzo finanziario di Stato per la Cultura, con una corrispondente richiesta di efficienza: tutte le politiche pubbliche in favore della cultura saranno prese in considerazione”. Ma proviamo a capire, spulciando tra interviste e programmi elettorali, cosa dicono sul tema i quattro candidati al ballottaggio.

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron

EMMANUEL MACRON

Parità di genere: Le donne rappresentano più della metà degli studenti nel campo delle arti e dello spettacolo, ma sono solo il 12% dei direttori di teatro nazionali. La parità dovrebbe essere la regola, affinché più donne dirigano istituzioni culturali, incluse le più grandi.
- Presenza all’estero: L’influenza della Francia nel mondo inizia dalla sua immagine culturale e dal sostegno alla francofonia. La razionalizzazione e il rafforzamento delle istituzioni oggi disperse permetterà di valorizzare all’estero le competenze dei nostri istituti, delle nostre industrie culturali e degli attori privati.
Giovani: istituire un pass cultura 500 € per tutti i giovani di 18 anni, che permetta loro, attraverso un’applicazione, l’accesso ad attività culturali a scelta: musei, teatri, cinema, concerti, libri, musica. Sarà co-finanziato dai distributori e dalle principali piattaforme digitali, che beneficiano del dispositivo.
Spettacoli: favorire la diffusione degli spettacoli dal vivo, moltiplicando le coproduzioni.
Associazioni culturali: Creeremo un “acceleratore” delle associazioni. Esse svolgono un lavoro formidabile, ma hanno difficoltà a raggiungere il loro pubblico. Questa nuova struttura avrà il compito di implementare su tutto il territorio e in meno di cinque anni le associazioni più utili alla nostra società.
Scuola: il 100% dei bambini avrà accesso alle attività educative artistiche e culturali. Saranno incoraggiati progetti di avvio alle pratiche artistiche collettive (orchestre, cori, gruppi teatrali) o l’incontro con opere e artisti.
Biblioteche: Lo stato si farà carico delle spese supplementari legati all’apertura serale e domenicale delle biblioteche municipali. Inciteremo le università ad estendere gli orari di apertura delle loro biblioteche, a pianificare degli orari serali durante la settimana e ad estendere progressivamente l’apertura alla domenica.
Audiovisivo: Semplificare la regolamentazione in materia di pubblicità, finanziamento e diffusione, per rimuovere gli ostacoli alla crescita nella produzione e distribuzione di audiovisivi e preparare il passaggio al digitale, preservando la diversità culturale.
Tasse su opere d’arte: Sarà mantenuta l’esenzione per le opere d’arte dalla ISF (imposta sui patrimoni).
Netflix: cerare le condizioni per la nascita di un Netxflix europeo.
Erasmus: lanciare un Erasmus dei professionisti della cultura, per favorire la circolazione degli artisti, dei curatori, dei conservatori.
Industrie creative: investire nelle industrie creative e culturali creando un fondo dedicato di 200 milioni di euro.

Jean-Luc Mèlenchon
Jean-Luc Mèlenchon

JEAN-LUC MÉLENCHON

Cariche: Far eleggere i presidenti di France Télévisions e Radio France dal Parlamento (attualmente sono eletti dal Consiglio Superiore dell’Audiovisivo).
Audiovisivo: creare un “Consiglio nazionale dei media” al posto dell’attuale Consiglio Superiore dell’Audiovisivo, per farne un contro-potere cittadino che garantisca pluralismo delle opinioni e qualità di tutti i media.
Precari: Sostenere il regime speciale per gli “intermittenti” dello spettacolo, sulla base dell’accordo siglato il 28 aprile 2016 (Ndr. successivo a una accesa protesta della categoria), ed estenderlo a tutti i precari dell’arte.
Fondi alla stampa: riservare i fondi pubblici alla stampa ai media d’informazione e mutualizzare gli strumenti di produzione (stampa, server, distribuzione, etc.)
Media: adottare una legge contro la concentrazione dei media, proteggendo il settore dagli interessi finanziari, favorendo la trasformazione dei media in cooperative e attribuendo delle frequenze ai media locali e associativi.
Indipendenza: Proteggere le fonti e l’indipendenza delle redazioni dal controllo dei poteri economici e politici.
Mediterraneo: Creare una catena di canali tv del Mediterraneo, che trasmetta in diverse lingue e sia distribuita su entrambe le sponde del Mediterraneo e su internet, sul modello del canale franco-tedesco Arte.

Marine Le Pen
Marine Le Pen

MARINE LE PEN

Patrimonio: arrestare la vendita di palazzi ed edifici nazionali.
Associazioni: garantire il rispetto della libertà di associazione, nei limiti richiesti per l’ordine pubblico, e sostenere le piccole strutture culturali associative, sportive, umanitarie, sociali, educative, che animano la vita dei nostri territori.
Conservazione: Istituire una legge di pianificazione del patrimonio per consentire una migliore sostegno al mantenimento e alla conservazione, con aumento del budget del 25%.
Formazione: Lanciare un grande piano nazionale per la creazione di filiere (licei, università) dei mestieri dell’arte e impiantare una rete di vivai di artisti su tutto il territorio. Restaurare una vera educazione musicale nelle scuole.
Mecanatismo:sviluppare il mecenatismo popolare, attraverso la creazione di una piattaforma digitale dedicata.
Patriottismo: Rafforzare l’unità della Nazione con una promozione del “roman national”.
Audiovisivo: Riformare il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo (CSA), con la creazione di tre collegi: uno composto da rappresentanti dello Stato, il secondo da professionisti, il terzo da rappresentanti della società civile (associazioni dei consumatori, dei telespettatori, etc.)

François Fillon
François Fillon

FRANÇOIS FILLON

Spettacoli: Applicare il principio di un numero minimo di rappresentazioni a tutti gli spettacoli sovvenzionati.
Patrimonio: Espandere le missioni della  “Fondation du patrimoine” per federarne tutti gli attori.  Rafforzare i suoi mezzi per il rimborso della metà delle entrate dalla pubblicità sui teloni dei monumenti storici.
Media: ottimizzare l’offerta pubblica dell’audiovisivo, promuovendo fin da subito una riflessione sull’evoluzione degli usi e sull’adeguamento dell’offerta di servizi ai nuovi mezzi di distribuzione, connessa alla rivoluzione digitale: app, replay, download via computer, tablet, cellulari, console…
Credito d’imposta: Ottimizzare le competenze di cui dispone la Francia in termini di effetti speciali e animazioni, regolando il credito d’imposta per attrarre le produzioni di film stranieri in Francia, come parte di un esperimento in 3 anni.
Industria dell’immagine: Rendere la Francia campione dell’industria dell’immagine, offrendo, al più alto livello europeo, iniziative in favore dell’audiovisivo del futuro, del digitale e delle nuove tecnologie.
Arte pubblica: incitare i Fondi regionali per l’arte contemporanea (i Frac) a esporre maggiormente le loro 20.000 opere nei luoghi pubblici e a operare con una maggiore trasparenza nel quadro delle nuove acquisizioni.
Conservazione: Destinare 2 miliardi di euro in 5 anni, pari a 400 milioni all’anno, per porre fine al deterioramento dei monumenti e delle opere d’arte, in luogo dei € 328 milioni spesi nel 2015 e dei € 326 milioni spesi in il 2016.
Diritto d’autore: Rafforzare l’HADOPI (Alta Autorità per la Diffusione delle Opere e la Protezione dei diritti su Internet), nella lotta alla contraffazione commerciale delle opere musicali, letterarie e audiovisive, con una riflessione più ampia sul diritto individuale nell’era del digitale.
OrariEstendere le ore d’apertura delle istituzioni culturali, con le risorse necessarie, sviluppando il volontariato, che è elemento essenziale per le attività culturali nelle zone rurali, e attingendo dalle risorse messe a disposizione dai giovani che hanno optato per il servizio civile culturale.
Europa: lancio con la Germania di un Museo della cultura europea a Strasburgo, un luogo che riunisca, in una presentazione regolarmente rinnovata, opere d’arte dei maggiori musei europei, a dimostrazione della ricchezza artistica e della diversità Europa, nonché della forza dei suoi artisti.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.