Richard Ginori: lo Stato acquisirà il Museo di Doccia. La svolta al G7 di Firenze

Svolta decisiva per la travagliata vicenda del Museo che ospita il patrimonio storico della più antica manifattura di porcellana italiana. La notizia arriva da Firenze, dov’è in corso il primo G7 della Cultura, con una dichiarazione del ministro Franceschini.

Gio Ponti, La Temperanza–L’Architetto, Richard-Ginori, 1927-28, collezione privata, courtesy Galleria Luciano Colantonio, Brescia
Gio Ponti, La Temperanza–L’Architetto, Richard-Ginori, 1927-28, collezione privata, courtesy Galleria Luciano Colantonio, Brescia

Sarà lo Stato a salvare il museo che raccoglie oltre due secoli di storia della manifattura Richard Ginori, come auspicavano fin dall’inizio l’associazione degli Amici di Doccia e i lavoratori dello stabilimento di Sesto Fiorentino. Si chiude così, con lannuncio del Ministro dei beni culturali Dario Franceschini nel capoluogo toscano che ospita in questi giorni il G7 della Cultura, una saga ricca di colpi di scena, dalle due aste fallimentari andate deserte alla petizione circolata in rete nelle scorse settimane. L’acquisizione, che riguarda immobile e collezioni del Museo di Doccia, dovrebbe avvenire prima dell’estate con la collaborazione  dell’Associazione industriali fiorentina e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Quest’ultima ha fatto sapere tramite il suo Presidente Umberto Tombari di essere disposta a sostenere i lavori soltanto in presenza di “un progetto per la gestione e la promozione del Museo che contempli i contributi delle varie istituzioni interessate, pubbliche e private, proiettati per un congruo arco di tempo”.

LA PASSIONE DI GINORI ANCORA UN EVER GREEN

In attesa di una prossima riapertura del Museo di Sesto Fiorentino, il patrimonio storico della Manifattura fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori continua a essere apprezzato dagli appassionati di arti decorative all’interno di mostre allestite a Firenze e altrove. Al Mic di Faenza, i visitatori di Ceramiche Déco, il gusto di un’epoca, sezione distaccata della più ampia rassegna Arte Déco ai Musei di San Domenico di Forlì, possono già ammirare le creazioni di Gio Ponti e Giovanni Gariboldi. Al Museo del Bargello, nel capoluogo fiorentino, inaugurerà il 18 maggio la prima mostra realizzata in Italia sulle statue di porcellana prodotte nello stabilimento di Doccia e sulle loro fonti, con la curatela di Tomaso Montanari e Dimitri Zikos. Nel percorso espositivo de La fabbrica della bellezza le più importanti sculture prodotte nel primo periodo della Manifattura dialogheranno con opere della collezione permanente del museo e con i modelli – cere, terrecotte o bronzi – che servirono alla loro realizzazione, raccontando la storia della trasformazione di un’invenzione scultore in porcellana. Tra le chicche esposte, il Tempietto della gloria della Toscana donato dal marchese Ginori all’Accademia Etrusca di Cortona, la Venere dei Medici e il monumentale Camino provenienti dal Museo di Doccia, oltre a prestiti da prestigiose istituzioni italiane e straniere.

-Giulia Marani

La fabbrica della bellezza. La manifattura Ginori e il suo popolo di statue
dal 18 maggio al 1° ottobre 2017
Museo Nazionale del Bargello
Via del Proconsolo 4, Firenze
www.bargellomusei.beniculturali.it

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.