A New York si è svolta un’asta di oggetti di design con risultati clamorosi (specchi da 30 milioni e altro ancora)

L'asta al Breuer Building di New York della collezione de Gunzburg ha messo a segno il più alto aggiudicato per una vendita di design negli Stati Uniti e un risultato stratosferico per la pioniera francese del progetto Claude Lalanne con un nuovo record d'asta

A New York, lo scorso 22 aprile 2026, Sotheby’s ha disperso la prima parte della collezione di Jean e Terry de Gunzburg, una raccolta di circa 125 pezzi di pregevole raffinatezza dal mondo del design e dell’arte contemporanea di alto profilo. Un evento di grande caratura, a cui la casa d’aste ha dedicato la prima vendita di design negli spazi del Breuer Building, che ha registrato sold out per tutti i lotti ed è diventata anche la più preziosa mai realizzata negli Stati Uniti, con un totale di $96 milioni. E da ricordare resterà anche il nuovo record d’asta di Claude Lalanne, per una serie di specchi commissionati in origine da Yves Saint Laurent e aggiudicati per oltre 30 milioni di dollari.

La collezione di Jean e Terry de Gunzburg in asta da Sotheby’s a New York

Nel corso di oltre quarant’anni, Jean e Terry de Gunzburg hanno costruito una collezione di arte e design del XX Secolo dinamica e variegata, frutto di un impegno guidato dalla curiosità e da una profonda sensibilità per le forme. La raccolta ha trovato spazio in gran parte nella loro casa di New York e la raffinatezza estetica di Terry de Gunzburg è stata forgiata dalle sue esperienze professionali, come quella di direttrice creativa da Yves Saint Laurent Beauté e le collaborazioni con fotografi del calibro di Helmut Newton e Guy Bourdin. Tra i nomi intorno a cui si è orientata nel tempo la collezione spiccano, tra gli altri, quelli altisonanti di Claude e François-Xavier Lalanne, Jean Royère, Alberto Giacometti, Jean-Michel Frank, Alexandre Noll e André Groult, che andavano a comporre il catalogo della vendita di Sotheby’s Collection of Jean & Terry de Gunzburg – Design Masters.

Il record d’asta di Claude Lalanne da Sotheby’s a New York

L’asta del 22 aprile 2026 sarà ricordata però e di certo per il record strepitoso raggiunto da una pioniera del design contemporaneo: Claude Lalanne. Quella dei coniugi Claude e François-Xavier Lalanne rappresenta una vera e propria ascesa per quel mercato dalle larghe disponibilità e che è disposto a spendere cifre astronomiche per le riconoscibili composizioni della coppia francese. Basti ricordare che l’Hippopotame Bar di François-Xavier Lalanne è passato di mano da Sotheby’s New York lo scorso dicembre per oltre $31 milioni, alla prima Design Week al Breuer che ha fruttato circa $60 milioni, mentre il 15 aprile 2026 da Christie’s a Parigi a toccare la vetta è stata la mela gigante di bronzo di Claude Lalanne Pomme de New York (2008), aggiudicata per oltre €6 milioni, segnando un nuovo record per l’artista. Un traguardo provvisorio e durato pochissimo, polverizzato, dopo solo una settimana, da Sotheby’s a New York, con l’ensemble di quindici specchi dalla Collezione de Gunzburg battuto per $33,5 milioni, anche oltre quello del marito François-Xavier.

La competizione in sala da Sotheby’s per gli specchi di Claude Lalanne

L’ideazione e creazione del set di quindici specchi era stata affidata da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé a Claude Lalanne per impreziosire la loro abitazione parigina. Il risultato è stato magnifico, unico, una serie di sculture specchianti la cui produzione è durata per circa un decennio, dal 1974 al 1985. In asta il set è stato al centro di una battaglia inferocita a colpi di bid durata oltre dieci minuti e con rilanci che hanno fatto lievitare la stima bassa, fissata a 10 milioni di dollari, al colpo finale di 33,5 milioni di dollari, commissioni incluse e applauso d’obligé.

A giocare un ruolo centrale in questo risultato è stata la provenienza dell’opera, la sua storia, l’appartenenza e il suo curriculum espositivo. E la tendenza degli UHNWI a non arretrare davanti a rilanci milionari, pur di accaparrarsi pezzi di incredibile valore, non solo estetico, ma anche culturale, sociale e storico. Più nello specifico, la vendita del 22 aprile, oltre ad aver validato la consacrazione sempre più granitica del mercato firmato Les Lalanne su scala globale, ha portato il segmento design a essere scambiato sul mercato al pari di opere d’arte museali e questo potrebbe essere un fenomeno volto a estendersi, potenzialmente, anche ad altri comparti come quello dei luxury collectibles. A riprova di un mercato dell’arte sempre più contaminato da eclettismo, è vero, ma solo di un certo livello.

Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come…

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