Phillips chiude al ribasso la tornata delle aste d’arte londinesi

Risultati in chiaroscuro e diversi invenduti hanno caratterizzato l’asta 20th Century to Now dello scorso 30 giugno da Phillips a Londra

Il 30 giugno Phillips ha concluso la settimana delle vendite londinesi, una tornata importante di incanti delle major Christie’sSotheby’sBonhams e Phillips, per l’appunto, che ha anticipato le ultime sessioni dedicate agli Old Masters, previste in concomitanza con l’apertura il 30 giugno della London Art Week, prima della pausa estiva.

Lucio Fontana, Concetto Spaziale (1966-1967). Courtesy of Phillips

Lucio Fontana, Concetto Spaziale (1966-1967). Courtesy of Phillips

L’ASTA DI PHILLIPS A LONDRA

I lotti originariamente previsti per la 20th Century to Now erano 116, ma prima dell’inizio ci sono stati quattro ritiri, tra cui Concetto spaziale, Attese di Lucio Fontana, unica opera con una stima a sette cifre tra gli 1,8 e i 2,5 milioni di sterline. Il catalogo era calibrato su nomi solidi delle avanguardie del ’900, ma anche sui giovani e su una parte della Lemann Collection, la prestigiosa collezione del noto avvocato americano Thomas Lemann scomparso a 97 anni a febbraio 2023. Il risultato finale è stato di 9,08 milioni di sterline, una cifra non proprio rassicurante, visto anche il numero di invenduti che si sono susseguiti nel corso della sessione, segno che effettivamente qualcosa sul mercato sta agendo e spingendo per un cambio di rotta.

Georg Baselitz, Wel lam ruch nichtet mihr (Frebl aill lew) (2013). Courtesy of Phillips

Georg Baselitz, Wel lam ruch nichtet mihr (Frebl aill lew) (2013). Courtesy of Phillips

I TOP LOT E I NUOVI RECORD DI PHILLIPS A LONDRA

Sulla prima posizione del podio delle migliori aggiudicazioni si è collocato Lucio Fontana con un Concetto Spaziale (1966-1967) rosso e di forma ovale su tela rettangolare. L’opera non ha raggiunto però nemmeno la stima bassa di 550mila sterline ed è passata di mano al prezzo di martello di £450,000, £ 571.500 con le commissioni, somma che andrà a beneficio del Museo Vassouras di Rio De Janeiro in Brasile. Un primo posto condiviso con, allo stesso prezzo, Georg Baselitz con Wel lam ruch nichtet mihr (Frebl aill lew) del 2013, andato, pare, alla garanzia di parte terza. A seguire arriva il dipinto di Elizabeth Peyton del giovane Principe Harry, dal focus sui ritratti per la riapertura il 22 giugno della National Portrait Gallery, chiusa per rinnovamento da marzo 2020Prince Harry, September 1998 (1998) ha trovato un nuovo proprietario per £ 488.950 incluse le commissioni, per un prezzo di martello di 385mila, un risultato poco soddisfacente rispetto alla stima preasta di 400-600mila sterline.

Elizabeth Peyton Prince Harry, September 1998 (1998). Courtesy of Phillips

Elizabeth Peyton Prince Harry, September 1998 (1998). Courtesy of Phillips

I RISULTATI DELL’ASTA DI PHILLIPS

Sean Scully e Jean Dubuffet si sono avvicinati alla stima alta, infatti i loro lavori Wall Yellow Pale (2016) e Lieu de ressouvenance (1980) hanno registrato aggiudicazioni rispettivamente per £ 304.800 e £ 438.150. Conferma anche Phillips il trend favorevole del momento per la pittura dai toni hopperiani di Caroline Walker, presente in catalogo con tre opere tutte aggiudicate sopra la stima alta tra 40.000 e 110.000 sterline, cosi come quello per l’italiano Guglielmo Castelli, acquistato da un collezionista online da Hong Kong, e per il trentaseienne sudafricano Cinga Samson. Hanno, inoltre, aggiornato i loro record d’asta gli artisti: Ellen BerkenblitDuncan McCormickLudovic Nkoth e Sayre Gomez.

MOLTI INVENDUTI E TROPPE INCERTEZZE SUL ROSTRO DI PHILLIPS

Per 18 volte è stato pronunciato però il termine pass dal banditore, a segnare opere per le quali non sono stati raggiunti i prezzi di riserva. E, dato non da poco conto, questo è avvenuto anche per lotti importanti del calibro di Andy Warhol e Banksy. Altre opere, promosse molto bene prima dell’asta, come ad esempio Toddler’s Cloud (2016) di Damien Hirst, sono sprofondate molto al di sotto della stima bassa, finendo, con buone possibilità alla garanzia di parte terza. Qualcosa sul mercato evidentemente sta cambiando. Provenendo da due anni in cui ci si è spinti al rialzo, a tratti con sregolatezza, adesso le temperature sembrano più tiepide e caute e si paventa incertezza. Ma è davvero questa la giusta lettura? E se invece proprio questa situazione fosse quella giusta per un ripensamento generale e quotazioni più corrette?

Antonio Mirabelli 

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Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli

Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come…

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