Il mercato di Francis Bacon. Tra vette e cadute

Con la grande mostra alla Royal Academy of Arts di Londra, torna alla ribalta l’amato maestro irlandese. Ma come si è evoluto negli ultimi anni il suo mercato?

Francis Bacon, Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus, 1981. Courtesy Sotheby's
Francis Bacon, Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus, 1981. Courtesy Sotheby's

Francis Bacon: Man and Beast è la più recente retrospettiva dedicata dalla Royal Academy of Arts di Londra all’evoluzione artistica del pittore nato a Dublino, dagli inizi negli Anni Trenta all’ultimo Study of a Bull del 1991, presentato al pubblico per la prima volta e proveniente da una collezione privata.

TREND DI MERCATO DI FRANCIS BACON

E proprio questo momento espositivo può essere l’occasione per un focus sugli andamenti e la ricezione delle sue opere sul mercato, andando ad analizzare i risultati raccolti dai grandi aggregatori Artnet, così come da Artprice. Sorprenderà, infatti, probabilmente, scoprire che gli andamenti non sono positivi come ci si aspetterebbe guardando alla sua ricezione presso il grande pubblico. Amatissimo da sempre, infatti, Francis Bacon resta tra gli artisti “intoccabili”, indiscutibili, impermeabili ai cambiamenti di gusto. Eppure, in un focus sul mercato, a contare sono solo i dati disponibili, e il dato che emerge a guardare le sue vendite in asta mostra oggi segno negativo, con un decremento dei valori dell’80% dal 2014.

Francis Bacon, Three Studies of Lucian Freud, 1969. Courtesy Christie's Images Ltd.
Francis Bacon, Three Studies of Lucian Freud, 1969. Courtesy Christie’s Images Ltd.

I RECORD 2013-15 DI BACON

Solo meno di dieci anni fa, e in particolare tra il 2013 e il 2015, si registravano performance ottime sul secondo mercato di Bacon e si mettevano a segno nuovi record d’asta che hanno fatto storia. Nel 2013, infatti, Three Studies of Lucian Freud (1969) raggiungeva la cifra record di 142,4 milioni di dollari da Christie’s New York, diventando la migliore aggiudicazione per l’artista e insieme per un’opera d’arte in asta in assoluto. L’anno successivo, nel 2014, il volume di affari dell’artista arrivava alla vetta di 306 milioni di dollari.
Mentre a fare capolino più di recente sembra essere un certo intiepidimento nei comportamenti d’acquisto alle grandi sessioni degli incanti internazionali.

Francis Bacon, Pope with Owls, 1958. Courtesy Phillips
Francis Bacon, Pope with Owls, 1958. Courtesy Phillips

I RISULTATI 2020-21

Intendiamoci, però, non si sta qui ragionando di un disinteresse improvviso né tantomeno di un arresto netto nelle transazioni che riguardano Francis Bacon. Il pittore irlandese ha infatti continuato a raccogliere risultati solidi, anche nel 2020 pandemico, quando il suo Triptych Inspired by the Oresteia of Aeschylus (1981) è stato aggiudicato da Sotheby’s per $ 84.6 milioni (sembrerebbe al patron della stessa casa inglese, Patrick Drahi), diventando il terzo miglior risultato per l’artista in asta e il più alto dell’anno per Sotheby’s.
E controprova ulteriore ne è la sua presenza tra i dieci migliori risultati del 2020 segnalati nel Contemporary Art Market in 2021 di Artprice, come già era accaduto per il 2019, tra l’altro.
Di certo però una flessione nelle vendite è oggettiva dal 2020, intorno al 61%, una percentuale che diventa dell’87% se confrontata a quelle dell’anno d’oro, il 2014. E questo anche in presenza di lotti di valore offerti in asta. Basti pensare che il miglior risultato del 2021 è stata l’aggiudicazione da Phillips a New York di Pope with Owls del 1958 per $ 33 milioni, molto, troppo vicino al range della sua stima bassa.

QUESTIONI DI GUSTO

Le spiegazioni possono essere diverse. In parte le opere dell’artista potrebbero star scontando una flessione nel gusto, per altri versi però potrebbe essere tutto legato alla mancanza sul mercato di opere iconiche o di livello altissimo e a una certa saturazione temporaneamente raggiunta.
Robert Manly di Phillips, dopo la vendita di Pope with Owls, notava che, più che un cambiamento di gusto, si potrebbe ipotizzare piuttosto un’espansione delle preferenze dei collezionisti, il loro guardare anche ad altri autori, cioè.
E chissà allora che la ricezione di Francis Bacon non possa beneficiare nel prossimo futuro della nuova occasione di valorizzazione offerta proprio dalla grande mostra in corso alla Royal Academy of Arts di Londra.

Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.