Com’è andata Art Basel Miami Beach. Le star del cinema, i collezionisti, i numeri

Successi di vendite e maggiore varietà di proposte, anche grazie alle nuove regole d’ammissione

L’ultima volta a Miami Beach 2019 ci siamo lasciati con Comedian, la banana di Maurizio Cattelan allo stand di Perrotin, con tutto il clamore che ne era conseguito. Quest’anno sono tornati Leonardo Di Caprio e Martha Stewart, avvistati nei corridoi del Convention Center, i Rubell e i Mugrabi. Erano presenti Arnault e nuovi collezionisti, quelli che sparigliano anche alle aste, in cerca dei nuovi “market darling” Jadé Fadojutimi, Flora Yukhnovich, Emily Mae Smith e Robert Nava.

– Cristina Masturzo 

1. ART BASEL MIAMI BEACH 2021, I NUMERI DEL SUCCESSO

Pace Contemporary ha dedicato una monografica a Miguel Rio Branco, all’interno della sezione Survey di Art Basel Miami Beach 2021. Photo: Maurita Cardone

L’edizione appena conclusasi a Miami ha superato il test del ritorno alla vita reale: festeggia numeri soddisfacenti sia in termini di vendite che di partecipazioni. Più di 60.000 visitatori (nel 2019 erano circa 80.000), con collezionisti e istituzioni da 72 Paesi. Più di 170 rappresentanti di spicco nel mondo dei musei hanno attraversato i corridoi della kermesse americana. Decine di espositori erano alla loro prima presenza: questo grazie alle nuove regole previste da MCH Group, mirate ad allargare la base di partecipazione. Moltissime sono state le vendite sin dalle prime ore di preview.

2. ART BASEL MIAMI BEACH 2021: LE VENDITE

Installation view: “Betye Saar: Serious Moonlight” at the Institute of Contemporary Art, Miami, Oct 28, 2021 – Apr 17, 2022. Photo: Zachary Balber.

Secondo gli insight degli osservatori specializzati, sono molte le transazioni registrate a fiera appena aperta. A raggiungere i livelli apicali del mercato oltre a un Picasso da circa 20 milioni di dollari da Helly Nahmad Gallery, David Zwirner ha ottenuto oltre i 7 milioni per un dipinto del 1953 di Ad Reinhardt. Un milione di dollari dovrebbe essere stato pagato per Landscape (Tree) III (2007) di Jeff Koons da Pace. Il condizionale è d’obbligo sulle dichiarazioni dei galleristi che, rispetto alle case d’asta, non hanno alcun dovere legale sulla trasparenza delle cifre. Una scultura in porcellana di Simone Leigh è stata venduta per $400,000 da Matthew Marks. L’artista rappresenterà gli Stati Uniti alla prossima Biennale di Venezia e ha recentemente interrotto la collaborazione con Hauser & Wirth.

3. ART BASEL MIAMI BEACH 2021: COLLEZIONISTI E ARTISTI EMERGENTI

Quasi un milione e mezzo di dollari è stata la cifra pagata dal collezionista John Marquez a Hauser & Wirth per un nuovo dipinto di George Condo, Going Out of my Mind. Trustee dell’ICA Miami, John Marquez è un collezionista molto osservato sulla scena di Miami. Dopo l’iniziale interesse per Banksy e KAWS, ha messo insieme dal 2016 una collezione di oltre 500 opere degli artisti emergenti oggi più ricercati sul mercato, da Emily Mae Smith a Robert Nava e Nicolas Party, e, sulle orme dei Rubell, dei Margulies e dei de la Cruz. Dovrebbe aprire al pubblico la sua collezione in occasione di Art Basel Miami Beach 2022.  Tra i nuovi “market darling” più ricercati, Victoria Miro ha venduto Bombshell (2021) di Flora Yukhnovich per £150,000, mentre un’opera su carta di Toyin Ojih Odutola ha raggiunto $ 250,000 al booth di Jack Shainman Gallery. La stessa galleria ha venduto anche Lynette Yiadom-Boakye a $ 400,000, mentre Casey Kaplan ha venduto un lavoro di Jordan Casteel per $ 300,000.

4. LE NUOVE REGOLE DI AMMISSIONE

Lo stand di Galleria Continua ad Art Basel Miami Beach 2021. Photo: Maurita Cardone

Si riscontra una maggiore elasticità dei criteri di ammissione ad Art Basel: una misura straordinaria di incentivo e sostegno durante il dilagare del Covid, pare sarà valida ancora per un po’ e dovrebbe governare anche le selezioni di Basilea e Hong Kong nel 2022. Il cambiamento è ormai parte del mercato dell’arte, tanto che persino i giganti più consolidati devono farci i conti. Ne ha dato prova Art Basel che, in un mercato in rapida riconfigurazione, ha iniziato a prevedere regole di application più flessibili.

5. AVANTI LE GALLERIE GIOVANI, ANCHE SENZA SPAZI FISICI PERMANENTI

David Shrigley per Ruinart a Art Basel Miami

La revisione impatta i criteri a cui devono attenersi le tante gallerie che provano a essere ammesse alle fiere di proprietà di Art Basel, note anche per la rigida selezione. Si prendono in considerazione non solo i percorsi professionali, ma si richiede anche il rispetto di precise condizioni per le gallerie: un’attività alle spalle di almeno 3 anni, il disporre di uno spazio fisico permanente e l’organizzazione di un numero minimo di mostre durante l’arco dell’anno. Questi requisiti vengono ora messi da parte, in direzione di una maggiore accessibilità. Non sappiamo ancora se temporaneamente o meno.

6. NUOVI MODELLI OPERATIVI AMMESSI IN FIERA

Richard Saltoun Gallery Everlyn Nicodemus © Art Basel

L’intento dichiarato di questa versione più elastica e solidale di Art Basel è di allargare la base di partecipazione, diversificando gli espositori e includendo nuovi modelli operativi che sono nati durante il lockdown. In altre parole, la fiera mostra di voler rimanere al centro del dibattito sulle nuove traiettorie di un sistema che contempla, sempre più spesso, gallerie pop-up e progetti itineranti, accanto ai modelli più tradizionali di galleria.

7. MISURE DI SOLIDARIETÀ: FLESSIBILITÀ E RIMBORSI

Rele Gallery Marcellina Akpojotor © Art Basel

Questi termini più flessibili hanno consentito un ampliamento della presenza di nuovi espositori. Inoltre è stato voluto dalla fiera un fondo di solidarietà da 1,5 milioni di dollari. Stanziato due settimane prima dell’apertura di Basilea, si è trattato di un cuscinetto che ha alleggerito l’assunzione di rischi per gli operatori: alla fine della fiera, si è infatti concretizzato nel rimborso di oltre il 30% sugli affitti dei booth per 1/3 degli espositori. Le gallerie big hanno rinunciato ad usufruirne, in favore delle gallerie che hanno incontrato più difficoltà.

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.