L’arte contemporanea tedesca domina le aste di Londra e New York

Da Gerhard Richter ad Albert Oehlen passando per Sigmar Polke e Georg Baselitz, gli artisti tedeschi contemporanei hanno sbancato le evening auction di Londra e New York targate Phillips, Sotheby’s e Christie’s.

Albert Oehlen, In der kurve, 1998. Courtesy Sotheby’s
Albert Oehlen, In der kurve, 1998. Courtesy Sotheby’s

Si sono concluse le evening auction di Phillips, Sotheby’s e Christie’s di ottobre, unici eventi attesi per l’art market globale nella capitale britannica dopo la cancellazione delle fiere Frieze London e Frieze Masters.
Viste le incertezze causate dalla pandemia, i risultati erano sorvegliati speciali in quanto parametri essenziali per saggiare la salute di un mercato già duramente provato.
A fronte di questa situazione, Christie’s e Sotheby’s hanno elaborato specifiche strategie di cross collecting, riunendo, in un’unica sessione d’asta, l’arte moderna e quella contemporanea: la prima con base a Parigi; la seconda a Londra.
Phillips, invece, si è concentrata sulla sola arte contemporanea nella sede di Berkeley Square.
I risultati raggiunti mostrano un mercato tutto sommato tonico per il periodo, salvo l’affanno della Thinking Italian, l’asta di Christie’s dedicata all’arte contemporanea italiana, quest’anno rinforzata da pregevoli opere di design.

ARTE CONTEMPORANEA TEDESCA ALL’ASTA

Insieme alle aggiudicazioni dei top lot di entrambe le categorie (Picasso, Dubuffet, Miró, Banksy, Doig), protagonista delle serate è stata anche l’arte contemporanea tedesca.
Già da tempo il mercato manifesta uno spiccato interesse per gli espressionisti tedeschi contemporanei, alcuni dei quali diventati vere e proprie star. Basti pensare, ad esempio, a Gerhard Richter e Sigmar Polke (aggiudicati da Sotheby’s il 21 ottobre rispettivamente per £ 5,138,700 e £ 1,087,693) oppure al più storicizzato Georg Baselitz (Christie’s, 22 ottobre, £ 1,762,500).
Ma risultati interessanti sono stati ottenuti alle evening auction di questa sessione anche da altri artisti meno consolidati sul mercato degli incanti, a cominciare da Albert Oehlen, con due opere, Control (2007) e Die Veränderungen (2005), che passano di mano in casa Phillips per £ 475,000 e £ 809,000. Dello stesso Oehlen Untitled (2004), presente nel catalogo di Sotheby’s, viene aggiudicato per £ 801,500.

Markus Lüpertz, Arrangement für eine Mütze I dithyrambisch, 1973. Courtesy Christie's
Markus Lüpertz, Arrangement für eine Mütze I dithyrambisch, 1973. Courtesy Christie’s

DA MARKUS LÜPERTZ A GÜNTHER FÖRG

Da Christie’s, invece, Arrangement for a Cap I ‒ dithyrambic (1973) di Markus Lüpertz va oltre la stima massima di £ 180,000 assestandosi a £ 300,000. Sempre nelle sale di King Street, uno splendido Gotthard Graubner, Untitled (1995-97), da £ 250,000 vola a £ 475,000.
Il risultato migliore, però, è quello di Daniel Richter. La vendita della sua opera Tarifa (2001), caratterizzata da una contesa che la porta dalle £ 600,000 di base alle £ 1,162,500 di aggiudicazione, fa segnare un nuovo record d’asta per l’artista.
Notevoli anche i risultati raggiunti da Günther Förg, presente in tutti e tre i cataloghi delle case d’asta inglesi con aggiudicazioni tra £ 315,000 e £ 474,800.

ANCHE NEW YORK CONQUISTATA DALL’ARTE TEDESCA

Concluse le aste londinesi, anche spostandosi oltreoceano alla Contemporary Art Evening di Sotheby’s New York del 28 ottobre, la Germania si fa sentire. Abstraktes Bild (1989) di Gerhard Richter doppia la base d’asta arrivando all’aggiudicazione per $ 4,604,899, consolidando il suo ruolo di artista tedesco più attrattivo per il mercato internazionale.
Albert Oehlen, con la sua In der kurve (1998), passa di mano per $ 1,230,000, un risultato da non sottovalutare per un artista tedesco vivente sulla piazza statunitense.
Come dimostrato anche dai risultati di Sotheby’s New York, l’interesse verso l’arte contemporanea tedesca non è solo un fenomeno europeo e i risultati raggiunti fanno ben sperare anche per le prossime aste.

Antonio Mirabelli

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AutoriGerhard Richter, Albert Oehlen, Sigmar Polke, Günther Förg , Markus Lüpertz, Georg Baselitz
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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.