Le aste d’arte di dicembre 2017. Ecco i 5 highlight del mese

È tempo di bilanci di fine anno anche per il mercato dell’arte che chiude il 2017 con un trend positivo che conferma l’ottimo andamento anche nel mese di dicembre. Ecco le cinque vendite più interessanti degli ultimi trenta giorni…

Un'opera di Banksy
Un’opera di Banksy

Un anno decisamente positivo per il mercato dell’arte internazionale che chiude con un trend in crescita in tutte le maggiori piazze di scambio. Tiene il mercato dell’arte contemporanea che sembra non conoscere crisi, ma in percentuale i valori più alti di crescita si registrano per gli Old Masters e l’arte antica in generale, mercato in crisi da tempo che quest’anno però ha mostrato una netta ripresa. La vendita straordinaria del Salvator Mundi di Leonardo Da Vinci, battuto all’asta da Christie’s a New York lo scorso novembre per la cifra stratosferica di 450 milioni di euro, la più alta mai raggiunta da un’opera d’arte, ha donato linfa all’intero sistema. Basti pensare che nell’ultima asta di Sotheby’s a Londra un dipinto di John Constable valutato un milione di sterline è stato venduto per più di due milioni e mezzo, raddoppiando di fatto il suo valore. E mentre il mercato si avvia verso la chiusura annuale, ecco i lotti più interessanti battuti all’asta nell’ultima settimana.

Mariacristina Ferraioli

1. UN DIPINTO DI JFK

Il quadro di JFK all’asta

Un’opera rara dipinta dal presidente John F. Kennedy, datato 1955, è stato venduto per 162.500 dollari durante l’asta Americana & Political Auction lo scorso 2 dicembre presso la casa d’aste Heritage Auctions. L’opera era di proprietà degli eredi della famiglia Kennedy. L’olio su tela è uno dei due dipinti realizzati dal presidente ed è stato a lungo esposto nella camera da letto della casa di Robert ed Ethel Kennedy. L’altro dipinto di JFK si trova tuttora nella biblioteca Kennedy. L’asta, che comprendeva una serie di cimeli presidenziali, ha realizzato 1.162.777 dollari.

2. LA STREET ART ALL’ASTA

Girl with Balloon, Banksy

Lo scorso 12 dicembre, la casa d’aste Forum Auctions ha dedicato a New York un’intera asta a Bansky, lo street artist più famoso del mondo. È la prima volta che un’asta comprende i lavori del solo Bansky. In vendita le stampe, in serie numerata, dei murales più noti dell’artista. La vendita che ha raccolto oltre un milione di sterline constava di 40 lotti di serie numerate tutte accompagnate da un certificato di autenticità firmato dall’artista, ovviamente sempre nel massimo anonimato.

3. LE FOTOGRAFIE DI CARTIER BRESSON

Henri Cartier-Bresson, Marilyn Monroe during the filming of The Misfits, Nevada

Ha addirittura raddoppiato la stima iniziale di un milione di dollari, la vendita all’asta delle fotografie di Henri Cartier-Bresson provenienti dalla collezione del gallerista Peter Fetterman tenutasi da Philipps a New York lo scorso 12 dicembre, raggiungendo la cifra record di due milioni di dollari. Un’asta che ha anche una finalità di sostegno per attività culturali. Fetterman ha, infatti, dichiarato che una parte dei proventi della vendita sarà utilizzata per un progetto editoriale a sostegno dei fotografi emergenti.

4. BASQUIAT E GLI ALTRI

Jean-Michel Basquiat al Barbican

Tra tutte le varie capitali del mercato dell’arte, Parigi è la città che evidenzia la crescita più alta in termini di vendite all’asta soprattutto per quello che riguarda il mercato dell’arte contemporanea. Si parla di un 40% di guadagni in più rispetto al 2016. La conferma arriva dall’Evening Sale di Sotheby’s dello scorso 6 dicembre che ha raggiunto la cifra record di 43 milioni di euro. Tra le opere in vendita c’era Thin in the Old, uno straordinario lavoro di Jean Michel Basquiat – del 1986 battuto ad oltre 3 milioni di euro.

5. ALL’ASTA ANCHE IL DESIGN

Christie’s

Ha realizzato quasi 7 milioni di dollari, l’asta di Christie’s dedicata al design del 14 dicembre. 63 i lotti battuti tra cui lampade da tavolo di Tiffany Studios, mobili Art Deco, e opere di Diego Giacometti e François-Xavier. Le opere in vendita coprono oltre un secolo di storia del design dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla fine del Novecento.

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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