Christie’s rispolvera il mito di JFK e Jackie. All’asta un orologio e un acquerello molto speciali

Scoprire, attraverso due semplici oggetti, frammenti biografici di due tra i più amati inquilini della Casa Bianca. A breve sono all’asta a New York e noi qui vi raccontiamo di che si tratta. Chi sapeva, ad esempio, che Jackie Kennedy fosse una discreta disegnatrice?

Andy Warhol, Jackie, 1963
Andy Warhol, Jackie, 1963

Per trovare una coppia presidenziale che superi il livello di popolarità raggiunto da Barak e Michelle Obama, bisogna andare indietro fino al 1960. Anno in cui venne eletto il 35° Presidente degli Stati Uniti d’America: John Fitzgerald Kennedy, con a fianco la moglie Jacqueline. Due coppie che in qualche modo hanno saputo costruire un’immagine mediaticamente e politicamente incisiva, incarnando i valori di un’America progressista, democratica, rivolta al futuro, e calamitando un affetto trasversale, oltre i confini del Continente. Nel caso di JFK e Jackie la costruzione del mito è stata cosa naturale, complici anche l’assassinio di lui, la passione per Marilyn Monroe, lo charme indiscusso, la discesa in campo del fratello Bob, finita anch’essa in tragedia, la classe e il carattere di lei, e poi le seconde nozze con l’armatore milionario Onassis. Icone del Novecento, che anche Warhol contribuì a consacrare.

L'orologio Cartier di Jacqueline Kennedy Onassis
L’orologio Cartier di Jacqueline Kennedy Onassis

UN CARTIER PER LA FIRST LADY. IL DONO, DOPO LA SFIDA

Ed ecco che Christie’s, a distanza di mezzo secolo, scommette su due oggetti preziosi, all’asta a New York il prossimo 21 giugno. Stima iniziale compresa tra i 60.000 e i 120.000 dollari. E c’è ragione di credere che i collezionisti faranno lievitare la cifra, contendendosi il piccolo tesoro. Hightlight della vendita – l’annuale New York Rare Watches and American Icons – è dunque un orologio Cartier in oro 18 carati, appartenuto all’ex first lady. Sul retro della cassa è incisa la scritta “Stas to Jackie. 23 Feb. 63. 2:05 am to 9:35 pm”. Una dedica che nasconde una curiosa vicenda, per quello che fu evidentemente un regalo del cognato, il Principe Stanislw Radziwill, marito di Caroline, sorella di Jackie.
Quei numeri indicavano l’inizio e la fine di un’escursione – 50 miglia di scarpinata a Palm Beach – a cui Stas partecipò insieme all’amico di famiglia Chuck Spalding e all’agente dei servizi Segreti Clint Hill, su richiesta della donna: un’iniziativa di propaganda nell’ambito delle politiche culturali di Kennedy, volte a sollecitare negli americani la passione per l’attività fisica (sulla questione il Presidente aveva scritto un articolo, pubblicato su Sports Illustrated). All’origine c’era la scoperta di un ordine esecutivo del 1908 con cui Roosevelt sfidava i Marines a percorrere 50 miglia in 20 ore. L’orario inciso sul Cartier indicava dunque il record conquistato da Stas: 19 ore e 30 minuti.

L'acquerello di Jacqueline Kennedy Onassis
L’acquerello di Jacqueline Kennedy Onassis

JACKIE NELL’INEDITA VESTE DI PITTRICE

Colui che si accaparrerà l’orologio avrà in dono un secondo oggetto raro. Mai apparso fin qui. Si tratta di un piccolo dipinto, eseguito proprio da Jacqueline Kennedy nel 1963, in cui sono raffigurati Stas e Chuck durante la famosa escursione. Un messaggio scritto a mano sul passepartout recita: “23 Feb. 63. 2:05 am to 9:35 pm / Jackie to Stas with love and admiration”. Con questo acquerello su carta, racchiuso da una cornice dorata, la first lady ricambiava deliziosamente ed affettuosamente il dono del cognato. Cimeli che portano con sé pezzi di storie e relazioni, tra la vita politica degli USA e le pagine private di chi ne guidò i destini.
Una parte dei proventi andrà in beneficenza al National Endowment for the Arts –  agenzia federale americana per il supporto delle arti e degli artisti – secondo il volere dell’anonimo proprietario. Motivo in più per farci un pensierino.

– Helga Marsala

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.