Un’asta milionaria per Peter Paul Rubens. In chiave contemporanea

Il celebre dipinto di Rubens è stato venduto all’asta per oltre quaranta milioni di sterline. Una cifra astronomica, che potrebbe essere stata pagata da un anonimo amante dell’arte contemporanea. Le supposizioni sono tante, ecco i dettagli della vicenda.

Peter Paul Rubens, Lot e le sue figlie
Peter Paul Rubens, Lot e le sue figlie

UNA VENDITA ECCEZIONALE
Lo scorso 7 luglio, alla Evening sale dell’asta di Old Master & British Paintings di Christie’s, è stato venduto per 44,882,500 sterline lo spettacolare dipinto di Peter Paul Rubens Lot e le sue figlie, una grande tela di più di due metri realizzata tra il 1613 e il 1614, in ottimo stato di conservazione.
Molti fattori hanno contribuito a questo successo, il primo dei quali è evidentemente la rarità. Il quadro era, e forse lo è ancora, tra gli ultimi dell’artista fiammingo ancora in mani private – la maggior parte degli altri, infatti, è custodita all’interno di cattedrali o musei. Oltre all’autografia particolarmente prestigiosa, ha certamente convinto l’alta qualità dell’esecuzione pittorica di un maestro che –al contrario di quello che è avvenuto in questo caso – nella sua piena maturità spesso si affidava alla propria bottega con esiti non sempre all’altezza.

LA STORIA DEL DIPINTO
Ma sono la ricchezza del dipinto, il lusso sfrenato che in esso è profuso a colpire l’attenzione. Lot è mollemente appoggiato su sontuose stoffe, le stesse che i mercanti olandesi vendevano in tutto il mondo, ma ha le piante dei piedi sporchi per la lunga camminata, come se fosse in un quadro di Caravaggio; la sua figura massiccia è ispirata alle sculture di Ercole e il corpo florido e nudo di una delle figlie in primo piano testimonia il soggiorno di Rubens in Italia di qualche anno prima. È il meglio dell’arte fiamminga con un profumo di quella italiana, cioè un mix degli artisti e dei periodi che più di tutti oggi sono celebrati e pertanto desiderabili.
Hanno certamente pesato la provenienza e la storia collezionistica. In principio, la tela apparteneva al mercante Balthazar Courtois di Anversa, che forse l’aveva proprio commissionata; nei primi anni del Settecento fu trasferita a Monaco nella dimora di Massimiliano II di Baviera e successivamente in quella dell’imperatore Giuseppe I d’Asburgo; qualche tempo dopo la si ritrova a Londra dai duchi di Marlborough, che la tengono in biblioteca per più di un secolo per poi venderla al barone francese Maurice de Hirsch de Gereuth; tra il 1904 e il 1905 la famiglia cerca di alienare il quadro in asta, senza successo.

UNA TELA CONTROVERSA
Il soggetto del dipinto è tra i più licenziosi, ambigui, controversi, e dunque politici, del Vecchio Testamento, e anche questo ha eccitato i potenziali compratori. Lot, nipote di Abramo, si era stabilito a Sodoma dopo una lunga marcia verso la Terra Promessa. Quando Dio decise di distruggere la città, avvertì Lot mandandogli due angeli; per proteggere dai desideri degli abitanti di Sodoma le creature divine, Lot offrì in cambio ai Sodomiti le sue stesse figlie che furono però salvate in extremis, in modo da poter concepire due figli con il padre, facendolo ubriacare in una caverna, una notte dopo l’altra, mentre erano tutti in fuga dalla città che andava in rovina. Il dipinto, su cui è stata fatta una campagna di marketing formidabile, è stato proposto in catalogo senza rendere pubblica la stima, ma pare che la richiesta si aggirasse intorno ai 20 milioni di sterline.

Christie's, The Old Master and British Paintings Evening Sale, Londra, luglio 2016
Christie’s, The Old Master and British Paintings Evening Sale, Londra, luglio 2016

L’ASTA: ANTICO VS CONTEMPORANEO
Durante l’asta, nelle ultime battute, sono stati in competizione tre compratori: il mercante d’arte antica con sede a New York e Parigi Bob Haboldt, un cliente al telefono di Rebecca Wei, presidente di Christie’s Asia con sede a Hong Kong, e uno a quello di Francis Outred, capo del dipartimento di arte moderna e contemporanea. Asia contro Europa, compratori d’arte antica contro compratori d’arte contemporanea, collezionisti tradizionali contro fondi di investimento. Come ha sottolineato su Instagram Brett Gorvy, presidente del dipartimento di arte contemporanea di Christie’s: “Dopo una straordinaria battaglia di quasi 15 minuti tra diversi bidders al telefono e un valoroso dealer che rappresentava un compratore europeo seduto in sala, Lot e le sue figlie è stato venduto a Francis Outred, capo del dipartimento di arte contemporanea, per 44.882.500, due volte la sua stima!”.

GLI INTERROGATIVI
Forse il cliente anonimo che l’ha comprato, e che ha acquistato altre opere della stessa asta, è connesso al mondo dell’arte contemporanea? Forse i collezionisti d’arte contemporanea, saturi di arte per forza emergente, sono nuovamente alla ricerca di opere straordinarie che abbiano scandito la storia dell’arte antica e che possono acquisire allo stesso prezzo di un buon Bacon, di un buon Basquiat? Forse, più semplicemente, la finanza scivola indifferentemente tra un mondo e l’altro? Sarà che i musei hanno ricominciato a comprare? In ogni modo è l’interpretazione contemporanea, il gusto attuale quello che valorizza l’arte antica.
Il record dell’artista rimane comunque nella mani di Sotheby’s, grazie alla vendita del 2002 del Massacro degli Innocenti (49.506.648 sterline). Con orgoglio, tuttavia, Jussi Pylkkänen, il notissimo banditore principale di Christie’s che, dati i tempi, pensava che l’opera si sarebbe fermata a 32 milioni, ha commentato: “Questo risultato mostra che quando l’immagine giusta arriva all’asta, può fare un c* di prezzo!”. L’immagine, non il quadro.

Antonella Crippa

www.christies.com

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Da settembre 2017 è la curatrice responsabile della Collezione UBI BANCA. Si forma come storica dell’arte laureandosi in Conservazione dei beni culturali e diplomandosi alla Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 1999-2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard). Dal novembre 2009 al luglio 2017 è stata responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale era membro del consiglio di amministrazione. Ha collaborato con la Commissione Europea come esperta valutatrice. Insegna “Comunicazione e valorizzazione delle collezioni museali” al postgraduate master Contemporary Art Markets della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.