Un’ex fabbrica di vernici diventa il laboratorio dell’editoria d’arte più sperimentale. Succede a Torino: l’intervista 

Sperimentazione editoriale, ricerca sonora e pratiche performative si incontrano nella seconda edizione del festival ideato da Axis Axis e Paint It Black. Per l’occasione, Matteo Milaneschi e Margherita Rossi raccontano il progetto

“È sbagliato pensare che questo tipo di proposta sia di nicchia. Semplicemente si definisce di nicchia qualcosa che a volte è inaccessibile nella comprensione”. Si tratta, invece, di pratiche che richiedono tempo, attenzione e approfondimento per essere comprese. La complessità di un progetto editoriale, infatti, o la specificità di una ricerca, non ne determinano l’inaccessibilità. E quindi ci si sposta sulla necessità di creare le condizioni per far sì che questa comprensione diventi accessibile, ma anche favorita. Inizia così il racconto-intervista di Matteo Milaneschi e Margherita Rossi, rispettivamente Axis Axis – casa editrice dedicata alla letteratura sperimentale, alle trascrizioni e ad altri tipi di testi non pensati per la stampa – e Paint It Black – lo spazio editoriale e di ricerca torinese dedicato alle arti e alla pratica critica –, che, insieme ad Achille Filipponi, Davide Caglioti, Federico Antonini, Patrick Buffa e Giovanni Difronzo, hanno fondato – lo scorso anno – e curano Phonetics.

La seconda edizione di Phonetics a Torino

In programma dal 30 ottobre al primo novembre 2026 (in Via Buscalioni 4, in un’ex fabbrica di vernici nel quartiere Aurora), in concomitanza con Artissima e C2C festival, oltre a tantissime altre rassegne ed eventi, Phonetics – dall’inglese ‘fonetica’, ossia la disciplina che studia i suoni del linguaggio e la relativa trasmissione e percezione – si presenta in un formato ibrido tra fiera e festival, dedicato all’editoria d’arte indipendente e alle sue espressioni più sperimentali. La selezione di editori, etichette e progetti editoriali è ampiamente diversificata e raccoglie espositori provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, Germania, Grecia, Regno Unito, Egitto, Giordania, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi e Svezia, comprendendo anche performance, proiezioni e listening session: Axis Axis, Blank Forms, bruno, Christophe Daviet-Théry, Giselle’s Books, Humboldt Books, The Infinite Library, Jonathan Monk, Kayfa ta, Krisis Publishing, Rab-Rab Press, Set Margins’, The Serving Library, Three Star Books, Union Editions, Villa Lontana, Werkplaats Typografie, Xong collection.

Il programma 2026 di Phonetics a Torino

“Preferiamo chiamarlo festival e non fiera, proprio perché succedono tante cose diverse”, spiegano Matteo Milaneschi e Margherita Rossi. “Per esempio, abbiamo chiesto agli editori di costruire insieme a noi e agli artisti la programmazione”: venerdì 30 ottobre alle 19 è prevista la performance di Riccardo Sinigaglia, tra musica elettronica e ambient; sabato 31, sempre alle 19, il lancio di Full Rotation di P. Staff, accompagnato da reading; domenica primo novembre alle 11 sarà la volta di Ellen Arkbro e Judith Hamann, con un live dedicato alla musica da camera e alla ricerca nella musica classica contemporanea. A seguire, Grey Area di Dexter Sinister, screening room dedicata alle immagini in movimento, la listening room di Union Editions e le selezioni dall’archivio di Kiosk Radio curate da Gang of Ducks.

Un’ex fabbrica di vernici diventa il laboratorio dell’editoria d’arte più sperimentale. Succede a Torino: l’intervista 
Phonetics torna a Torino per la seconda edizione. B Studio Nationhood ©Luisa Porta

L’editoria indipendente tra ricerca e sperimentazione

In tal modo il libro assume un ruolo che ne supera e rilegge la funzione “canonica”: “Il nostro lavoro è attivare momenti di scambio. Questi editori sono veramente la frontiera più vicina alla ricerca e alla sperimentazione”, spiega Milaneschi. “Pensiamo alla performance, il libro è l’unico supporto che poi restituisce in forma tangibile quell’esperienza che altrimenti non sarebbe fruibile. In Italia a volte si pensa che l’editoria d’arte siano solo cataloghi, ma di fatto l’editoria indipendente lavora non solo sull’immagine, non solo sull’arte visiva, ma su tutte le discipline artistiche, compresa la musica”. Tuttavia, la vocazione internazionale non esclude un’attenzione specifica alle realtà italiane, come sottolinea Rossi: “Ci fa piacere anche lavorare con realtà nazionali e, soprattutto, del territorio. L’idea di internazionalizzare e basta non va bene. Cerchiamo di avere sempre un po’ di equilibrio, collaborando con realtà locali, come per esempio per la proposta di beverage con Chicca Vancini (Ailimē), per l’offerta gastronomica con Alice Guarini ed Edoardo La Ferrara (Coquinario) e la selezione di gelati a cura di Maradeiboschi”. E in questa prospettiva rientra la scelta di mantenere gratuito l’accesso alla rassegna. Per gli organizzatori, la possibilità di entrare liberamente e fermarsi nello spazio è, infatti, parte del progetto stesso: “Desideriamo che le persone vivano lo spazio e che si crei un’atmosfera di incontro”, continua Rossi.

Phonetics non è però necessariamente legato a una sola sede o al solo appuntamento annuale torinese. Tra le esperienze già realizzate c’è quella al Castello di Rivoli, dove gli organizzatori sono stati invitati a raccontare l’editoria italiana attraverso una selezione di pubblicazioni installate negli spazi della Manica Lunga. “Ogni editore ha portato una pubblicazione che noi abbiamo installato all’interno dello spazio del Castello di Rivoli. Questa è una delle attivazioni che vorremmo succedessero durante l’anno”, racconta Rossi. “Phonetics è di fatto un’entità. Ora è questo luogo, però può anche cambiare sede, a seconda del progetto”. “Se questo festival crescerà, come ci auguriamo, sarà perché le persone parleranno tra loro. Qualcosa che naturalmente verrà consigliato tra gli editori, tra gli artisti”, conclude Milaneschi.

Caterina Angelucci

Phonetics
30 ottobre – 1° novembre 2026
Paint It Black, Via Buscalioni 4, Torino
Ingresso gratuito
Orari: venerdì e sabato 11–21; domenica 11–19.

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Caterina Angelucci

Caterina Angelucci

Caterina Angelucci (Urbino, 1995) vive e lavora a Milano. È laureata in Lettere Moderne con specializzazione magistrale in Archeologia e Storia dell’arte. Oltre a svolgere attività di curatela indipendente in Italia e all'estero, dal 2018 lavora come giornalista per testate…

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