C’è stato un week end d’arte anche a Parigi: Fine Arts Paris e le aste dell’Hotel Drouot

Nell’esatto momento in cui Artissima animava la città di Torino, a Parigi si svolgeva la fiera Fine Arts Paris, mentre l’Hotel Drouot, il più grande Auction Center al mondo, svelava i tesori delle prossime aste

Galerie STEINITZ FINE ARTS PARIS 2021, Credit Tanguy de Montesson
Galerie STEINITZ FINE ARTS PARIS 2021, Credit Tanguy de Montesson

Un weekend di fuoco anche nella capitale francese, oltre che nella vicina Torino: dal 6 all’11 novembre al Carrousel du Louvre e online si tiene la fiera d’arte moderna Fine Arts Paris, nata nel 2017 e arrivata quest’anno ad ospitare 60 gallerie specializzate nei campi della pittura, del disegno e della scultura. Per questa edizione la fiera si apre ad altri settori come le arti primitive, la gioielleria, l’arte asiatica e i libri rari. Trovandosi l’ingresso in un luogo particolare, sotto la famosa Piramide di vetro del Louvre, il celebre decoratore e interior designer Jacques Garcia (a lui si devono hotel e ristoranti mitici) ha concepito una scenografia monumentale, ispirata al sistema di difesa del XIV secolo (di Carlo V) scoperto durante la costruzione del Carrousel. Il risultato vuole simulare un’atmosfera teatrale contemporanea con 14 “elementi” minerali e vegetali.

La scenographie de Jacques Garcia FINE ARTS PARIS 2021, Credit _ Tanguy de Montesson
La scenographie de Jacques Garcia FINE ARTS PARIS 2021, Credit _ Tanguy de Montesson

FINE ARTS PARIS, LE OPERE E LE GALLERIE PIÙ INTERESSANTI

Fine Arts Paris mette veramente molta carne al fuoco, ma alcune opere spiccano tra le altre. Interessanti le proposte della Galleria TANAKAYA, con le opere giapponesi di Hokusai, Hiroshige, Utamaro e le opere del contemporaneo Hasegawa, nature morte dal carattere esoterico ed enigmatico. La galleria De Jonckheere di Ginevra propone una selezione di pregevoli dipinti fiamminghi: sicuramente d’effetto è Il trionfo di Nettuno e Anfitrite di Frans Francken il Giovane, con un ricco corteo di figure mitologiche e cavalli marini, due pendant di Peter Brueghel il Giovane con strumenti musicali e grotteschi raduni di animali. Merita particolare menzione l’allestimento della galleria Steinitz, immersiva e stimolante, che accoglie le opere come fossero ospitate in un lussureggiante interno domestico, mentre si distingue per la qualità dei lavori la galleria italiana Robilant + Voena di cui si ammirano il ritratto di Josephine Bonaparte (prima moglie dell’Imperatore Napoleone) eseguito da Andrea Appiani e l’opera Inter-Ena-Cubo del 1969 di Paolo Scheggi. Per la galleria De Bayser un ritratto del cavallo Dollar attribuito a Gerome è finemente eseguito, il manto marrone scuro cattura l’occhio e le vene delle gambe possenti si stagliano sul fondo avorio; per la Galleria Enrico Frascione si distingue un Saint-Sébastien del 1607 di Louis Finson, pittore originario di Bruges; la Galerie Ratton Ladriere offre dal canto suo una rappresentazione di Eraclito di Pietro della Vecchia – il cui pendant Democrito ridente confluirà in una collezione pubblica parigina – e un ritratto di uomo attribuito alla mano di Bernini. Tra le sculture, LAOCOON GALLERY & W. APOLLONI presenta il busto del Cardinale Fesch, zio di Napoleone e grande collezionista, realizzato da Antonio d’Este, amico stretto di Canova. Notevoli anche le piccole sculture di Aristide Maillol, mentre la scultura di Roger Godchaux del leone accucciato risulta uno dei pezzi più interessanti della galleria XAVIER EECKHOUT.

Galerie Talabardon et Gautier FINE ARTS PARIS 2021, Credit Tanguy de Montesson
Galerie Talabardon et Gautier FINE ARTS PARIS 2021, Credit Tanguy de Montesson

L’HOTEL DROUOT, IL CENTRO D’ASTE PIÙ GRANDE AL MONDO

Distante appena una decina di minuti a piedi, l’Hotel Drouot ospita ben 15 salerooms con altrettante aste. Si tratta di un’organizzazione ineccepibile che riesce ogni anno ad ospitare qualcosa come 800 eventi, accogliendo 60 diverse case d’asta. Le categorie di opere che vengono battute sono 21, si va dai masterpiece fino ai gioielli, dagli abiti ai libri. Difficile a credersi? Si pensi che l’Hotel Drouot, nato nel 1852, è l’Auction Center più grande al mondo e deteneva il monopolio delle aste a Parigi finché negli anni 2000 la situazione è cambiata drasticamente: il mercato è stato infatti rivoluzionato, aprendo le porte a case d’asta non francesi e dando il via libera ai colossi di Sotheby’s e Christie’s. Una sala al pian terreno ospita i lotti migliori che verranno venduti nelle aste dei giorni a venire: tra questi la stella è senz’altro il San Pietro di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, che apparteneva alla famiglia Chigi – come è stato possibile scoprire grazie ad un sigillo – e di cui si conoscevano alcune copie come quella di Carcassonne. Verrà battuto all’asta il 13 dicembre da Gros & Delettrez con una stima che va dai 200.000 ai 300.000 euro. Oltre allo Spagnoletto, spiccano le opere di Andy Warhol che ritraggono Mick Jagger, il pendente di Rene Lalique Medusa stimata tra i 200.000 e le 300.000 euro, una spilla di Cartier in platino, oro grigio, cristallo di rocca e diamanti, dei curiosi set da dentista in madreperla, il ritratto di Camillo Borghese duca di Guastalla firmato da Francois-joseph Kinson (1770-1839) stimato tra i 100.000 e i 150.000 euro, un disegno Studio di bambino di Ingres, tra i 5.000 e i 7.000 euro. Girando tra le saleroom si rimane particolarmente stupiti dal range dei prezzi – quasi per tutti i portafogli, si va infatti dai 40 euro fino ai 3-4 zeri – e dalla varietà degli oggetti in vendita, ad esempio un Coltello con testa a compasso, chiamato “A la Berge” di metà Settecento con lama in acciaio damascata, sul manico bellissimi motivi in madreperla con coppie di amanti e un uccellino che si dirige verso una gabbia aperta, infine la scritta in uno stemma “Nul rose sans épine”.

– Giorgia Basili

https://finearts-paris.com/
https://drouot.com

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.