Art Basel crea un fondo di solidarietà per le gallerie in difficoltà economica

Data la preoccupazione da parte dei galleristi per le restrizioni che il governo svizzero ha imposto sulla partecipazione ai grandi eventi, Art Basel crea un fondo di solidarietà da 1,5 milioni di franchi per garantire un supporto agli espositori che non riusciranno a coprire le spese durante la fiera

Art Basel
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È una vigilia movimentata e molto incerta quella che sta vivendo la prossima edizione di Art Basel, in programma dal 24 al 26 settembre a Basilea. Dopo le restrizioni imposte dal governo svizzero per contrastare il contagio da Covid-19 – con misure pensate appositamente per i grandi eventi, in particolare il divieto a tutti coloro che hanno ricevuto il vaccino AstraZeneca di partecipare a fiere e congressi – la fiera d’arte moderna e contemporanea più importante al mondo, a sole due settimane dall’inaugurazione, si trova a dover rassicurare i sempre più preoccupati espositori che temono la scarsa partecipazione di visitatori e collezionisti, e di conseguenza di non riuscire a ottenere buoni risultati a livello economico (vero cruccio di ogni galleria, dopo quasi due anni di lockdown e di assenza di eventi fieristici). Per cercare di tranquillizzare gli espositori, Art Basel ha dato vita a un “fondo di solidarietà” da 1,5 milioni di franchi (quasi 1,4 milioni di euro), oltre a coprire i costi di hotel e cambio di prenotazioni per il personale delle gallerie partecipanti che dovessero risultare positivi al Covid, e quindi obbligati a restare dieci giorni in quarantena a Basilea. 

IL FONDO DI SOLIDARIETÀ DI ART BASEL 

Ogni galleria partecipante, se lo vorrà, potrà beneficiare di questo fondo, qualora le vendite nel corso della fiera non dovessero andare come sperato. Secondo ai calcoli fatti da Art Basel, se tutti i 272 espositori confermati dovessero usufruire del fondo di solidarietà, ognuno di loro riceverebbe un’ulteriore riduzione del 10% sulla tariffa del proprio stand (che si aggiungerebbe così al 10% di sconto già offerto dalla fiera agli espositori). “La realtà è che ci aspettiamo che alcune gallerie andranno molto bene, alcune andranno in pareggio e altre potrebbero perdere denaro”, hanno scritto gli organizzatori di Art Basel in una lettera inviata agli espositori. “Speriamo che siate d’accordo con noi nel pensare che la nostra principale preoccupazione dovrebbe essere per quest’ultimo gruppo, quello che non potrebbe coprire i costi di partecipazione”. Facendo appello al buon senso e allo spirito di cooperazione di tutti i partecipanti, come sottolineato dal Global Director di Art Basel Marc Spiegler: “mi piacerebbe pensare che la crescita di solidarietà visto durante la pandemia possa portare le gallerie a essere disposte a cedere questa riduzione ai colleghi che ne hanno bisogno”. L’importo che ogni galleria riceverà aumenterà infatti qualora un altro espositore dovesse decidere di rinunciarvi; il fondo sarò gestito da un revisore indipendente. 

FONDO DI SOLIDARIETÀ DI ART BASEL: URGENZA PANDEMICA O NUOVO MODELLO FIERISTICO?

La pandemia ha sicuramente messo in risalto una questione di cui in realtà si discute da tempo, e che già molte fiere – tra cui la stessa Art Basel – hanno affrontato attraverso nuove soluzioni e modelli: l’impossibilità da parte di molte gallerie di prendere parte alle grandi fiere per via degli elevatissimi costi di partecipazione. Dibattito aperto nel 2018 da uno dei galleristi più influenti a livello globale, David Zwirner, affermando che le gallerie più grandi come la sua dovrebbero pagare un prezzo più alto per sovvenzionare gli stand delle più piccole. Suggerimento, questo, accolto da Art Basel, che a partire dal 2019 ha adottato il sistema della “scala mobile” per gli stand nella sezione principale: in pratica, gli stand non hanno per tutti lo stesso costo, ma questo varia in base al volume economico delle gallerie. Adesso, in piena crisi pandemica e a pochi giorni dall’inizio della rassegna, Art Basel crea un fondo cui le gallerie possono attingere in caso di difficoltà economica causata dal difficile periodo storico: e se questa soluzione venisse adottata in maniera continuativa anche in futuro, quando la pandemia sarà finalmente finita?

– Desirée Maida

Basilea // dal 24 al 26 settembre 2021
Art Basel
Messe Basel
www.artbasel.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.