MIA Photo Fair 2020 annuncia le nuove date

Si terrà dal 10 al 13 settembre 2020 la fiera italiana dedicata alla fotografia. Nelle stesse date si terrà anche Miart, dando vita a una prima grande art week milanese

Alessandra Baldoni, Atlas 12, 2018, Stampa su cara Fine art Hahnemuhle Pearl + Dibond, dittico 70x100, ed. cad. 1/5, courtesy Red Lab Gallery.
Alessandra Baldoni, Atlas 12, 2018, Stampa su cara Fine art Hahnemuhle Pearl + Dibond, dittico 70x100, ed. cad. 1/5, courtesy Red Lab Gallery.

Mia Photo Fair, la fiera italiana leader della fotografia, è stata tra le prime ad annunciare il suo rinvio, costretta dall’emergenza sanitaria nazionale. Ora comunica le nuove date, con un cambio di strategia: l’edizione 2020 si svolgerà dal 10 al 13 settembre. Questa decisione darà il via a un primo esperimento di art week milanese: negli stessi giorni infatti, aprirà anche Miart. Probabilmente una scelta dettata dal tentativo di non riempire eccessivamente di fiere un calendario autunnale che si preannuncia già saturo di manifestazioni. Se tutto andrà bene e il pericolo sarà scongiurato per allora, si intende. MIA Photo Fair informa che, nel frattempo, giovedì 19 marzo (giorno in cui la fiera avrebbe dovuto originariamente svolgersi) viene lanciata sul sito ufficiale una preview online per vedere le gallerie e gli artisti che parteciperanno all’edizione 2020.

MIA PHOTO FAIR 2020

La prossima edizione di MIA Photo Fair si svolgerà come di consueto al The Mall, presso il quartiere di Porta Nuova a Milano. Un’edizione che segna un importante traguardo, quello dei 10 anni di attività che la fiera ha conseguito affermandosi nel tempo come punto di riferimento della fotografia, con un focus unico in Italia. “Dovendo fare un excursus e valutare i dieci anni compiuti, la mia considerazione riguarda la sensibilità che il pubblico ha dimostrato in questo arco temporale”, ha spiegato ad Artribune Fabio Castelli, fondatore e direttore artistico della fiera assieme a sua figlia Lorenza. “Rispetto all’inizio, quando il pubblico chiedeva degli aspetti più tecnici con cui veniva fatta la fotografia, quindi ‘come fare una bella fotografia?’ oggi chiede soprattutto come fare una ‘buona’ fotografia. Ovvero, come aggiungere qualcosa in più a ciò che tutti ormai sono in grado di fare – attraverso gli strumenti tecnologici che si hanno a disposizione, smartphone compresi – distinguendosi tra le miliardi di immagini che vengono scattate in continuazione. Qualcosa che valga la pena conservare. Quindi, direi che MIA Photo Fair ha contribuito all’evoluzione della cultura della fotografia, attraverso i suoi eventi culturali e continuando ad ogni edizione ad approfondire aspetti teorici e pratici di questo mezzo di espressione”.

MIA PHOTO FAIR 2020: GLI HIGHLIGHTS

Sono 135 le gallerie presenti a MIA Photo Fair 2020, di cui 50 provenienti da 16 Paesi esteri (come hanno dichiarato gli organizzatori in conferenza stampa, il programma ha subito all’ultimo momento alcune modifiche a causa del coronavirus che aveva costretto già dai mesi scorsi le gallerie cinesi a ritirare la propria partecipazione, e che si spera non abbia ripercussioni sulla collaborazione con le altre gallerie estere invitate). Oltre agli espositori, grande spazio viene dato anche alle sezioni curate. Come Beyond Photography che, giunta alla seconda edizione, vuole indagare il modo in cui il concetto di fotografia è declinato nell’attualità. Quest’anno a curarla è il critico d’arte e curatore Elio Grazioli che, con il titolo Beyond Photography Italia/Anni Settanta, porta l’attenzione sulla pratica sperimentale attraverso il mezzo fotografico a partire dalla metà degli anni Sessanta, fino a tutto il decennio successivo (in mostra gli scatti di Gabriele Basilico, Luigi Erba, Luigi Ghirri, Luca Maria Patella, Michele Zaza e altri). Ancora all’aspetto dell’internazionalità è dedicata la sezione Focus, che mette in luce quest’anno Paesi Bassi, Stati Uniti e Corea. Altri progetti speciali riguardano la creatività femminile, con un palinsesto dedicato alle fotografe – esposte dalle gallerie presenti – connesso al programma promosso dal Comune di Milano per il 2020. Ma sarà presente anche la fotografia come mezzo di indagine sociale, con autori storicizzati come Gianni Berengo Gardin, Sebastiao Salgado e Letizia Battaglia. Infine, un ritorno molto atteso è il format Arte e Scienza, che si concentra quest’anno sul tema delle neuroscienze e sulla percezione delle immagini, esponendo un nuovo progetto in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, che il pubblico potrà sperimentare.

PREMIO BNL GRUPPO BNP A MIA PHOTO FAIR 2020

Per il nono anno consecutivo, BNL Gruppo BNP Paribas è il main sponsor di Mia Photo Fair e sostiene la fotografia internazionale attraverso l’omonimo Premio BNL Gruppo BNP Paribas: un’opera, selezionata tra quelle di 15 autori italiani e internazionali, sarà acquisita entrando a far parte della collezione della banca. I finalisti di quest’anno sono: Alun Be, Michele Alassio, Evelyn Bencicova, Marco Gualazzini, Isabella Gherardi, Johanna Jaeger, Laurent Chéhère, Vangelis Kyris – Anatoli Georgiev, Katerina Belkina, Nils-Uldo, Rubén Martìn Lucas, Rachel Nieborg, Alessandra Baldoni e Aurore Bagarry, Serkan Taycan. “Con questa partnership”, dichiara il team di BNL, “la Banca testimonia il proprio ruolo di azienda attenta alla Società e alle persone, costantemente impegnata nella diffusione della cultura e della conoscenza come fattori di crescita individuale e collettiva, in un’ottica inclusiva e di sostegno a chi ha meno opportunità”. Il vincitore del Premio BNL Gruppo BNP Paribas sarà svelato durante il giorno di preview di MiA Photo Fair (e noi ve ne daremo notizia). Nel frattempo, è possibile seguire l’andamento del premio e scoprire le opere degli artisti partecipanti anche sulle pagine social del gruppo, all’account Instagram @bnl_cultura  e Twitter con BNL_PR. A partire dal 19 febbraio, le immagini sono pubblicate anche sul canale Instagram di Artribune.

– Giulia Ronchi

MIA Photo Fair
Rinviata a data da destinarsi
The Mall – Milano Porta Nuova
[email protected]

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.