La fiera DAMA durante la Torino Art Week 2019: report e immagini

Divisa tra due struggenti palazzi barocchi del centro storico torinese, la manifestazione è in parte un’esposizione di gallerie e in parte una mostra curata

Philipp Pflugg + Piktogram - DAMA 2019 ph credit Sebastiano Pellion di Persano
Philipp Pflugg + Piktogram - DAMA 2019 ph credit Sebastiano Pellion di Persano

È inserita tra le fiere collaterali ma si tiene piuttosto alla larga dal format fieristico tradizionale: DAMA, il progetto espositivo organizzato e curato da Giorgio Galotti e Domenico De Chirico, giunge alla quarta edizione con una veste rinnovata. Prima di tutto per le spettacolari location in cui si divide: il recentemente restaurato Palazzo Coardi di Carpeneto, dove espongono le 11 gallerie (due per sala) e Palazzo Birago di Borgaro, a pochi minuti di distanza a piedi, dove il Live Programme gode di uno spazio più ampio rispetto alle precedenti edizioni. L’impatto è notevole: tra sale barocche con grandi lampadari in cristallo, stucchi e tende damascate, affacci mozzafiato, prendono posto – con respiro, senza rischiare l’effetto di saturazione da fiera – opere spesso ironiche o provocatorie di giovani artisti proposti da gallerie europee e non solo. Tra le nuove partecipazioni anche la Franz Kaka di Toronto e la Galerie Main di Melbourne, oltre alla riconfermata Cassina Project (di New York e, da poco, Milano) e alla Giorgio Galotti di Torino, che presenta una serie di lavori in ceramica esposti lungo lo scalone di ingresso del palazzo. “Ho un’ottima sensazione e sono entusiasta di questo progetto, perché lo vedo come un format molto proiettato nel futuro”, ci racconta Galotti, “il fatto che siamo giunti alla quarta edizione lo conferma”. Di forte impatto anche Learning Better, la mostra di Palazzo Birago curata dalla svizzera Elise Lammer, già attiva presso lo spazio SALTS di Basilea. Installazioni e video si sviluppano nelle sale anche qui storicamente connotate, legandosi in un unico filo conduttore: il tentativo di sfidare i sistemi di potere, ribaltando le retoriche legate a razza, classe, specie e genere. Gli artisti in mostra sono Adrian Piper, Dorian Sari, Caroline Mesquita, Lonely Boys, Dorian Sari e Bekim Sebastian Krivaqa. Le immagini di DAMA 2019.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.