Carrellata su tutti gli italiani nell’edizione 2019 della fiera Paris Photo

L’edizione numero 23 della fiera Paris Photo 2019 vede tra gli attori principali anche numerose gallerie, istituzioni e artisti italiani. Tra i protagonisti di uno degli eventi più importanti al mondo nel settore della fotografia d’autore.

Olaf Breuning, Black Hole in my Garden, 2019, Photography, 122 x 155 cm, Olaf Breuning courtesy Metronom. METRONOM
Olaf Breuning, Black Hole in my Garden, 2019, Photography, 122 x 155 cm, Olaf Breuning courtesy Metronom. METRONOM

Il Grand Palais, la sede espositiva della fiera, accoglie per l’edizione 2019 più di 68000 visitatori, 180 gallerie, suddivise in 5 settori e circa 213 espositori provenienti da 31 paesi. E con una nutrita rappresentanza italiana.

GLI ITALIANI IN FIERA

Nelle sezioni Solo Showse Duo Showsdove compaiono gli stand con minimostre di uno o due artisti, ritroviamo ad esempio i fotografi italiani Paolo Giovi, Nicola Lo Calzoe Gianfranco Chiavacci.Paolo Giovi(Rovigo 1942) è presentato dalla galleria Del Cembalo di Roma, che ha deciso di portare all’attenzione dei collezionisti su una selezione di opere create tra il 1973 e il 2007 e che testimoniano l’approccio interdisciplinare dell’artista. L’arte di Giovi da più di cinquant’anni, infatti, si snoda tra pittura, grafica, fotografia e cinema. Nicola Lo Calzo (Torino, 1979) è, invece, rappresentato dalla galleria Dominique Fiat di Parigi con l’opera Memorie e persistenze della schiavitù coloniale: un’inchiesta fotografica 2010-2020. L’artista, che vive e lavora tra Parigi, l’Africa occidentale e i Caraibi, s’interroga sul modo in cui fu organizzato il consenso politico, sociale e morale intorno allo schiavismo nel corso di quattro secoli e su come sia stato possibile rimuovere questo passato dalla memoria collettiva dell’Occidente. Il fotografo Gianfranco Chiavacci (Pistoia, 1936-2011)è, invece, presente allo stand della Die Mauer Contemporary Art di Prato la quale, in collaborazione con la galleria Sotto le Stelle di New York, presenta un progetto comune improntato sull’estetica razionale. Chiavacci negli anni ‘60 basò la propria produzione artistica sull’asse del codice binario. Nel 1963, quando l’azienda Olivetti presentò il primo computer portatile al mondo, il fotografo italiano seppe giocare d’anticipo capendo fin da subito l’enorme portata che l’informatica avrebbe assunto nel corso dei due decenni successivi.

Paolo Gioli, Volto attraverso il ramoscello di Talbot, 1991, Fotofinish, Gelatin Silver Print, 24 x 30, Galleria del Cembalo. DEL CEMBALO
Paolo Gioli, Volto attraverso il ramoscello di Talbot, 1991, Fotofinish, Gelatin Silver Print, 24 x 30, Galleria del Cembalo.
DEL CEMBALO

GALLERIE ITALIANE A PARIS PHOTO

La galleria Pacidi Brescia propone, invece, il lavoro dell’artista americana Nancy Burson(1948). La fotografa è stata pioniera dei ritratti compositi generati mediante computer, oggi esposti nelle istituzioni del mondo intero. Inoltre è stata scelta di recente per rappresentare gli artisti che utilizzano la Polaroid e la fotografia istantanea in un documentario intitolatoSubito. All’interno della sezione Group Shows sono presenti invece gli italiani Niccolò Montesi, Lorenzo Vitturi, Paolo PellegrinPaolo Roversi, Franco Fontana, Giovanni Gastel, Angela Lo Priore, Pietro Privitera e Luigi Ghirri. La galleria Bendana/Pinel di Parigi, nell’affrontare il tema della minaccia delle attività umane sulla società contemporanea, ha deciso di servirsi anche dell’opera dell’artista Niccolò Montesi (Padova, 1977), con l’urgenza di ridefinire il rapporto degli uomini con la natura e le conseguenze dell’espansione urbana sull’ecologia, l’architettura e le popolazioni. Il fotografo si concentra in particolare sul tema delle migrazioni e della mondializzazione riferendosi all’isola di Pantelleria. Lorenzo Vitturi (Venezia, 1970) è, invece, tra gli artisti di punta della galleria Flowers di Londra tra performing art, della messa in scena e dell’installazione. La nuova serie fotografica Caminantes, no hay camino, hay que caminars’ispira alla storia della sua famiglia. Lorenzo ha, infatti, viaggiato da Venezia al Perù sulle orme del padre che negli anni ’60 partì alla volta del Sud America per aprire una vetreria. Per farlo, l’artista ha recato con sé dei frammenti di vetro raccolti a Murano, assemblandoli poi a degli oggetti e a degli artefatti tipici della cultura peruviana. La Magnum Gallery di Parigi porta in scena una selezione di opere che evidenziano il ruolo cruciale dell’agenzia nella storia del fotogiornalismo, e che esplorano il suo contributo alla fotografia documentaria. Una rara collezione di pellicole d’epoca, provenienti dagli archivi analogici di Magnum, racconta la storia della fotografia di stampa nell’era del pre-digitale. In questo senso, l’opera di Paolo Pellegrin (Roma, 1964) gioca un ruolo essenziale in quello che fu l’avvicinamento tra arti e giornalismo.

Nancy Burson TRUMP/PUTIN COMPOSITE  2018
Nancy Burson
TRUMP/PUTIN COMPOSITE
2018

DA FRANCO FONTANA A LUIGI GHIRRI

La galleria Photo&Contemporarydi Torino annovera nei suoi stand artisti come Franco Fontana, Giovanni Gastele alcuni emergenti quali Angela Lo Prioree Pietro Privitera. Differenti modi di trattare la fotografia plastica e il concetto di performance. In questo contesto, e nell’ambito della ricerca di un’idea di rappresentazione classica del corpo, Franco Fontana (Modena, 1933) ha lanciato la serie fotografica Piscina. C’è anche Giovanni Gastel, nato a Milano nel 1955 e nipote di Luchino Visconti, celebre fotografo di moda e di ritratti. Immancabile al Paris Photo è Luigi Ghirri (1943-1992) presentato da Polka Paris. Nella sezione dedicata aò sogno ritroviamo, infatti, una selezione delle pellicole vintage dei Viaggi minimi del maestro. La galleria propone, in generale, una fotografia intesa “come idea in quanto idea”, per riprendere la formula di Joseph Kosuth, dove gli artisti traggono il vocabolario estetico nelle grandi correnti post-moderne. Nel settore Prismi della fiera, che riunisce i progetti eccezionali di grande formato, trovano posto la galleria Metromdi Modena con l’artista Olaf Breuning e la Federico Luger di Milano con Igor Eskinja. Sempre in questo spazio figura un altro artista italiano, Marco Maria Zanin (Padova, 1983) che rappresenta la galleria Spazio Nuovodi Roma. Zanin è un artista che vive e opera tra Padova e San Paolo e che durante questi due anni ha lavorato sugli archivi degli oggetti presenti nei piccoli musei della civilizzazione rurale con lo scopo di dare rilevanza alla loro collezione suscitandone un rinnovato interesse.

EDITORIA

Infine nella sezione dedicata all’editoria compaiono la Damiani e l’Artiere di Bologna. Non manca il concorsoParisPhoto-Aperture Foundationche premia l’impegno nell’ambito del libro fotografico, della storia e dell’evoluzione della fotografia. Tra i 35 selezionati per la prima categoria anche Michele Borzoni (Firenze, 1979) con il lavoro Workforce edito dall’Artiere di Bologna.

Arianna Piccolo

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.