Top e Flop di ArtVerona: la classifica di Artribune del meglio e peggio dell’artweek scaligera

Come di consueto abbiamo selezionato per voi i punti di forza e le criticità dell’artweek appena conclusasi. E voi che ne pensate?

1. TOP- NUOVE E IMPORTANTI PARTECIPAZIONI

Lo stand di Madragoa ad ArtVerona

È cresciuto il parterre delle gallerie di ArtVerona, che quest’anno conta nomi nuovi ed importanti di spazi provenienti da tutta Italia che hanno deciso per la prima volta di aderire alla fiera. Qualche esempio? Monica De Cardenas, T293, De’ Foscherari, Madragoa, The Gallery Apart, Riccardo Crespi, Paola Verrengia, Monitor, al loro debutto a Verona.

2. TOP- IL FOCUS LITUANO

Contour Gallery ad ArtVerona

Piccolo ma interessante il debutto della sezione Focus on, per il 2018 dedicata alla scena artistica lituana, realizzata in collaborazione con Julija Reklaitė, addetto culturale della Repubblica Lituana in Italia. Cinque le gallerie selezionate, provenienti per lo più da Vilnius, per un saggio minuto ma intenso dell’effervescenza artistica del Paese.

3. TOP- L’ARTE ITALIANA SI DA CONVEGNO

Lo stand di Giosetta Fioroni da Corraini

Lo avevamo in parte già detto lo scorso anno, lo ribadiamo nel 2018. Questo taglio italiano della fiera di Verona ha il suo perché: permette infatti di fornire una ricognizione interessante sull’arte nostrana, in senso intergenerazionale e di costruire una mappatura sensata del lavoro che svolgono le gallerie dello Stivale, nella promozione del lavoro di artisti italici e internazionali.

4. TOP-I CURATORI

Marco Raparelli da Officina Pixel, La Terza Notte di Quiete ph. Ennevi

Anche questa edizione della fiera ha dimostrato la capacità di ArtVerona nel catalizzare giovani curatori davvero in gamba offrendo una fotografia dell’Italia frastagliata e di qualità. Qualche esempio? Saverio Verini, Christian Caliandro, Cristiano Seganfreddo, Andrea Bruciati, Antonio Grulli, Simone Ciglia.

5. TOP- LA TERZA FIERA

ArtVerona

Questo lavoro pervicace e trasversale sull’arte italiana di cui abbiamo già parlato ha contribuito a costruire bene l’identità di questa manifestazione. Il risultato? Di fatto ArtVerona ha soffiato quel ruolo che spettava di diritto a Arte Fiera Bologna, che ora rischia di diventare la… quarta fiera del paese!

6. FLOP- TROPPE OPERE DI PICCOLO FORMATO

ArtVerona 2018, ph Ennevi

Molti pezzi di qualità, è vero, però pochi interventi installativi e sporadici tentativi di stupire. ArtVerona ha presentato anche in questa edizione soprattutto opere di piccolo formato e perciò di più facile successo commerciale. Comprensibile il motivo, ma ci sarebbe piaciuto trovare in fiera anche qualche intervento più spericolato.

7. FLOP- TROPPE GALLERIE

ArtVerona 2018, ph Ennevi

È opinione comune e serpeggia tra i corridoi che la fiera dovrebbe restringere il numero di gallerie partecipanti tendendo verso un format più boutique. Anche salvaguardando la giusta divisione tra moderno e contemporaneo, 150 gallerie restano veramente troppe per una fiera che ha fatto di un taglio specifico uno dei suoi cavalli di battaglia.

8. FLOP- L’OTTOBRATA VERONESE

Opening ArtVerona 2017

Sabato si è tenuto botta, registrando addirittura un segno + nelle partecipazioni in termini di visite, ma il giorno dopo il bel tempo- praticamente un week end con temperature estive – ha sicuramente distratto i visitatori verso altri lidi, più rinfrescanti, facendo mancare il consueto pubblicone domenicale.

9. FLOP- IL BATTAGE

ArtVerona 2018, ph Ennevi

Questo più che un flop è un consiglio; ma se ArtVerona vuole, come sembra, crescere e implementare il proprio posizionamento dovrebbe a nostro parere investire maggiormente nel battage, amplificando ulteriormente gli sforzi in termini di comunicazione, valorizzando maggiormente i focus interni e i programmi collaterali che arricchiscono la settimana della fiera.

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