Cambio ad Arte Fiera Bologna: via Angela Vettese al suo posto Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo

Terremoto in corso nel sistema dell’arte bolognese: Angela Vettese dopo appena due anni lascia la direzione della più antica fiera italiana. Al suo posto arriva Lorenzo Balbi, neo-direttore del MAMbo. E il museo bolognese rischia di rimanere senza direzione dopo appena un anno dall’elezione del giovane curatore…

Lorenzo Balbi
Lorenzo Balbi

La notizia arriva nel caldo torrido della prima domenica di luglio. Angela Vettese lascia la direzione di Arte Fiera a Bologna. Al suo posto il giovane direttore del MAMbo, Lorenzo Balbi, eletto appena un anno fa. È la stessa Vettese a confermare la notizia con un post sulla sua pagina Facebook. Una scelta che non può che lasciare perplessi dato che siamo a luglio e i mesi a disposizione per poter impostare una fiera degna di questo nome sono davvero pochi. E poi c’è la questione del MAMbo, il museo d’arte moderna di Bologna, e del network di musei collegati, che potrebbero restare senza direttore ad un anno scarso di distanza dall’insediamento di Balbi. Oppure potrebbe verificarsi l’ipotesi di un Balbi che tiene entrambe le poltrone. Abbiamo raggiunto i vari protagonisti per avere un primo commento a caldo…

UN CAMBIO REPENTINO

Partiamo dalla notizia certa. Angela Vettese lascia ArteFiera a soli due anni dalla nomina. La curatrice ha assunto la direzione di fiera a giugno 2016 con uno scopo preciso: dare nuovo lustro e vigore alla più antica manifestazione fieristica italiana da anni in crisi di identità pur avendo ancora con un grande seguito di pubblico. Scopo raggiunto in parte. Se durante la prima edizione guidata da neo-direttrice, avevamo concesso alla Vettese tutte le attenuanti di una nomina arrivata appena sette mesi prima, nell’edizione 2018 avevamo sottolineato pregi e difetti del nuovo corso. Un restyling iniziato certo, ma ancora in fieri. Avevamo apprezzato della fiera gli spazi ben articolati, la segnaletica più chiara, la presenza di proposte interessanti e la buona posizione dell’editoria. Di contro, avevamo sottolineato la scarsa presenza di gallerie internazionali e l’ostinazione di voler puntare sul contemporaneo pur avendo la concorrenza spietata di miart e Artissima. Ci ha decisamente convinti, invece, il debutto di Lorenzo Balbi alla direzione di Art City, il programma di eventi collaterali che hanno animato la settimana dell’arte. Grazie a un netto ridimensionamento del calendario (dalle centinaia di proposte dell’anno precedente alle 10+1 dell’edizione 2018), Art City ha colpito nel segno, puntando sulla qualità degli interventi. Dalla performance Tunguska Event, History Marches on a Table di Vadim Zakharov, presso la Sala Maggiore dell’ex GAM, alla Sonografia di Jacopo Mazzonelli al Museo internazionale della musica fino all’opera di Yuri Ancarani in Piazza Maggiore, Art City ha avuto il merito di innescare un efficace dialogo tra creatività e istituzioni cittadine.

LE DICHIARAZIONI DELLA VETTESE

Dunque a chi giova un cambiamento così repentino in piena estate e a soli sette mesi dalla prossima edizione della fiera? Domande che per il momento sembrano non trovare risposta. Angela Vettese, raggiunta telefonicamente da Artribune, rimanda ad un post scritto sulla sua pagina Facebook in cui, in maniera sibillina, passa il testimone al più giovane Balbi – e brucia sul tempo ogni comunicato o dichiarazione da parte degli altri protagonisti della vicenda – rivendicando il lavoro svolto. “Buon lavoro Lorenzo, tocca a un giovane e i conti ora sono a posto”, scrive Angela Vettese sulla propria pagina Facebook, “Ho fatto ciò che dovevo: snellire la fiera, restituire un vero ruolo al comitato di selezione, insistere su una Bologna dotta e quindi sul lato culturale di Arte Fiera, sperimentare con media come cinema espanso e performance cui la città ha dato moto, aprire all’università con convegni e mostre, ripensarne la comunicazione. Lascio BolognaFiere con gratitudine”. Poche stringate parole che lasciano intuire una punta di rammarico. Voci di corridoio raccontano di un ambiente non propriamente soddisfatto del nuovo corso della fiera con molti galleristi corsi a lamentarsi delle doti poco manageriali della storica e critica d’arte scelta sulla base di un curriculum eccellente e delle tante esperienze museali pregresse. Solo illazioni?

LE DICHIARAZIONI DI BALBI

Se la Vettese si affida alla sua pagina Facebook, si trincera dietro un ‘No comment’ Lorenzo Balbi che, solo in seguito a nostra insistenza, si lascia andare ad una mezza ammissione: “Non c’è ancora nessuna conferma ufficiale”, dichiara Balbi ad Artribune, ma è chiaro che si tratta solo di una questione di ore.

E AL MAMBO CHE SUCCEDE?

Strettamente legata alla direzione di ArteFiera è la questione della direzione del MAMbo e del network di musei bolognesi diretti da Balbi e dunque anche Villa delle Rose, il Museo Morandi, Casa Morandi e la residenza per artisti Sandra Natali. Improbabile che Balbi riesca a tenere le due direzioni. C’è il precedente di Ilaria Bonacossa costretta a lasciare la direzione di Villa Crocea Genova dopo la nomina alla direzione di Artissima. Difficile che si faccia un’eccezione per Balbi, che pure si era detto entusiasta all’indomani della nomina. “Sono molto entusiasta, questa è la tappa più importante della mia carriera”, aveva dichiarato nella primissima intervista rilasciata ad Artribune l’ex curatore della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, “A 34 anni ricoprire un ruolo di questo tipo è assolutamente un onore: sono felice di poter lavorare per ripagare la fiducia che l’Istituzione Bologna Musei mi ha dimostrato, scommettendo su un profilo come il mio”.E, dunque, tutto da rifare? Chi sostituirà Balbi alla direzione dell’Area “Arte moderna e contemporanea” dell’Istituzione Bologna Musei? E soprattutto che senso può avere organizzare una fiera in fretta e furia con un nuovo direttore e con tutti i limiti temporali del caso? Non sarebbe forse meglio saltare un anno e rifondare, questa volta sul serio, la fiera più antica d’Italia che meriterebbe di tornare a ricoprire un ruolo competitivo e di prestigio nello scacchiere delle fiere internazionali e che ad oggi fa fatica a dire la sua anche solo nello scacchiere italiano?

Mariacristina Ferraioli

Dati correlati
CuratoriLorenzo Balbi, Angela Vettese
Spazi espositiviBOLOGNAFIERE, MAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.