Apre la fiera Design Miami nell’artweek di Art Basel 2018. Tutte le anticipazioni

C’è tanta carne al fuoco nella prossima edizione di Design Miami, dalle proposte delle gallerie alle pietre miliari e tanta Italia: da Gaetano Pesce a Lina Bo Bardi.

Dining Room Pavilion RDAI Architects, 2016 Galerie Philippe Gravier, preview
Dining Room Pavilion RDAI Architects, 2016 Galerie Philippe Gravier, preview

Design Miami si è ormai affermato come forum globale del design. Ogni edizione richiama i più influenti collezionisti, galleristi, designer, curatori e critici attorno al mondo, in un’unica celebrazione della cultura del progetto e dei suoi mercati. Ma per il consumato appuntamento di giugno (dall’11 al 17, Hall 1 Süd, Messe Basel), Design Miami/ Basel 2018 porta con sé una premessa, un titolo importante, che metterà sull’attenti i delatori di aspettative disattese: “Now and How the Now May Influence Tomorrow”.

LE GALLERIE

All’interno della rosa delle gallerie del design saranno protagonisti una cinquantina di selezionati d’eccezione, fra i quali si annoverano Nilufar (Milano), Galerie Mitterrand (Paris), Galerie Regis Mathieu (Paris), Galerie VIVID (Rotterdam), Galleri Feldt (Copenhagen), ma anche Gallery ALL (Beijing e Los Angeles), Heritage Gallery (Moscow), Hostler Burrows (New York), Lebreton (San Francisco), Magen H Gallery (New York), Maniera (Brussels) e anche Mercado Moderno (Rio de Janeiro). All’entrata che precede gli stand delle gallerie, come di consueto, anche quest’anno la sezione Design at Large presenta una selezione di nove progetti di grandi dimensioni che mettono in luce aspetti storici e contemporanei del design, oltrepassando dimensioni e premessi propri degli spazi dedicati all’esibizione di arredi e oggetti. Ogni edizione viene curata da una figura definita come tastemaker, un creatore di (nuovo) gusto, di stile, che sia in grado di presentare innovazioni concettuali e industriali. Quest’anno, infatti il programma è interamente incentrato sul design come espressione architettonica del XX e del XI esimo secolo ed è celebrato e curato dal fotografo François Halard (1961, Francia), il quale ha esplorato con l’obiettivo della sua macchina atelier e residenze di personalità come Louise Bourgeois, Luigi Ghirri, Saul Leiter, Robert Rauschenberg e Cy Twombly, immortalando capolavori come Casa Malaparte, Villa Noailles, a Hyères e La Maison de Verre. Il fotografo-curatore ha dichiarato: “Con Design at Large e i diversi progetti presentati, sto compiendo una ricerca su come il passato stia tornando ad influenzare l’oggi e come potrebbe interferire con il domani, perché tutti i passaggi nel tempo sono connessi. Le idee sono il fondamento dell’arte e del design, la volontà e la materia le rendono fisiche e il tempo diventa una sorta di mediatore per esse. In alcuni di questi progetti si possono intravedere tematiche che hanno definito gli ultimi cinquant’anni del mondo del design e dell’arte e che potranno plasmare le città del domani, anche solo il tempo potrà dire quel che succederà.

LE PIETRE MILIARI

Dunque, tra i progetti di design che hanno inficiato e impattato il nostro vivere, Halard, quali ha selezionato? Nove pietre miliari. Gallerie Japonesque presenta, infatti, la destabilizzazione visiva provocata dallo Stone Screen di Masatoshi Izumi. Qui la natura sfida l’architettura e il nostro occhio, mentre pietra e legno si insinuano l’una nell’altra. Galerie Patrick Seguin presenta una selezione di documenti che testimoniano tecniche, materiali e disegni sperimentali di Jean Prouvé, tra Francia e Africa. LAFFANOUR–Galerie Downtown presenta il flapshig-store belga disegnato da Gaetano Pesce per Dujardin, mentre, sempre del designer spezino, verrà introdotta da Salon 94 Design la Sedia Portaritratti. Galerie Philippe Gravier ha scelto di introdursi attraverso il Dining Room Pavilion di RDAI Architecture, una micro-architettura a cupola circondata da una palizzata intrecciata in legno; mentre Gallery ALL avrà come proprio fiore all’occhiello Endless Form dell’avveniristico Zhang Zhoujie Digital Lab che creerà una projectroom all’interno della quale gli arredi verranno creati attraverso un complicato sistema di AI che interagirà con il visitatore creando, al momento, i migliori (e virtuali) arredi, costruiti appositamente. Gufram, infine, si auto-rappresenterà con DiscoGufram, dato l’enorme successo di questi ultimi anni per il Dance Design, mentre Nilufar promette di mostrare la più estesa collezione di arredi di Lina Bo Bardi mai raccolta (componenti realizzati presso lo Estúdio de Arte e Arquitetura Palma). In ultimo l’attivissima e spettacolare Luma Foundation assemblerà quattro padiglioni sviluppati sulla base della capacità di riutilizzare risorse naturali provenienti da scarti sostenibili (alghe, semi, gusci di crostacei e persino la pula del riso).

Ginevra Bria

Basilea // dal 12 al 17 giugno 2018
Preview: solo su invito 11 giugno 2018
http://www.designmiami.com

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.