London art week. Frieze e le altre fiere

Comincia davvero l’annata 2017/2018. Comincia a Londra con l’accoppiata Frieze & Frieze Masters, e un bouquet di fiere collaterali che sono tutte da visitare. E poi ci sono le aste e tantissime mostre in città. Qui cominciamo a darvi una prima panoramica per fare il vostro planning fra stand e lavori in vendita.

1. FRIEZE

Frieze London 2015, photo Graham Carlow, courtesy of Graham Carlow – Frieze

È la capostipite, la corazzata che è nata come magazine e poi è diventata fiera d’arte contemporanea, e poi anche di arte antica e moderna e antiquariato, e che ha fatto sbarcare entrambi i format a New York. Frieze London è alla sua 15esima edizione e sta sempre lì a Regent’s Park, diretta da Victoria Siddall. Quest’anno si presenta con 160 gallerie provenienti da 31 Paesi (dall’Italia: Massimo De Carlo, Fonti, Frutta, Franco Noero, Lorcan O’Neill, Raucci/Santamaria, Lia Rumma, T293 e Federico Vavassori).
Fra le novità: la curatela dei Frieze Talks affidata a Ralph Rugoff e una sezione dedicata al femminismo e alla sua eredità con la direzione di Alison M. Gingeras (Sex Work). Confermate – oltre alla Main Section, ovviamente – le sezioni Live (dedicata alla performance), Projects, Film, Music, nonché il BMW Open Work curato da Attilia Fattori Franchini e lo Sculpture Park. Non vi stiamo nemmeno a raccontare l’offerta gastronomica per chi sarà impegnato tutto il giorno fra corridoi e booth: cose che dalle nostre parti si vedono poco, pochissimo.

https://frieze.com/fairs/frieze-london

2. FRIEZE MASTERS

Marianne Boesky, Dominique Lévy and Sprüth Magers, Frieze Masters 2016, photo Mark Blower. Courtesy of Mark Blower/Frieze

È il sesto anno per lei, con seimila anni di storia dell’arte che si aggirano per gli stand. 130 gli operatori coinvolti negli spazi disegnati da Annabelle Selldorf. Fra le sezioni da non mancare, Spotlight e Collections, dedicate rispettivamente ai pionieri del XX secolo (con Tiziana Di Caro che porta Tomaso Binga, Massimo Minini con Shusaku Arakawa, P420 con Laura Grisi e Zero… con Vincenzo Agnetti) e a gallerie selezionate da Sir Norman Rosenthal. Attenzione anche ai talk: passeranno da quelle poltrone personaggi come Marina Abramovic e Lynda Benglis.
Stand italiani di altissima qualità anche nella Main Section, con Antichità Bacarelli (Firenze), Botticelli Antichità (Firenze), Cardi (Milano), Continua (San Gimignano), Massimo De Carlo (Milano), Giò Marconi (Milano), Tega (Milano).

https://frieze.com/fairs/frieze-masters

3. SUNDAY

Londra, Sunday, 2016

Sta in un sotterraneo a Marylebone e promette sempre bene, ma poi spesso mantiene poco o pochissimo, specie negli ultimi tempi. Speriamo che quest’anno Sunday dia una sterzata. D’altro canto, con 25 gallerie su 14mila mq, non c’è sicuramente un problema di spazio. A questa “fiera curata” (soltanto solo show o, appunto, group show dotati di curatela, almeno in teoria) potevamo mancare? Ovviamente no: dall’Italia, e in particolare da Torino, c’è Luce Gallery.

www.sundayartfair.com/

4. 1:54

Londra, 1:54, 2016

42 gallerie da 17 Paesi, e fra queste 18 sono africane. Lo specifichiamo perché 1:54 è la Contemporary African Art Fair. È alla quinta edizione e si tiene alla Somerset House. Da segnalare anche otto solo show e un nugolo di artisti che arrivano in Europa per la prima volta grazie alla rassegna fondata da Touria El Glaoui.
Fra le presenze italiane, da segnalare le milanesi Officine dell’Immagine e Primo Marella, oltre alla Voice Gallery di Marrakech – marocchina dall’anima campana.

http://1-54.com/london/

5. THE OTHER & CO.

Moniker, Londra, 2015

No no no, Roberto Casiraghi non ha esportato la sua fiera torinese a Londra. Anche per questo è al singolare: The Other. L’edizione di Londra si tiene alla Old Truman Brewery, area Brick Lane. La particolarità sta ne fatto che gli artisti (ben 130 quelli selezionati) si presentano da sé, senza intermediazioni di gallerie. Una cosa tutta dal basso quindi? Non esattamente: il tutto è presentato da Saatchi Art.
Sempre nel birrificio, torna pure Moniker, appuntamento dedicato all’arte urbana, mentre salta la seconda edizione di Crossroads.

www.theotherartfair.com/
www.monikerartfair.com/

6. PAD

PAD, Londra, 2016

Qui Mayfair. E questa è una fiera del lusso un po’ kitsch, ma che un passaggio lo merita, non fosse altro per essere informati a 360 gradi e per il piacere di scovare comunque qualche perla. Si va dal moderno al contemporaneo, dal design ai beni di lusso, per l’appunto. Anche qui timbriamo il cartellino della rappresentanza grazie a Dimoregallery, Nilufar e Rossana Orlandi (e ci mettiamo anche Repetto, pur essendo oramai London-based al 100%).

www.pad-fairs.com/london/

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.