Le 3 mostre da non perdere nella settimana dell’arte spagnola a Madrid

Leandro Erlich, Lothar Baumgarten e Jorge Macchi, tre mostre da non perdere nella settimana madrilena dell’arte contemporanea. Anche in questo caso, con uno sguardo molto attento agli artisti provenienti dall’Argentina.

Jorge Macchi, Perspectiva
Jorge Macchi, Perspectiva

LEANDRO ERLICH

Si parte dall’Espacio Fundación Telefónica, sulla Gran Via nel distretto di Fuencarral. L’istituzione culturale della principale compagnia telefonica spagnola ospita due installazioni importanti a firma dell’argentino Leandro Elrich (Buenos Aires, 1973), artista di rappresentanza alla Biennale di Venezia per l’Argentina, nel 2001. Changing Rooms e Nest of Clouds sono due progetti distinti, quanto somiglianti tra loro, in mostra fino al 23 aprile. Il primo è una labirintica successione di ambienti in mise en abyme, tra specchi e repliche dello stesso spazio, replicate negli ambienti accoglienti del centro culturale. La seconda è un’installazione a colpo d’occhio straniante ed eloquente: un gruppo di teche, ospitanti al loro interno diverse lastre di vetro stampato, costituiscono una collezione di opere dai confini politici – labili e quasi impercettibili – di sette stati europei.

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA. IL DISGELO AL PALACIO DE CRISTAL

Poco lontano, nel cuore del parco del Retiro, al Palacio de Cristal, troviamo un’installazione sonora che analizza un fenomeno naturale inevitabile, quanto preoccupante, a firma dell’artista tedesco Lothar Baumgarten. El barco se hunde, el hielo se resquebraja è una colonna sonora di due ore: un paesaggio sonoro registrato, tra il 2001 e il 2005, lungo il fiume americano Hudson. Nella serra di vetro e ferro, utilizzata come spazio espositivo dal Museo Reina Sofia, il canto degli uccelli e le voci dei visitatori si uniscono al suono emesso dagli speaker: il disgelo del fiume. In un crescendo sovrastante le voci dei visitatori meno dediti all’ascolto, il progetto offre un’esperienza dalla forte suggestione sinestetica.

LE PROSPETTIVE DI JORGE MACCHI

Sempre all’interno della piattaforma che racconta la scena artistica argentina si è inaugurata la mostra personale di Jorge Macchi, Perspectiva. Composta da 60 pezzi prodotti in 30 anni di lavoro, durerà fino all’ 11 giugno presso il Centro de Arte Dos de Mayo di Madrid.
Il progetto mette insieme una ampia varietà di media, opere su carta, video, dipinti, fotografie e installazioni, realizzate tra il 1990 e oggi. Le opere sono state realizzate tra il 1990 fino ad oggi e provengono da importanti collezioni pubbliche e private in Argentina, Spagna, Portogallo e Stati Uniti. Ci sono anche quelle acquisite dalla ARCO Foundation, che dimostrano il riconoscimento Macchi ha da sempre ricevuto nel mondo dell’arte spagnola.

– Elio Ticca

Leandro Erlich
Espacio Fundación Telefónica
Calle de Fuencarral, 3,
Madrid
https://espacio.fundaciontelefonica.com/

Lothar Baumgarten
Palazzo di Cristallo
Paseo República de Cuba, 4, Madrid

Jorge Macchi – Perspectiva
Centro de Arte dos De Mayo

Av. de la Constitucion, 23, Móstoles, Madrid
www.ca2m.org

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Elio Ticca
Nato a Nuoro nel 1988, si laurea allo IUAV di Venezia in arti visive e dello spettacolo. È in partenza per il Regno Unito per approfondire i propri studi in storia dell'arte alla University of Leeds, attratto dalle connessioni fra l'arte di ogni tempo, i gender studies, gli studi warburghiani, le scienze umane e le discipline umanistiche contemporanee. Cerca un proprio Gesamtkunstwerk personale sulla tela, attraverso l'obiettivo della videocamera, con un violino, attardandosi nella città nel tentativo di lasciarla. Spinto dalla passione verso (vecchie) nuove forme estetiche, necessarie allo sviluppo umano, collabora con Artribune dal 2013.