Bologna. 10 opere da non perdere ad Arte Fiera

Si può riassumere una fiera da 150 gallerie in 10 opere? Ovviamente no, ma noi ci proviamo lo stesso. Le trovate qui sotto, in rigoroso ordine alfabetico. E poi andate a leggere anche quali sono – a nostro parere – i 7 stand da non perdere di Arte Fiera a Bologna

Arte Fiera 2017. Alberto Burri (particolare). Courtesy Tornabuoni Arte. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Alberto Burri (particolare). Courtesy Tornabuoni Arte. Photocredit Irene Fanizza

ALBERTO BURRI

Arte Fiera 2017. Alberto Burri (particolare). Courtesy Tornabuoni Arte. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Alberto Burri (particolare). Courtesy Tornabuoni Arte. Photocredit Irene Fanizza

Un piccolo Burri, brandelli di sacchi e… tre banconote, che rarissimamente si vedono nelle sue composizioni. Siamo nel 1943, e così si spiega quel one hundred Lire.

MARCO CINGOLANI

Arte Fiera 2017. Marco Cingolani. Courtesy Galleria Thomas Brambilla. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Marco Cingolani. Courtesy Galleria Thomas Brambilla. Photocredit Irene Fanizza

Torna in qualche modo alle sue origini, Marco Cingolani. Questa è un’enorme tela dipinta coi gessetti colorati, per raccontare la Battaglia di Waterloo dal punto di vista dei vincitori. A un prezzo incredibilmente affordable rispetto a qualità e storia dell’artista.

FABRIZIO COTOGNINI

Arte Fiera 2017. Fabrizio Cotognini (particolare). Courtesy Prometeogallery. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Fabrizio Cotognini (particolare). Courtesy Prometeogallery. Photocredit Irene Fanizza

Una Moleskine estrusa, per raccontare una storia con una infilata di disegni puntuti e precisi. Fabrizio Cotognini è uno di quegli artisti che fareste bene a tenere d’occhio.

ENZO CUCCHI

Arte Fiera 2017. Enzo Cucchi (particolare). Courtesy Galleria Emilio Mazzoli. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Enzo Cucchi (particolare). Courtesy Galleria Emilio Mazzoli. Photocredit Irene Fanizza

Ci sono artisti che danno tutto in pochi anni e poi farebbero meglio a ritirarsi, invece di ripetere stancamente se stessi. Enzo Cucchi non fa parte di quella schiera: questo dipinto è del 2010, ed è sopraffino.

PIERO GILARDI

Arte Fiera 2017. Piero Gilardi (particolare). Courtesy Galleria Biasutti & Biasutti. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Piero Gilardi (particolare). Courtesy Galleria Biasutti & Biasutti. Photocredit Irene Fanizza

Un classico Tappeto Natura di Piero Gilardi. Ne avete visti tanti? Magari sì, ma questo è fra i migliori: anno giusto (1965), grandi dimensioni, conservazione perfetta (che vuol dire, soprattutto, con una certa dose di usura del tempo).

FAUSTO MELOTTI

Arte Fiera 2017. Fausto Melotti. Courtesy Galleria Mazzoleni (particolare). Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Fausto Melotti. Courtesy Galleria Mazzoleni (particolare). Photocredit Irene Fanizza

Una scultura lieve e insieme pesante, un gioco di segmenti e sfere in metallo che dimostrano quanto la scultura italiana di quegli anni – siamo nel 1967 – abbia raggiunto vette himalayane.

GIANNI PETTENA

Arte Fiera 2017. Gianni Pettena. Courtesy Galleria Bonelli. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Gianni Pettena. Courtesy Galleria Bonelli. Photocredit Irene Fanizza

Tre fasi progettuali di una Ice House di Gianni Pettena. Sono i suoi anni americani, precisamente il 1972. Un assaggio in stand, la grande e imperdibile mostra in galleria a Milano.

MUSTAFA SABBAGH

Arte Fiera 2017. Mustafa Sabbagh. Courtesy Galleria Marcolini. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Mustafa Sabbagh. Courtesy Galleria Marcolini. Photocredit Irene Fanizza

Made in Italy è un progetto del 2015. A dimostrazione che l’arte non è sempre platealmente scollegata dalla realtà che la circonda. Un progetto che trovate nello stand di una promettente e giovane galleria forlivese.

ARCANGELO SASSOLINO

Arte Fiera 2017. Arcangelo Sassolino. Courtesy Galleria Niccoli + Galleria Rolando Anselmi. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Arcangelo Sassolino. Courtesy Galleria Niccoli + Galleria Rolando Anselmi. Photocredit Irene Fanizza

Sempre al limite della rottura, le opere di Arcangelo Sassolino. Come queste lastre di vetro sorrette pericolosamente da una morsa. Le trovate nello stand-combo che mette insieme Niccoli di Parma e Rolando Anselmi di Berlino.

TANCREDI

Arte Fiera 2017. Tancredi. Courtesy Galleria dello Scudo. Photocredit Irene Fanizza
Arte Fiera 2017. Tancredi. Courtesy Galleria dello Scudo. Photocredit Irene Fanizza

Prima la grande retrospettiva alla Collezione Guggenheim, in corso fino a metà marzo, poi gli ottimi risultati in asta. Tancredi sta vivendo un momento di grande riscoperta, e in fiera ci sono esempi notevoli come questo.

Evento correlato
Nome eventoArte Fiera 2017
Vernissage26/01/2017 ore 17 su invito (preview sempre su invito ore 12-21)
Duratadal 26/01/2017 al 30/01/2017
Generiarte moderna e contemporanea, fiera
Spazio espositivoBOLOGNAFIERE
IndirizzoViale Della Fiera 20 - Bologna - Emilia-Romagna
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  • Achab

    Se questo per voi è il meglio……
    ma in effetti c’era veramente poca roba .
    Cucchi davvero dovrebbe ritirarsi ed è un peccato dato che il suo periodo lo ha avuto .
    Chi ha scritto quest’articolo ha visto ben pochi disegni in vita sua e forse solo quelli dei bambini dell’asilo. Probabilmente non ha visto nemmeno i disegni di Cucchi di vent’anni fa , che erano più vivi e coinvolgenti di questi , considerato che parliamo di un mezzo autodidatta che non ha mai imparato a dipingere sul serio.
    La Transavanguardia aveva premesse di breve respiro e quello che gli ha nuociuto di più è stato l’effetto fuoco di paglia: una gavetta più lunga avrebbe dato la possibilità di maturazioni e solidità più durature (forse).
    Incredibile che si tiri fuori Cingolani, sono proprio cose da non credere.
    Non è un “astrattista” per la monotonia del gesto e della fattura , per l’inesistenza della composizione, e non è un “figurativo” per incapacità evidente. Ma dice di richiamarsi in qualche modo alla religione e bisogna proprio aver fede per apprezzare le sue tele disinvoltamente impacciate: immagino che tra i suoi clienti del passato ci siano stati i templari del Santo Sepolcro o versioni semplicemente secolarizzate degli stessi :)
    e oggi i pittori non devono più produrre quattro quadri al mese perchè è meglio farne pochi ma buoni. Melotti è stato davvero prolifico e sinceramente qualche dubbio comincia a venire…..
    Per Tancredi si è capito a cosa è servita la scelta delle opere curata da Barbero all’antologica non del tutto rappresentativa che si è vista al Guggenheim: rilanciare sul mercato la sua produzione meno buona, dato che i pezzi belli erano già passati tutti nelle fiere di anni fa.
    Burri è intoccabile ma non siamo studenti alle prime visite di una fiera e ci annoia un pò.
    Sassolino dovrebbe spiegarci perchè fa un’arte così inutile: nei cantieri edili e nelle ferramenta lo spettacolo e le implicazioni concettual- sociologico sono maggiori che in queste robette.
    Sabbagh si nasconde dietro serialità abusate e straabusate per ridurre la realtà ad un discorso inerte.
    Una delle poche cose belle della fiera era Angela Vettese con il suo sorprendente maglione e voi di Artribune avreste almeno dovuto avere la cortesia di citarla tra le dieci stelle , anche perchè questa fiera sarà il canto del cigno di una brava professionista che alla resa dei conti non è mai riuscita ad assestare un colpo di talento che rimanesse nella memoria : solo due o tre libretti divulgativi su cos’è l’arte contemporanea senza il coraggio di dire che spesso è cacca. :)
    E ora a te Luca Rossi, anche se penso che quest’ennesima stupida orrenda e inutile fiera sia troppo da commentare anche x te :)

    • lino baldini

      II giudizio su un’opera d’arte è sempre proporzionale all’ignoranza del giudicatore!

  • igordf

    Ascoltando l’ intervista rilasciata dalla dott. ssa Vattese, curatrice della fiera, ho condiviso la sua riflessione rispetto alla trascuratezza dimostrata dalle istituzioni nella promozione degli artisti contemporanei italiani, tuttavia personalmente ritengo che parte della responsabilità rispetto al ruolo del tutto marginale degli artisti contemporanei italiani nel panorama internazionale, sia in parte attribuibile alle scelte operate dai galleristi che precludono e si precludono rispetto ad espressioni artistiche ed ad artisti di talento.
    In un approccio che appare snaturato , le loro scelte sembrano caratterizzarsi da logiche rigorosamente imprenditoriali. La qualità di un opera non si misura proporzionalmente al tempo impiegato per eseguirla, ma è indubbio che opere come quelle realizzate da grandi artisti quali Dalì, De Chirico e tanti altri non avrebbero mai potuto essere realizzati in 2 ore di lavoro, quando riscontro che la stragrande maggioranza delle “opere” esposte alla fiera hanno evidentemente richiesto un tempo di esecuzione inferiore alle 2 ore, mi chiedo quale ne sia la ragione, e trovo una sola spiegazione: trattano l’ arte e gli artisti alla stregua di un qualsiasi prodotto commerciale prediligendo la quantità rispetto alla qualità.

    Igor Di Francesco