A Sud dell’Immaginazione: la scuola di Valerio Rocco Orlando a Matera

Una nuova scuola internazionale delle arti indipendenti. Sorgerà nella città Capitale Europea della Cultura 2019

Valerio Rocco Orlando - South of Imagination
Valerio Rocco Orlando - South of Imagination

“Dopo più di quattro anni di pratiche burocratiche tra Comune, Soprintendenza e Catasto, oggi ho firmato la Convenzione per la subconcessione per un trentennio di due immobili demaniali nei Sassi” spiega l’artista Valerio Rocco Orlando raccontando il progetto della nuova scuola delle arti, ideata insieme a Nomas Foundation e Sapienza Università di Roma, sostenuta daItalian Council e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea Ministero della Cultura. Un “iter labirintico, tortuoso e avvincente assieme”, continua l’artista, che dopo tanta dedizione vedrà il concretizzarsi di un’opera permanente, mirata a valorizzare “il patrimonio attraverso la ridefinizione di comunità, territorio e nuove generazioni”.

A raccontarci il progetto, che riprende la sostanza delle Epistemologie del Sud di Boaventura de Sousa Santos, è Raffaella Frascarelli, direttrice di Nomas Foundation.

 

Valerio Rocco Orlando, Gjimnazi Oso Kuka, Shkodër, Albania, 2021
Gjimnazi Oso Kuka, Shkodër, Albania, 2021

Come nasce il progetto?
Il rapporto tra Valerio e Nomas è nato nel 2011 quando abbiamo sostenuto Quale educazione per Marte? workshop sull’educazione in collaborazione con il Liceo artistico Giorgio de Chirico, il lavoro si è concluso con la mostra da Nomas curata da Maria Rosa Sossai. L’artista ha poi deciso di espandere il progetto a Cuba all’Accademia di Belle Arti e nel 2013 a Bangalore, con il sostegno di Nomas.
Dopodiché Valerio Rocco Orlando con Portami al confine è stato in residenza quasi 2 anni a Matera, lavorando a stretto contatto con la cittadinanza; il Comune di Matera ha poi concesso a Valerio uno spazio dentro il rione Sassi. Era l’opportunità per dare vita ad una scuola di pedagogia sperimentale radicale nelle arti.

Shkodër, Albania, 2021
Shkodër, Albania, 2021

In che modo?                                                                                                     Coinvolgendo innanzitutto tre istituzioni di riferimento, delle community-based art. Abbiamo già concluso la prima tappa in Albania, presso l’Art House a Shkodër. Il fine? Studiarne la scena educazionale pubblica. Parte della ricerca è stata svolta all’Unità di Ricerca Estetica sociale, il cui laboratorio co-dirigo insieme a Lia Fassari.

 E le altre tappe?
La prossima sarà in Marocco, nella Cinémathèque de Tanger fondata da Yto Barrada e nelle scuole pubbliche di Tangeri. In un dialogo a due con l’artista, lo studente potrà esprimerà le sue aspettative nei confronti della scuola. Sarebbe un grave errore pensare alla scuola come una visione univoca, viviamo una realtà frammentata, multiculturale. Bisogna guardare alle epistemologie non occidentali. Dove il neoliberismo non ha attecchito completamente, esistono conoscenze altre che gli studenti non portano dentro la scuola ma che gli appartengono, legate alla tradizione, alla lingua, alla quotidianità.

Riccardo Musatti, “Viaggio ai Sassi di Matera”, Comunità IV, n. 9, 1950. Courtesy: Fondazione Adriano. Photo: Marjory Collins
Riccardo Musatti, “Viaggio ai Sassi di Matera”, Comunità IV, n. 9, 1950. Courtesy: Fondazione Adriano. Photo: Marjory Collins

Sarà un lavoro impegnativo e di riformulazione delle proprie aspettative…
Il Marocco non ama considerarsi Global South, è un paese dai rapporti contraddittori con la Francia e con l’Europa, che ha subito drammaticamente il colonialismo. Stiamo tentando una decolonizzazione non solo dei territori ma di noi stessi, delle nostre giornate, del tempo che trascorriamo insieme.
L’Egitto sarà la terza tappa, ad Alessandria e coinvolgerà l’Istituto Italiano al Cairo. 

A Sud dell’immaginazione è anche una piattaforma digitale, in che consiste?
È come se South Imagination fosse un villaggio in cui tutti sono invitati a costruire rapporti. Già 19 istituzioni fanno parte di questo network costruito in 6 anni di lavoro. Entrando nella piattaforma c’è interazione tra attivisti, artisti, accademici. Gli studenti sono la chiave di volta perché consegnano la loro prospettiva potenziale di scuola.

Valerio Rocco Orlando, Gjimnazi Oso Kuka, Shkodër, Albania, 2021
Gjimnazi Oso Kuka, Shkodër, Albania, 2021

 Perché Matera?
Siamo dentro la questione gramsciana del meridione, a mio parere riguarda ancora l’Italia al tempo dell’accelerazione sociale. Matera è parte del Global South, qui sopravvivono epistemologie al di fuori della visione della modernità. È un non luogo, al di fuori del rapporto con spazio e tempo. Proprio perché ci sono molte stratificazioni si immagina un dialogo aperto e naturale con Africa e Medio-Oriente. La stessa forma del Sud Italia fa pensare facessimo parte di quella che veniva chiamata il Gondwana, quando il mondo era diviso dei due supercontinenti Laurasia e Gondwana. L’archeologia rimane una possibilità per sorpassare l’esperienza sensoriale, alla superficie.

Valerio Rocco Orlando, Shkolla Atë Pjetër Meshkalla, Shkodër, Albania 2021
 Shkolla Atë Pjetër Meshkalla, Shkodër, Albania 2021

Per concludere cosa rappresenta per te South of Imagination?
È l’esito di un rapporto emotivo tra artista e curatore, un progetto che richiede molto rigore, importante per i processi di emancipazione degli studenti. L’obiettivo è coltivare l’Arte come valore affettivo. Non sono solo laboratori ma incontri d’ascolto, convergono le idee di Boaventura de Sousa Santos, Gramsci e Ivan Illich con la sua sociologia radicale.
I Global South sono miniere di mondi che ci farebbe bene comprendere meglio, i rapporti con le persone non sono esclusivamente di natura economica proprio perché il neoiberismo non ha toccato le radici. Ho scavato in Siria per 6 anni, ho un rapporto molto acuto e affettivo con il Medio Oriente…

 

– Giorgia Basili

 

https://southofimagination.org/it/statement

 

Dati correlati
Generiarte contemporanea, didattica
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.