Nuovo focus dedicato alla didattica museale in epoca di pandemia. Stavolta è il Castello di Rivoli a descrivere le proprie strategie.

Potenzialità della rete e importanza della fruizione fisica, nuova veste dei musei nel post pandemia e soluzioni innovative anche sul fronte della didattica. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Anna Pironti, responsabile capo Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea.

#Iostoconleartenaute è l’hashtag da voi lanciato per la campagna sui social in concomitanza con la chiusura temporanea dei musei. Come avete inteso questa chiamata alle arti all’inizio dell’emergenza, oramai più di un mese fa, e come si sta evolvendo, con il protrarsi del lockdown?
L’emergenza ha cambiato le abitudini di tutti, ma noi non volevamo rinunciare al contatto con il nostro pubblico. Per tenere in vita i legami, abbiamo utilizzato la rete riservando però un ruolo attivo ai nostri interlocutori piccoli o grandi. #Iostoconleartenaute è una scatola magica, espandibile all’infinito, in cui tutti possono depositare oppure prendere ricordi, immagini, pensieri. Non è solo nostalgia ma ripensamento, verifica, adesione. Un reale atto di prossimità in attesa di poter riprendere la relazione con il pubblico in tutte le sue forme, seppure nel rispetto di quel che sarà il dettato futuro.

Le Artenaute, con Anna Pironti al centro, alle OGR di Torino
Le Artenaute, con Anna Pironti al centro, alle OGR di Torino

Il momento storico che stiamo vivendo ci riporta, o meglio riporta all’interesse collettivo, la riflessione sulle funzioni e sul ruolo educativo del museo, sul suo rapporto con il pubblico in senso ampio. Quali sono le vostre prime istanze?
Per noi Artenaute il museo non è solo un luogo fisico, ma un progetto culturale che accoglie le istanze del tempo presente e le traduce in esperienze condivise, sempre in stretta connessione con il lavoro degli artisti contemporanei e non solo.

In realtà è l’intera istituzione museo a dover valorizzare la sua dimensione di ricerca, a doversi ripensare?  Come sta affrontando tutto ciò il Castello di Rivoli?
Sin dall’atto di fondazione, la sperimentazione e la ricerca connotano la specificità del Castello di Rivoli; certo, il dopo pandemia imporrà una revisione generale dei comportamenti e degli orientamenti, auspicabile quindi che in un tempo futuro ci siano anche parametri diversi (oltre le classifiche numeriche) per attestare la qualità e il successo delle istituzioni.

Veniamo alle proposte educative che tutti i musei si trovano a dover riprogettare: quali sono i rischi del prevalere delle tecnologie in questo momento storico e come mantenere le relazioni con il vostro meraviglioso pubblico, cresciuto con voi in oltre 35 anni di attività?
Premetto che per noi l’esperienza diretta nel museo in presenza dell’opera non è negoziabile. Da sempre proponiamo l’interazione tra opera, pubblico e contesto poiché riteniamo si tratti non solo di conoscenza ma di reale coinvolgimento sinestetico, emotivo, plurisensoriale. Siamo Artenaute quindi viaggiatrici del mondo dell’arte che accolgono e accompagnano le persone, in un percorso infinito e inesauribile. Sono certa che, insieme ai tecnici e al personale sanitario, troveremo i dispositivi e le procedure per garantire la continuità di quanto fin qui realizzato. Ora più che mai abbiamo bisogno di vivere autentiche esperienze che possano aiutarci a superare ed esorcizzare questo drammatico momento, possibilmente ancora con entusiasmo e allegria.

Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto sul confine. Progetto promosso dal Comune di Ventimiglia con il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, l’associazione Pigna Mon Amour e la Rete delle Ambasciate del Terzo Paradiso, Ventimiglia 2017
Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto sul confine. Progetto promosso dal Comune di Ventimiglia con il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, l’associazione Pigna Mon Amour e la Rete delle Ambasciate del Terzo Paradiso, Ventimiglia 2017

Se io penso al Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, chiudo gli occhi e mi tornano in mente operazioni inconfondibili con grande partecipazione nella dimensione pubblica, piazze, parchi e strade, teatri di invasioni colorate e multiculturali. Come vi immaginate il futuro prossimo? Verso quale metamorfosi ci stiamo incamminando?
Stiamo utilizzando la rete per rielaborare contenuti ed esperienze: oltre 6mila visualizzazioni al giorno per Facebook e Instagram. Ma accogliamo proposte come il video d’artista di Sara Conforti ‒ hòferlab in collaborazione con FAIR, Associazione Tessile e Salute, per la creazione di mascherine autoprodotte/sostenibili. Intanto stiamo lavorando per mettere online i materiali delle Domeniche in Festa alle OGR, il progetto promosso da Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea. Attendiamo che la tempesta passi e intanto progettiamo cose nuove, ma nelle piazze torneremo e sarà di nuovo emozionante per tutti.

Dunque la rete potrà essere uno strumento importante anche nel dopo pandemia?
La rete è uno strumento formidabile ma che non potrà mai sostituire la relazione interpersonale; per la call Segnali dal mondo ‒ progetto condiviso con Stalker Teatro e Luci d’Artista Città di Torino in occasione della presentazione dell’opera L’amore non fa rumore di Luca Pannoli in Piazza Montale a Torino a Le Vallette, estrema periferia della Città ‒ la rete è stata molto utile. Il nostro desiderio era mettere in dialogo cittadini e comunità: a tutti i partecipanti era richiesto d’inviare un’immagine della propria realtà, fotografie di paesaggi urbani e non, con un’attenzione particolare ai segni e segnali, elementi centrali dell’opera dell’artista ma anche utili strumenti nell’organizzazione della vita cittadina e non solo. Grazie alla rete è stato possibile far confluire, in un unico luogo, immagini da tutto il mondo per realizzare un unico orizzonte visivo e di senso.

Annalisa Trasatti

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AutoreAnna Pironti
Spazio espositivoCASTELLO DI RIVOLI - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
IndirizzoPiazza Mafalda Di Savoia - Rivoli - Piemonte
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Annalisa Trasatti
Laureata in Beni culturali con indirizzo storico artistico nel 2002 presso l’Università di Macerata con una tesi sul Panorama della didattica museale marchigiana. Ho curato per dieci anno la rubrica Didattica per un famoso portale d’arte nazionale. Dopo numerose esperienze di tirocinio presso i principali dipartimenti educativi d’italia (MAMbo, Macro ecc.) sono diventata educatrice museale prima, coordinatrice sei serivizi poi presso il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, specializzandomi in accessibilità ed educazione al patrimonio culturale per disabili visivi. Sono anche guida turistica dal 2002, attività che mi permette di monitorare costantemente il territorio dove vivo. Pubblicazioni: "L'arte contemporanea e la scoperta dei valori della tattilità", con A. Grassini e A. Sòcrati (Armando editore, 2018); "Il Museo oggi", con L. Cataldo e M. Paraventi (Hoepli, 2006); "Atti dei lavori del Salone della didattica museale ALDO" (2003 e 2004).