Sessions & Educational. Tutta la pedagogia alla Biennale di Venezia

Educare e contemporaneamente fare esperienza diretta con opere, artisti e forme creative. È stata la scommessa, vinta naturalmente, dalla “nonna delle biennali”. Ecco in cosa consistono i progetti Educational e Sessions, insieme a qualche numero.

La Biennale Sessions durante la 14. Mostra Internazionale di Architettura, Venezia 2014
La Biennale Sessions durante la 14. Mostra Internazionale di Architettura, Venezia 2014

Nell’ultimo decennio la Biennale di Venezia ha disegnato un brillante sentiero dedicato alla pedagogia e alla didattica dell’arte per avvicinare gli studenti e i docenti alle varie declinazioni della creatività umana, per offrire loro gli strumenti più attuali, più idonei a leggere il mondo mediante opere riflessive o limitrofe alla riflessione, all’analisi grammaticale e logica della quotidianità.

DUE PROGETTI PER UN’UNICA VISIONE

Il progetto Biennale Sessions – dedicato alle Università, alle Accademie di Belle Arti, alle istituzioni di ricerca e formazione nel settore dell’architettura, delle arti visive o nei campi affini – assieme al programma denominato Educational rappresentano, di questo itinerario biennale, i due pilastri di un orientamento didattico dedicato fondamentalmente alla formazione dei giovani. Educare e contemporaneamente fare esperienza diretta con opere, artisti, forme creative di varia estrazione è stata la scommessa, vinta naturalmente, che la “nonna delle biennali” (e anche la più prestigiosa al mondo, vale la pena ribadirlo) ha pronosticato puntando sul futuro e su chi la storia deve farla.
La Biennale di Venezia nel corso degli ultimi anni ha dato crescente importanza all’attività formativa, sviluppando un forte impegno nelle attività cosiddette Educational verso il pubblico delle Mostre, le università, i giovani e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado”, si legge sul sito ufficiale della Biennale. Agevolazioni per studenti, visite guidate, workshop e storie simili sono alla Biennale di Venezia indice di un pensiero vincente che punta sulla didattica intesa non “a fare e comunicare numeri”, ma a informare le giovani generazioni – di ogni grado e età – sul presente, a proporre loro gli scenari attuali della creatività, a mostrare l’arte e il suo procedere nei campi “mixofili” d’oggi.

Il Liceo Artistico di Monopoli alla Biennale Educational 2015
Il Liceo Artistico di Monopoli alla Biennale Educational 2015

I NUMERI DELLA PARTECIPAZIONE

Con orgoglio, nel delineare i dati e le date della scorsa edizione, Paolo Baratta ha comunicato che, rispetto al 2013, l’incremento del 100% della partecipazione universitaria (78 università convenzionate, di cui 24 italiane e 54 straniere) è stata sintomo di partecipazione, di attività formativa voluta e sentita. Nell’ambito della Biennale Sessions sono stati ben 3.518 gli “studenti universitari provenienti da tutto il mondo” che “hanno inserito la visita alla Biennale Arte 2015 all’interno del loro percorso formativo e considerato la Biennale un luogo di approfondimento e di ricerca”. Mentre Educational ha fornito un dato pari a “55.971 (2798 gruppi) partecipanti” alle proprie attività “e ai servizi di visite guidate, con un incremento del 13% rispetto al 2013. 21.300 (+18% sul 2013) la cifra di adulti e pubblico organizzato in gruppo che ha partecipato alle visite guidate. 32 operatori educational della Biennale che hanno accompagnato i visitatori nelle due sedi di mostra”. Ciò dimostra che i due nuovi pilastri della Biennale – responsabile della Biennale Sessions | Educational e Promozione è Valentina Borsato – si reggono su solide fondamenta e offrono al pubblico dei non addetti ai lavori, ossia agli amanti dell’arte e ai curiosi che vogliono scoprire o approfondire il mondo delle arti, un momento irrinunciabile, aperto al dialogo, alla conoscenza diretta dell’opera e di un momento esclusivo, unico al mondo.

ARTISTI IN VIDEO

Quest’anno, nell’ambito delle attività educative legate alle scuole, la 57. Esposizione Internazionale d’Arte, Viva Arte Viva diretta da Christine Macel, ha dedicato un progetto speciale per Università e Accademie di Belle Arti, con importanti agevolazioni.
Didattico è, nell’ambito di questo nuovo e “ottimistico” appuntamento, Viva Arte Viva appunto, anche il progetto interattivo voluto dall’attuale curatrice che, con l’etichetta Pratiche d’artista, ha chiesto agli artisti invitati di realizzare un breve video – tutti i video sono consultabili online – “per far scoprire” al pubblico “il loro universo e il loro modo di lavorare”.

Antonello Tolve

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.