Giro di poltrone nei Musei a Vienna. Due direttori arrivano da istituzioni italiane

La prima parte del 2019 è stata molto complicata per la Vienna dei musei. Un inizio anno caratterizzato dal grande balletto dei direttori tra le maggiori istituzioni artistiche. Ecco cosa è accaduto (e cosa accadrà)

Eike Schmidt
Eike Schmidt

Come è noto ormai da tempo, il prestigioso Kunsthistorisches Museum di Vienna ha inaspettatamente deciso di cambiare direzione artistica. Infatti nel prossimo novembre si insedierà Eike Schmidt, avendo questi abbandonato, subito dopo il primo mandato, la guida della Galleria degli Uffizi di Firenze. Al tempo stesso, anche alla direzione della Kunsthalle, uno dei pilastri viennesi del contemporaneo, si è appena installato il collettivo croato WHW, riconducibile al trio femminile Ivet Ćurlin, Nataša Ilić e Sabina Sabolović. Credevamo di avere analizzato in modo adeguato le circostanze specifiche dei suddetti cambiamenti di poltrona. E invece no, poiché sono improvvisamente in atto nuovi arrivi anche in altre istituzioni viennesi. È come se un insieme di cose accadesse per un volere superiore, un quid che guida e unifica differenti situazioni ed eventi: un destino comune che per certi aspetti non è del tutto motivato. Parafrasando una espressione della pseudo-politica, si potrebbe perfino affermare che: è il milieu che ce lo chiede. Il “milieu”, ovvero il contesto storico, l’ambiente sociale, il tessuto economico, e dunque un’obbedienza morale che impone determinate scelte, manifestandosi in una imprevista rete di corrispondenze. 

LE NUOVE NOMINE

A partire dalla imminente edizione – 26/29 settembre 2019 – cambia direzione artistica anche la Vienna Contemporary, la più imponente fiera austriaca dedicata al contemporaneo. Arriverà Johanna Chromik, polacca di origine, proveniente da Berlino, ricca di varie esperienze curatoriali in musei e gallerie private, anche negli Usa. Voltando pagina, c’è anche il caso di un clamoroso ritorno sulla scena di una “lady di ferro”, Agnes Husslein-Arco, ex potente guida per un decennio del Belvedere, autentico impero artistico e territoriale con budget plurimilionario. Lei, liquidata malamente dall’incarico per questioni di “spiccioli” di cui si sarebbe personalmente approfittata, è stata poi silenziosamente riabilitata dopo il relativo risarcimento. Disoccupata per un periodo relativamente breve, è proprio lei ad avere già assunto la direzione di un nascente museo privato, fondato dalla miliardaria collezionista Heidi Horten. L’istituzione prenderà dimora in un edificio ottocentesco in area centralissima, tra il Teatro dell’Opera e il Museo Albertina. Luogo attualmente in fase di restauro e adeguamento, per la cui apertura toccherà attendere il 2022.

VIENNA ATTINGE DALL’ITALIA

Nuovo insediamento direttoriale anche al non secondario Technisches Museum con l’austriaco Peter Aufreiter, quarantaquattrenne, germanista e storico d’arte. Dal 2015 è stato direttore della urbinate Galleria Nazionale delle Marche. In precedenza aveva già ricoperto incarichi di rilievo in musei viennesi, ragione per cui si può parlare di un ritorno alle origini, che lo vedrà debuttare nella nuova funzione direttiva esattamente il primo giorno del 2020.

Franco Veremondi

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.