Paolo Giulierini nuovo direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Le prime dichiarazioni

Dopo la fortunata esperienza al MANN di Napoli, Paolo Giulierini approda alla direzione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei con le idee molto chiare: il rilancio del sito attraverso una mirata azione di marketing. Ecco i dettagli…

Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Parco Archeologico dei Campi Flegrei

“Siamo pronti, non ci fermiamo. Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei è una sfida allettante e impegnativa. Siamo qui, tutti uniti, per continuare un percorso e non perdere questa grande opportunità data al territorio”. Con queste parole cariche di entusiasmo Paolo Giulierini commenta la sua nomina a nuovo direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, arrivata dopo la fortunata esperienza alla direzione del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Gli obiettivi di questa nuova avventura? Il rilancio del Parco, attraverso una mirata azione di marketing e la promozione di interventi finalizzati a rendere i percorsi più sostenibili, accessibili e fruibili.

Paolo Giulierini
Paolo Giulierini

DAL MANN AI CAMPI FLEGREI

Archeologo di origini toscane specializzato in Etruscologia, Paolo Giulierini arriva alla direzione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei – la cui giurisdizione si estende ai comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Giugliano – afferrando il testimone passatogli da Adele Campanelli, precedente direttrice del Parco. Come direttore del MANN, Giulierini si è distinto per aver intrapreso un programma di modernizzazione e valorizzazione che ha portato l’istituzione napoletana a essere un museo sempre più all’avanguardia e all’altezza degli standard europei – ragioni per cui Artribune ha nominato il MANN miglior museo del 2017 –, nonostante la sentenza del TAR del Lazio del 25 maggio 2017 che aveva messo in discussione le nomine di alcuni dei “superdirettori” nominati da Dario Franceschini, poi però riconfermate dal Consiglio di Stato lo scorso dicembre.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Parco Archeologico dei Campi Flegrei

OBIETTIVI E COMPITI DELLA NUOVA DIREZIONE

Durante la conferenza di presentazione svoltasi presso Palazzo Migliaresi al Rione Terra, a Pozzuoli, Giulierini ha sottolineato che il suo management proseguirà sulla linea “delle azioni già intraprese, che hanno consentito all’ente di attingere ai finanziamenti da investire sull’intero patrimonio”, ma allo stesso tempo punterà sul rinnovamento delle strategie di comunicazione, attraverso il lancio di “un bando per la creazione del logo, primo elemento per lavorare alla riconoscibilità del Parco stesso. Per poi entrare nel vivo di una strategia di marketing, per far riconoscere la rete museale presente sul territorio flegreo”. Obiettivi che però potranno essere raggiunti solo attraverso la sinergia e la collaborazione di tutte le realtà del territorio, come precisa il neodirettore: “l’archeologia fa parte di un contesto vivo e aperto a tutti. Siamo già al lavoro, ed entro il 31 marzo sarà delineata una nuova offerta, tenendo conto di non lasciare indietro alcun monumento. Ma per decollare c’è bisogno dell’impegno di tutti: enti locali, associazioni, territorio. Invito tutti a proporre suggerimenti per una crescita sana e proficua. Sono convinto che non esista un primato dell’archeologia, ma un tavolo di confronto con le diverse competenze, ricchezza autentica di questa terra. La pluridisciplinarità del Parco è fondamentale per non sprecare energie e tempo”.

I PRIMI PROGETTI

Tra le prime iniziative in programma, spicca la riapertura immediata di alcuni siti, come la Città bassa di Cuma. Già annunciati il ritorno della statua di Zeus a Baia e la mostra di Talas del 2019, che si occuperà di archeologia marina nel Tirreno e dei Campi Flegrei, per mettere in luce il rapporto uomo-mare nel mondo antico. “Lavoriamo per una strategia sul lungo periodo, che potremmo presentare a giugno in occasione del ritorno al Castello di Baia della statua di Zeus, attualmente al Museo Archeologico di Napoli. È giunto il momento del decollo dell’intero Parco, mettendo a sistema storia e cultura. Questa è un’occasione da non poter perdere”, conclude Giulierini, “soprattutto per i giovani, per loro in special modo è importante impegnarsi, per creare le condizioni necessarie di messa a reddito di un patrimonio così prezioso. La vera sfida è questa”.

– Desirée Maida

www.beniculturali.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.