Fotografia una e trina

Nella seconda metà di settembre, sono tre le mostre che vedono nella fotografia il mezzo espressivo predominante. Spaziando da quel “continente marino” che è il Mediterraneo a una panoramica che percorre 28 Paesi europei, fino alla situazione dell’Italia post-sisma.

1. MEDITERRANEA

Uliveti sull’isola di Lesbo in Grecia visti da satellite. Immagine satellitare © 2019 Maxar Technologies

Prodotta dall’Agenzia Spaziale Italiana e da Telespazio, la mostra Mediterranea è curata da Viviana Panaccia. Racconta le vite e le storie – non sempre prive di dissidi – che da sempre si snodano attraverso la distesa d’acqua sulla quale l’Italia sporge come un molo. Un racconto concretizzato in immagini satellitari inedite, fotografie, video e installazioni site specific.
La visione dall’alto permette di osservare i macrofenomeni in maniera intuitiva e diretta. Permette di vedere le coste punteggiate di centri urbani affacciati sul mare, le aree portuali con il loro portato di scambi economici, sociali e culturali, ma anche le distese agricole. Permette di osservare, in un’ottica diacronica – un tempo che passa lentalmente solo in apparenza –, l’erosione dei litorali, un fenomeno naturale accelerato dall’attività umana. È l’Antropocene, con i suoi risvolti climatici e di conseguenza migratori – e anche questo si può osservare.
Una mostra dalla spiccata tensione sociale, ad alto tasso scientifico e tecnologico, ma che sfrutta anche la capacità dell’arte di raccontare – attraverso opere antiche e contemporanee – punti di vista spesso meno palesi.

2. VISIONS FROM EUROPE

Visions from Europe. Olanda Weber. Photo Marika Ramunno

Una cordata composta da Matera European Photography, Matera Diffusa, Canon Europe e Fondazione Matera Basilicata 2019 ha permesso di realizzare una panoramica straordinaria su Matera e la Basilicata. Gli scatti sono infatti firmati da 56 autori. Un numero nient’affatto casuale: si tratta di 28 docenti e 28 studenti provenienti da 28 scuole di fotografia di 28 nazioni europee. Immaginate lo sforzo organizzativo necessario per rendere possibile una tale impresa, che ha previsto anche una visita diretta dei luoghi, con soggiorni che si sono dipanati da aprile a luglio, durante i quali i fotografi hanno incontrato il pubblico e presentato la propria attività di ricerca.
Il risultato finale è una mostra – curata da Francis Kohn e Cosmo Laera – composta da circa centocinquanta fotografie, ma in realtà il corpus donato a Matera è ben più ampio e andrà ad arricchirne l’archivio, mentre è in preparazione un volume con testi, fra gli altri, di Mario Calabresi e Giovanna Calvenzi. Un mosaico di interpretazioni che restituisce tutta la ricchezza e le infinite sfaccettature della città nominata Patrimonio dell’Umanità. 

3. TERRAE MOTUS

Giuseppe Carotenuto, Paganica (L’Aquila), dicembre 2018

Un titolo che omaggia Lucio Amelio – mecenate e gallerista che, in seguito al terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia, commissionò opere a tema a grandi artisti italiani e internazionali, confluite in una collezione oggi esposta alla Reggia di Caserta – presenta la mostra Terrae Motus. Geografie e storie dell’Italia fragile. Curata da Antonio Di Giacomo nel decennale del sisma che il 6 aprile 2009 ha distrutto L’Aquila, la mostra è una tappa del progetto Lo Stato delle cose. Geografie e storie del doposisma, un “osservatorio di fotografia sociale e documentaria sull’Italia colpita dal terremoto”. Progetto nato proprio a L’Aquila e proseguito in Centro Italia a seguito delle scosse del 2016/17, con un patrimonio iconografico consistente in ben 15mila immagini.

– Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.