“Epidemie e antichi rimedi”. Il libro del Ministero della Cultura che racconta le pandemie

La Direzione Generale Archivi del MiC ha pubblicato un libro che, attraverso documenti d’epoca, racconta la storia delle epidemie. E anche nel passato venivano messi in pratica e utilizzati, anche se chiamati in modo diverso, i lockdown, le quarantene e i green pass…

Il libro sulle epidemie del Ministero
Il libro sulle epidemie del Ministero

In che modo, nei secoli scorsi, governi e popoli affrontavano l’emergenza della pandemia? Quali provvedimenti venivano messi in atto? Di quali tipi di cure e medicine si servivano i medici? Nasce come una riflessione sull’attuale emergenza sanitaria – ma anche come un approfondimento su un tema purtroppo ricorrente nella storia dell’umanità – il volume edito dal Ministero della Cultura dal titolo Epidemie e antichi rimedi tra le carte d’archivio, risultato del lavoro di ricerca collettivo svolto dagli Istituti archivistici italiani, mettendo a disposizione testimonianze cartacee che raccontano le epidemie di un tempo le cui dinamiche, per molti aspetti, non si differenziano tanto da quella attuale. 

LA STORIA DELLE EPIDEMIE NEL LIBRO DEL MINISTERO DELLA CULTURA 

Proprio come oggi, anche un tempo per contrastare il dilagare dei contagi le pubbliche autorità imponevano la quarantena, il distanziamento sociale e anche le chiusure forzate. Il testo quindi raccoglie documenti come divieti di circolazione, le relazioni ufficiali sulla salute pubblica (quello che oggi chiamiamo “bollettino”), le patenti di sanità per le navi (una sorta di green pass ante litteram), documenti redatti dai notai ai moribondi, incisioni raffiguranti santi protettori come Sant’Eustachio invocati per guarire le infezioni. A questi documenti si aggiungono anche carte recanti cure e rimedi, oltre a locandine per promuovere la vaccinazione e i proclami di fine epidemia. 

IL VOLUME “EPIDEMIE E ANTICHI RIMEDI TRA LE CARTE D’ARCHIVIO” 

Il libro racconta la storia di diverse epidemie, come peste, colera e vaiolo, fino alle più “recenti” influenza spagnola del XX secolo e gli ultimi casi di peste bubbonica alla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Epidemie e pandemie hanno sempre interessato la storia dell’umanità, e la risposta delle comunità colpite, in ogni occasione, è stata declinata secondo la terna quarantena, distanziamento sociale, chiusure forzate”, scrive il Ministro Dario Franceschini nell’introduzione del volume. “Gli Archivi di Stato conservano una mole impressionante di documenti al riguardo, dall’età moderna, con la lotta alla diffusione del vaiolo, della malaria e della peste, fino ai primi anni Sessanta, con le campagne vaccinali per debellare la poliomielite. Lo sguardo lungo che ci consente lo studio di questo materiale, che va dalle disposizioni delle autorità per il contenimento del contagio alle progettazioni dei lazzaretti fino ai proclami di fine pandemia, getta una nuova luce su ciò che sta accadendo in questo ultimo anno e ci fa comprendere quanto la memoria del passato sia fondamentale per trovare le giuste risposte nel presente e per programmare il futuro con maggiore consapevolezza”. La copertina del libro riproduce una stampa seicentesca che rappresenta un “medico della peste”, con il tipico dispositivo protettivo a forma di becco, utilizzato per contenere essenze aromatiche che, si pensava, potessero fare da filtro e proteggere da virus e batteri. 

– Desirée Maida  

https://cultura.gov.it/ 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.