In mostra al Castello Sforzesco di Milano le prime edizioni a stampa della Commedia di Dante

Fino al 30 aprile il Castello Sforzesco ospita un’esposizione dedicata alla tradizione manoscritta e a stampa dell’opera dantesca, con alcune opere rarissime: dalla prima edizione licenziata a Foligno nel 1472 all’incunabolo stampato a Napoli nel 1478.

Le prime edizioni a stampa della Divina Commedia di Dante Alighieri

Si intitola 1472. L’arte tipografica incontra la Commedia la mostra appena inaugurata al Castello Sforzesco di Milano che presenta al pubblico le prime edizioni a stampa della Divina Commedia di Dante Alighieri. Allestita nella Sala del Tesoro, l’esposizione racconta gli aspetti relativi alla tradizione manoscritta e a stampa della Commedia, soffermandosi in particolare su scelte di impaginazione e modelli testuali adottatati dai tipografi-editori per la realizzazione degli esemplari in mostra. L’esposizione è curata da Isabella Fiorentini e Loredana Minenna e prodotta dall’Archivio Storico Civico e dalla Biblioteca Trivulziana; quest’ultima custodisce al suo interno l’intera produzione quattrocentesca a stampa della Divina Commedia, dalla prima edizione licenziata a Foligno l’11 aprile 1472 all’edizione veneziana dell’11 ottobre 1497, oltre al rarissimo incunabolo stampato a Napoli da Francesco del Tuppo nel 1478, di cui sono noti nel mondo solo tre esemplari. In occasione di 1472. L’arte tipografica incontra la Commedia, nella Sala del Tesoro è stata realizzata una scenografia che rappresenta l’inizio delle tre cantiche della Commedia, utilizzando le tavole di due tra le principali edizioni illustrate dell’opera dantesca pubblicate nel Quattrocento.

– Desirée Maida

 Milano // fino al 30 aprile 2022
L’arte tipografica incontra la Commedia
Castello Sforzesco
Piazza Castello

www.milanocastello.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.