Un’azienda di Bergamo incentiva i dipendenti a leggere. E il fatturato sale

Su iniziativa dell’amministratore delegato dell’azienda Vanoncini Edilizia Sostenibileè stato fondato un Book Club: i dipendenti possono scegliere tra una lista di libri o proporne di propri, presentandoli e condividendoli con i colleghi in cambio di un incentivo direttamente nella busta paga. Ecco l’iniziativa dell’azienda bergamasca

Libri ph Elisa Calvet
Libri ph Elisa Calvet

“La cultura è di tutti”: non è solamente una frase fatta, e una azienda del bergamasco lo sta dimostrando da oltre un anno. Al centro della vicenda c’è la Vanoncini Edilizia Sostenibile, che dal 2020 – in pieno lockdown, in un momento drammatico, soprattutto per Bergamo – ha lanciato un’iniziativa culturale rivolta ai propri dipendenti. Si tratta di un Club del Libro in pieno stile (o Book Club), un’attività collettiva pensata non in termini di dopo-lavoro, bensì che avviene durante le ore lavorative. Con adeguata retribuzione extra. “Io credo fortemente nel valore della cultura e della formazione: sono il primo che si impegna a leggere e studiare”, così parla Danilo Dadda, 52enne, Amministratore delegato di Vanoncini. “So però che, alle volte, la stanchezza o, forse, un pochino di pigrizia allontanano le persone dalla lettura, così ho pensato di incentivare i miei collaboratori a leggere e creato due occasioni al mese in cui possono presentare o partecipare alla presentazione di un libro. L’adesione che ho ottenuto è stata completa e anche più entusiastica di quanto mi potessi aspettare”.

IL BOOK CLUB DI VANONCINI: QUALI SONO LE REGOLE

Il “Club dei muratori” – così ormai è stato rinominato in via informale – è un gruppo aperto a tutti i dipendenti, ma l’adesione non è obbligatoria. Il collaboratore può scegliere un libro a piacere, dai romanzi di Dostoevskij e Dumas, ai manuali di automiglioramento, fino ai saggi. Una volta che lo ha letto, prepara una scheda di presentazione e si propone alla dirigenza per presentarlo ai colleghi durante le due riunioni mensili che vengono fatte. Ma che cosa ottiene in cambio? A ogni presentazione gli viene riconosciuto un buono d’acquisto di 100 euro, che raddoppia e triplica alla seconda e terza presentazione, e cresce ulteriormente se il libro che viene presentato è in inglese. “Abbiamo fornito un primo elenco di 60 libri ai quali i nostri collaboratori possono attingere, ma nulla osta che ognuno scelga in autonomia il testo da leggere e proporre”, prosegue Dadda. “Il risultato che abbiamo ottenuto in appena un paio di mesi sono persone felici di dedicare parte del proprio tempo alla lettura e ancor più felici di condividere le loro ‘scoperte’ letterarie con i colleghi”.

IL BOOK CLUB DI VANONCINI: INVESTIRE SULLA CULTURA

Un’iniziativa non totalmente nuova per Vanoncini Spa, che da sempre crede fortemente e investe sulla formazione. Tanto da aver lanciato il progetto “Academy”, attraverso il quale organizza seminari e convegni su diversi temi dell’edilizia, spesso in collaborazione con il Politecnico di Milano. Ma in questo caso, il Book Club vira totalmente dal settore in cui è coinvolta l’azienda, focalizzandosi sul senso di coesione, di condivisione delle idee, del piacere della scoperta e della valorizzazione delle potenzialità personali e intellettuali dei suoi dipendenti. E i numeri? Vengono di conseguenza, dato che la Vanini ha chiuso il 2020 – un anno non certo favorevole per la crescita economica – con un fatturato di 28 milioni di euro, ovvero il 10% in più rispetto all’anno precedente. Si potrebbe definire un “effetto team building” ma con un riscontro sulla persona ben più a lungo termine. Nonché, dati alla mano, un esempio da seguire.

– Giulia Ronchi

https://www.vanoncini.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.