Ci vediamo all’uscita, effetto nostalgia. Il secondo romanzo di ITrentenni

Gli anni 90, il liceo, le feste, gli amici. Dagli 883 a Sister Act la cultura pop si fa strada tra un gruppo di amici e un segreto inimmaginabile. “Ci vediamo all’uscita” è il secondo romanzo di Silvia Rossi, Stefania Rubino e Ilaria Sirena, meglio conosciute per il fortunato progetto web “ITrentenni” creato nel 2013.

ITrentenni 2
ITrentenni 2

Stessa storia, stesso posto, stesso bar”. Ricordate? Erano precisamente gli anni ’90, gli anni delle immense compagnie. E sono gli anni che vengono rievocati e anche celebrati in Ci vediamo all’uscita, secondo romanzo – dopo Hai detto trenta? – di Silvia Rossi, Stefania Rubino e Ilenia Sirena, meglio conosciute sul web come ITrentenni. Il libro, edito da Sperling & Kupfer, racconta le vicende di un gruppo amici adolescenti vicini al grande salto, vicino all’età adulta. Il romanzo si apre come una commedia americana anni ’90, con un funerale. I protagonisti di Ci vediamo all’uscita si trovano di fronte a un lutto e a un segreto che farà fare loro un salto indietro nel tempo in cui a ogni ricordo corrisponde un indizio. Silvia, Stefania e Ilaria (per chi le segue già sui social, è impossibile non ritenerle di “famiglia”) in Ci vediamo all’uscita affrontano la vita intima, le paure e le speranze di una generazione sull’onda del boom degli anni ’80, la nostra generazione che in fondo ha qualche somiglianza con l’oggi. Ci vediamo all’uscita è un libro leggero, divertente, nostalgico, che può richiamare alla memoria di alcuni svariati ricordi degli anni in cui tutto era possibile, e per altri può essere una combinazione perfetta per conoscere la cultura di un decennio assolutamente fondamentale.

Prima di tutto, come si scrive un libro a sei mani?
Silvia Rossi: In realtà le mani sono quattro e le teste tre! Io e Stefania scriviamo e Ilaria è la nostra cartina tornasole, se si emoziona lei nel leggere abbiamo fatto centro! La nostra è una grande fortuna, il feeling che c’è tra me e Stefania in termini di scrittura è un grande vantaggio. Ilaria è per noi anche fonte inesauribile di ricordi, vicende e sensazioni.

In ‘Ci vediamo all’uscita’ c’è tutta la cultura pop degli anni ‘90. Lo possiamo definire un romanzo di formazione?
SR: Siiiiiii, ti rispondo “gridando” perché è uno degli obiettivi che c’eravamo prefissate. Raccontare il più possibile della cultura pop degli Anni ’90, per fare emozionare chi li ha vissuti facendo esclamare “noooo, che figata me lo ricordo” e per “formare” chi li ha sfiorati. È un romanzo di formazione anche perché i 5 personaggi, ognuno a modo suo, nella storia si trova a fare i conti con la domanda “cosa voglio fare da grande?” e soprattutto “chi voglio essere?” e all’età di 18 anni non sempre è tutto chiaro.

L’anno ‘incriminato’ nel vostro romanzo è il 1997/1998… Poco tempo prima, nel 1994, Enrico Brizzi usciva in libreria con ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’. Questo romanzo ha a che vedere con vostro libro?
SR: Abbiamo citato Jack Frusciante più volte nel romanzo! Una protagonista, Benedetta, è molto legata a quella storia e a uno dei personaggi principali, ma non possiamo svelare il perché …

In ‘Ci vediamo all’uscita’ ci sono tutti quei riferimenti musicali, cinematografici, anche legati alla moda, che fotografano quel tempo, quella generazione di adolescenti ma anche di genitori. Un po’ quello che avviene con Skam oggi. Ebbene, se il vostro romanzo diventasse una serie tv chi vorreste nei panni di Benedetta e chi in quelli di Marco?
SR: Che bella Skam! Considera che durante la scrittura mi è stata di grande ispirazione e dicevo a Ilaria e Stefania di guardarla che tanto dei nostri personaggi lo si poteva ritrovare in quelli di Skam. Alla fine, se ci pensiamo bene, le tematiche e problematiche non sono cosi differenti dagli Anni ’90. È solo cambiato il modo in cui le si può affrontare, quello che era tabu all’epoca, in parte, non lo è più oggi. Se dovessi pensare a un’attrice perfetta per interpretare Benedetta, ti direi Matilda De Angelis. È tra le più talentuose del panorama cinematografico e come “attitude” sarebbe giustissima per interpretare il carattere deciso, libero e allo stesso tempo fragile di Benedetta. Nel ruolo di Marco vedrei benissimo – a proposito di Skam – Rocco Fasano oppure Andrea Arcangeli… anzi Andrea è più Stefano.

Cosa portereste degli anni ‘90 nel 2020?
Silvia: Le musicassette, l’ebrezza di andare a sentire il nuovo singolo del tuo cantante preferito nei negozi di dischi, e quel senso meraviglioso di avere la certezza di poter conquistare il mondo.
Ilaria: la spensieratezza e i Natali.
Stefania: L’attesa del suono della campanella della ricreazione.

Una diapositiva sui vostri anni ’90: un libro, un film, una canzone?
Silvia: Jack frusciante è uscito dal gruppo, Trainspotting/Will Hunting, Don’t look back in anger/Smell like teen spirit.
Ilaria: Va dove ti porta il cuore/Il GGG, Pomodori verdi fritti, Dirty Dancing (anche se è del 89), Gli Anni.
Stefania: Io speriamo che me la cavo, Ghost, Come saprei di Giorgia.

Lasciandoci alle spalle gli anni ’90, quale futuro immaginate per ITrentenni?
Silvia: Per forza di rinascita.
Ilaria: Un futuro di rivalsa e conquista.
Stefania: Consapevole, lucido, non illusorio come il nostro.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.