Un tè per finta: il libro illustrato che va letto aspettando il festival BookCity a Milano 

Si intitola Un tè per finta ed è il nuovo albo illustrato di Claudia e Alberto Bordin: un progetto creato a quattro mani da due fratelli, che vi aspettano a BookCity Milano dal 23 al 29 novembre 2026 con un evento dedicato alle famiglie

Quando le giornate si accorciano e BookCity Milano si avvicina, viene ancora più voglia di sedersi in poltrona a leggere un bel libro. Tra le novità sullo scaffale c’è un albo illustrato che sembra fatto apposta per essere sfogliato davanti a una tazza di tè fumante. Si intitola Un tè per finta ed è stato creato a quattro mani da due fratelli – Claudia e Alberto Bordin, rispettivamente illustratrice e scrittore – alla loro prima collaborazione editoriale davvero complementare. Testi e disegni si spalleggiano gli uni con gli altri, dando vita a un’opera capace di parlare a pubblici di tutte le età. Dolce e riflessiva. Come una tazza di tè a cui è stata appena aggiunta una zolletta di zucchero, che invita a meditare su temi profondi osservandola mentre si scioglie sul fondo. È un racconto che parla di fantasia, ma anche di solitudine, avvicinandosi in punta di piedi al tema – attualissimo – dell’isolamento in cui rischiano di trovarsi i più fragili. In attesa di poter incontrare gli autori dal vivo a Milano, in occasione di BookCity, quando saranno ospiti della Libreria ElDodo a due passi dalla Fondazione Prada, vi anticipiamo qualcosa di più su questo nuovo libro.

Claudia e Alberto Bordin da piccoli
Claudia e Alberto Bordin da piccoli

Gli autori di Un tè per finta: Claudia e Alberto Bordin al festival BookCity

“Siamo fratelli e siamo cresciuti entrambi circondati da stimoli artistici, anche se poi abbiamo intrapreso percorsi differenti”. Alberto ha studiato cinema ed è diventato sceneggiatore e scrittore; Claudia ha scelto invece l’illustrazione. “Con questo libro abbiamo avuto finalmente l’occasione di far incontrare queste due strade”. Sono queste le premesse di Un tè per finta, frutto di un intreccio non scontato tra sensibilità e riferimenti diversi, che trova però un equilibrio naturale. Trama, illustrazioni e tema di fondo funzionano per adulti e bambini. Ci sono i desideri dell’infanzia, i pensieri, le convinzioni che guidano il quotidiano. E non manca un messaggio capace di toccare anche le corde di un pubblico più maturo. “Perché l’arte è vera sempre: parla al bambino che diventa grande e al grande che torna bambino”, commenta Alberto a proposito del loro lavoro.

Un tè per finta di Claudia e Alberto Bordin: la genesi del racconto

La trama è apparentemente semplice, ma tutt’altro che scontata. Il protagonista è Mimmi, un amico immaginario che, al termine di anni di studio e preparazione, è finalmente pronto a cimentarsi nel suo primo incarico. Tuttavia, invece di essere assegnato a un bambino, come si aspettava, si ritrova alle prese con una vecchia signora di nome Baba, che odia la compagnia. E ovviamente non gradisce la sua presenza. Tenta di liberarsene in ogni modo, ma i suoi sforzi servono a poco. “Per il personaggio di Baba”, racconta Claudia, “volevo rappresentare una signora che, al primo sguardo, per stazza ed espressività, potesse incutere un certo timore senza però apparire cattiva. Mi hanno sempre affascinato quei personaggi solitari, un po’ burberi, con passioni assurde che coltivano però con una tale meticolosità e cura da lasciar intuire, inevitabilmente, un’anima profonda e artistica. Per questo Baba ha la fissazione di scolpire e dipingere uccelli di legno, al punto che il soffitto della sua casa ne è completamente ricoperto”. Il racconto nasce quasi per caso: una telefonata tra fratelli che prosegue ben oltre, trasformandosi in un vero progetto editoriale a quattro mani. Non è la primissima collaborazione tra i due, ma è certo quella che, fino a ora, ha saputo funzionare meglio. “L’idea di un piccolo amico immaginario alle prese con il suo primo incarico nasce circa cinque anni fa. Mi piaceva l’idea di trasformare quella dell’amico immaginario in una vera e propria professione, che richiedesse preparazione e molta esperienza sul campo. Di cosa dovesse parlare davvero questa storia, però, non era ancora chiaro. Finché un giorno, durante una delle tante telefonate tra fratelli, è arrivato l’ingrediente giusto: un amico immaginario che si presenta alla porta di un’anziana signora. Magari una strega. Da qui nasce il nome di Baba, anche se in seguito abbiamo abbandonato l’immagine della strega, conservandola soltanto come suggestione per accentuare il carattere di un personaggio solitario, segregato sulla collina di un paese che ormai non la considera più e dal quale lei stessa si tiene alla larga. Quando poi, cercando di svilupparla, mi sono accorta che la condizione di Baba non era altro che un riflesso delle mie paure, ho iniziato ad affezionarmi profondamente ai personaggi e a capire con chiarezza dove questa storia dovesse arrivare. È stato poi Alberto a darle la struttura e il ritmo necessari, costruendo la spina dorsale che le permettesse di stare in piedi”.

Un tè per finta, copertina del libro
Un tè per finta, copertina del libro

Un tè per finta: un libro illustrato per tutte le età

Cogliendo gli opportuni riferimenti e accostandoli al contemporaneo, emergono i due livelli di lettura di questa storia solo in apparenza per bambini. Il racconto di fantasia, poi il pensiero. Anzi, i pensieri: c’è la presa di coscienza di come la solitudine degli anziani sia un tema caldo, da affrontare con delicatezza anche nella vita di tutti i giorni. E c’è il desiderio di mettere in evidenza come l’immaginazione dei bambini meriti di essere presa sul serio.
“Non un semplice fare finta. Immaginare insieme a loro significa compiere un atto di fiducia: accettare di guardare il mondo attraverso i loro occhi”. È dunque una storia che mostra il bisogno umano di relazionarsi con l’altro. Un susseguirsi di occasioni di relazione fino all’ultima pagina. “Forse il messaggio si può sintetizzare così: tutti cerchiamo compagnia e tutti possiamo essere incredibili compagni”. Testo e immagini dialogano continuamente. La storia nasce tanto a parole quanto attraverso le illustrazioni: moltissima è la cura nello scegliere cosa affidare all’una o all’altra componente. “L’una deve avere bisogno dell’altra perché il racconto possa dirsi davvero completo”. Ad esempio, una parte del misterioso passato di Baba può essere ricostruita osservando gli oggetti presenti nella sua casa. Sono informazioni che il testo non esplicita e che il lettore può scoprire soffermandosi sulle tavole. Da questa idea nascono anche i “3 segreti” che si trovano alla fine del libro: tre piccole attività ludiche che invitano il lettore a tornare indietro, scorrere di nuovo le pagine e osservare le immagini con occhi nuovi e più attenti.

Partenza di Mimmi, Casa di Baba, tratta da Un tè per finta
Partenza di Mimmi, Casa di Baba, tratta da Un tè per finta

Un tè per finta a BookCity Milano: l’incontro alla Libreria ElDodo

Il 29 novembre, durante i giorni di BookCity Milano, la Libreria ElDodo ospiterà gli autori con un’iniziativa interattiva per famiglie, con tanto di laboratorio rivolto ai bambini. Un’occasione per conoscere quello che c’è dietro alle pagine scritte e illustrate, ma anche un modo per avvicinare i più piccoli al mondo della lettura e delle immagini. Il libro nasce infatti anche da diversi anni di esperienza nell’insegnamento, che portano entrambi gli autori a lavorare con consapevolezza nel creare qualcosa che, tra i molteplici livelli di fruizione, contenga anche una preziosa componente educativa.
“Alberto è un incredibile cantastorie. In parte è un talento che ha sempre avuto, in parte si è affinato diventando padre. In libreria farà una lettura recitata. Accoglierà i bambini vestito da professore di Agapia (il mondo immaginario del racconto) e sarà accompagnato dallo stesso Mimmi, che naturalmente i bambini non potranno vedere, dal momento che è un amico immaginario. Seguirà poi un laboratorio dedicato alla creazione dell’amico immaginario che ciascuno vorrebbe ‘ricevere’ a casa”.

Emma Sedini

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Emma Sedini

Emma Sedini

Etrusca e milanese d'origine in parti uguali, vive e lavora tra Milano e Perugia. Dopo la Laurea Magistrale in Economica and Management for Arts, Culture, Media and Communication all'università Luigi Bocconi di Milano e un corso professionale in Digital Marketing…

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