È un mistero vivente, è un maestro della satira, è imprendibile, provocatorio; è un’ombra che lascia dietro di sé immagini iconiche e di denuncia sui muri. Banksy è il simbolo dell’arte allo stato urbano, e ora è anche il protagonista di un fumetto

Se tutto quello che sappiamo di Banksy è stato lui stesso a raccontarcelo, come possiamo considerarle informazioni attendibili, avendo a che fare con qualcuno che si è sempre adoperato per conservare l’anonimato e tenere segreta la propria identità?”. È questa la domanda che Francesco Matteuzzi si pone (e pone al lettore) in segno di provocazione, all’interno del nuovo fumetto dedicato al misterioso street artist inglese. Un fumetto pionieristico (dato che è il primo interamente dedicato al genio di Bristol) e per certi versi coraggioso, perché fonda la sua trama su un dato di fatto inconfutabile: Banksy è una figura che vive nel dubbio, un’ombra che lascia dietro di sé immagini iconiche e di denuncia sui muri; in relazione a questa verità, decidere di raccontarne la vita è un’impresa non da poco: come offrire informazioni su qualcuno che ha fatto dell’anonimato l’elemento portante della sua biografia?

Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)
Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)

LA STREET ART DI BANKSY A FUMETTI

Realizzato in collaborazione con il fumettista Marco Maraggi, e portato sugli scaffali dalla casa editrice Centauria, il graphic novel – dal titolo Il suo nome è Banksy – è un vero e proprio viaggio nelle opere e nel mondo che c’è dietro la produzione dello street artist: dagli inizi per le strade della sua città natale fino ai capolavori più recenti, passando per le aste milionarie e le provocazioni ormai note anche a chi di arte non è necessariamente un esperto.
A guidarci in questa “escursione” sono due ragazzi appassionati di street art, che coltivano il sogno di incontrare il loro idolo. Telefonino alla mano, i due protagonisti decidono di realizzare un reportage ripercorrendo i passi dell’artista, raccontando, di volta in volta, il senso delle sue opere ed evocando gli eventi storici che le hanno ispirate. Si passa così dalle proteste di Seattle del 1999 (alla base del murale che raffigura il celebre lanciatore di fiori) alla guerra in Afghanistan (durante la quale, a Londra, Banksy ripropose una famosa scena di Pulp Fiction sostituendo le pistole di John Travolta e Samuel L. Jackson con delle banane).

Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)
Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)

BANKSY FENOMENO DELL’ARTE CONTEMPORANEA

I murales che appaiono nella notte nelle strade di Londra o sul muro di Gaza, le mostre tenute segrete fino all’ultimo momento, le serigrafie, le installazioni di street art: per portare il ragionamento all’estremo, siamo sicuri che ‘opere’ sia il termine più corretto per definire tutto questo?”, si domanda ancora Matteuzzi. “Il mio punto di vista farà probabilmente scrollare il capo a qualche intenditore o critico d’arte, ma sono convinto che definirle così sia troppo semplice. Sono frammenti del mito: prove fisiche dell’esistenza di un’entità artistica eccezionale e inafferrabile”.

Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)
Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy (Centauria, Milano 2022)

LE PAOLE DI FRANCESCO MATTEUZZI

Cercare di scoprire chi è Banksy significa mettersi nei panni di un detective costretto a basare la propria indagine solo sugli indizi fornitigli dalla persona che deve rintracciare. Una causa persa”, continua l’autore e sceneggiatore del libro.
Quando, il 12 luglio del 2008, il ‘Mail on Sunday’ pubblicò l’inchiesta che dichiarava di svelare l’identità del misterioso graffitaro di Bristol, con tanto di fotografia, ci si sarebbe potuti aspettare qualche conseguenza; la rivelazione sembrava talmente clamorosa da rappresentare la fine di un’epoca. Ma non successe praticamente nulla: il portavoce di Banksy si limitò a dichiarare che le conclusioni raggiunte dal giornale non erano corrette e la cosa finì lì. Perché in realtà a nessuno interessa saperlo davvero, chi è Banksy. Qualche giornalista in cerca di scoop potrebbe comprensibilmente trovare conveniente cercare di individuare la persona dietro allo pseudonimo, ma la gente comune, quella che ama Banksy e le sue opere, preferisce che le cose stiano come stanno. Credo che il punto sia proprio questo: i misteri sono belli e affascinanti solo fino a quando non li si risolve, dopodiché́ diventano solo un banale dato di fatto. E la figura di Banksy vive immersa in questo concetto: la sua sfuggevolezza, l’ironia di esserci senza esserci davvero (o forse il contrario), è uno degli elementi che lo rendono grande”.

Alex Urso

Francesco Matteuzzi & Marco Maraggi – Il suo nome è Banksy
Centauria, Milano 2022
Pagg. 128, € 14
ISBN 9788869214745
https://www.centauria.it/

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.