Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo diventa graphic novel. La mostra a Napoli

Gli artisti Piero Golia, Marco Pio Mucci e Matteo Pomati hanno riadattato e reinterpretato, sotto forma di graphic novel, la celebre commedia che vede protagonisti il “sindaco” e il “dottore”. Le tavole della storia saranno in mostra a Napoli, alla Fondazione Eduardo De Filippo

Il sindaco del rione Sanità, Marco Pio Mucci
Il sindaco del rione Sanità, Marco Pio Mucci

“È una commedia simbolica, non realistica. Parte da un personaggio vivo e vero, che affonda le proprie radici nella realtà, ma poi si sgancia da essa, si divinizza, si sublimizza. Per dare una precisa indicazione alla giustizia. Non bastano le leggi a fare giustizia, ci vuole buona fede, e questa buona fede sarà assente fino a che l’uomo avrà una concezione egoistica e materialistica; finché, cioè, per raggiungere potenza e benessere personali, l’uomo si servirà delle armi della corruzione, dell’inganno e della slealtà”.Con queste parole l’attore, drammaturgo e scrittore Eduardo De Filippo (Napoli, 1900 – Roma, 1984) raccontava una delle sue opere teatrali più celebri, Il sindaco del rione Sanità(1960), commedia in tre anni che racconta la storia – ispirata alla realtà – di Don Antonio Barracano (interpretato dallo stesso De Filippo), conosciuto a Napoli come “il sindaco del rione Sanità”, figura malavitosa che, a suo modo e con una peculiare forma mentis, vuole portare giustizia presso tutti coloro che lo interpellano per un aiuto o un contenzioso da risolvere, fiancheggiato dal suo fidato braccio destro/assistente, il dottor Fabio Della Ragione. Una commedia, quella di Eduardo De Filippo, in cui i confini tra legale e illegale, giusto e sbagliato sono labili e a volte confusi, o rivisitati in una singolare e contraddittoria “etica”. Nonostante siano passati sessant’anni dalla sua prima rappresentazione, Il sindaco del rione Sanità per i suoi temi sempre attuali continua a ispirare cineasti – è il caso dell’adattamento in chiave contemporanea del regista Mario Martone – e anche artisti: il prossimo 26 settembre a Palazzo Scarpetta a Napoli verrà inaugurata la mostra Il sindaco del rione Sanità, progetto espositivo inedito che riunisce i lavori degli artisti Piero Golia, Marco Pio Mucci e Matteo Pomati.

Il sindaco del rione Sanità, Matteo Pomati
Il sindaco del rione Sanità, Matteo Pomati

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ. LA MOSTRA A NAPOLI 

Promossa dalla Fondazione Eduardo De Filippo e il suo presidente Tommaso De Filippo, e curata da Francesco Tenaglia, la mostra presenta 26 tavole disegnate in cui viene riadattata e reinterpretata, sotto forma di graphic novel in progress, la commedia di Eduardo De Filippo. Le opere in mostra fanno parte di un progetto iniziato nel 2019 da Marco Pio Mucci e Matteo Pomati (Un maire en BD. Il Sindaco del Rione Sanità, 2019) nell’ambito di una residenza all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi; sul lavoro dei due artisti, in un secondo momento, è poi intervenuto Piero Golia. Abbiamo intervistato Marco Pio Mucci e Matteo Pomati per farci raccontare quando e in che modo si è sviluppato il progetto, e come mai abbiano deciso, nella graphic novel, di dare ai personaggi del “sindaco” e del “dottore” le loro sembianze. Ecco cosa ci hanno risposto. 

Come nasce l’interesse nei confronti dell’opera di Eduardo De Filippo e in che modo essa ancora oggi continua a essere attuale e oggetto di progetti artistici?

Matteo Pomati: l’interesse per me è nato per merito di un invito — all’ultimo secondo, anni fa — ad uno spettacolo basato sulla commedia “De Pretore Vincenzo” di Eduardo allo Strehler di Milano. La trovai incredibilmente stratificata: attua un livello complesso di non-giudizio dei personaggi e delle vicende. Poi — a metà 2018 — Marco ed io iniziammo a congetturare la possibilità di dedicare un numero speciale della nostra iniziativa editoriale SGOMENTO a un’opera di De Filippo. Optammo per Il Sindaco del Rione Sanità, che contiene temi non facili come la contraddizione tra morale formale e la particolarità, la coloritura delle singole vicende umane. Eduardo si sforza di porsi in tutto ciò in una posizione di “testimone”.

Marco Pio Mucci: seguo Eduardo da sempre. Da piccolo guardavo tutte le sue commedie e sognavo i personaggi, da Vincenzo De Pretore a Tommaso d’Amalfi. Oggi ho una consapevolezza diversa: mi avvicino a Eduardo in nuovi modi. È una persona che ha dedicato il suo tempo su questa terra al teatro, a inventare personaggi e storie, a progettare spettacoli en plein air a Napoli. Sento anche un senso di responsabilità: un artista campano deve studiare un intellettuale della levatura di Eduardo.

Il sindaco del rione Sanità, immagine del sindaco - Matteo Pomati
Il sindaco del rione Sanità, immagine del sindaco – Matteo Pomati

Come è nata la vostra collaborazione per questo progetto? 

Marco Pio Mucci: con Matteo ci siamo conosciuti durante gli studi a Brera: condividevamo interessi in un confronto da cui è nato SGOMENTO, la nostra collaborazione editoriale. Abbiamo conosciuto Tommaso De Filippo — il nipote di Eduardo — dalle parti della Torre Velasca, e ci siamo trovati a bere insieme al Bar Basso. La collaborazione nasce lì: ci ha dato carta bianca per la realizzazione di un lavoro su Eduardo. Il Sindaco del RioneSanitàcoronava il mio desiderio d’infanzia di lavorare su Eduardo.

Matteo Pomati: poi, a ottobre 2019, siamo stati in residenza all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (tra l’altro: De Pretore Vincenzo, opera che mi ha introdotto all’opera eduardiana, fu tradotta da poemetto a commedia proprio a Parigi!) e abbiamo avuto modo di concretizzazione l’idea, realizzando i primi disegni. 

Nella graphic novel vi ritraete nei panni dei personaggi della commedia. Da dove parte e come avviene questo processo di immedesimazione?

Matteo Pomati: entrambi abbiamo sentito istintivamente il bisogno di non conformarci sommessamente a un racconto convenzionale: volevamo evitare di ritrarre i personaggi con i volti degli attori che li hanno interpretati nelle messe in scena teatrali e televisive, e allo stesso tempo, la forzatura di renderlo “contemporaneo”. Nella nostra interpretazione la storia è ancora ambientata, come nell’originale, negli anni Sessanta. Quindi io incarno il “Dottore” (o “Professore”), Marco il “Sindaco”. Due figure con visioni divergenti su molti temi, ma entrambe ugualmente tese nello sforzo di portare a compimento un comune fine.

Marco Pio Mucci: un’esperienza emozionante! Abbiamo scelto i ruoli secondo le fisicità e le provenienze. Lavorando con l’autoritratto ho provato a prestarmi all’opera, ad interpretare le idee eduardiane. Questa commedia ha ispirato anche Il Padrinodi Francis Ford Coppola, calarsi nel ruolo di un gangster è stata un’esperienza eccitante! Come punti di riferimento, ho certamente pensato molto ai travestimenti di Luigi Ontani e alle performance teatrali di Lucio Amelio.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.