Tanino Liberatore, il “Michelangelo del fumetto” in mostra a Pescara

Nome di culto del fumetto italiano, Tanino Liberatore è protagonista di una rassegna espositiva negli spazi del CLAP, il nuovo museo di Pescara dedicato alla nona arte

Tutto partì da Frank Zappa, che negli anni Ottanta ebbe modo di sfogliare qualche pagina della rivista Frigidaire. Al cospetto dei disegni di Tanino Liberatore, colonna dello storico mensile insieme ai compagni di sempre Andrea Pazienza e Massimo Mattioli, il baffuto cantautore americano coniò quello che sarebbe stato negli anni a seguire l’appellativo più impiegato per descrivere la produzione dell’istrionico autore pescarese: “il Michelangelo del fumetto”.  “La storia è andata così”, raccontava lo stesso Liberatore in un’intervista rilasciata qualche anno fa: “nel 1982 Zappa era in tour in Italia, e alla fine del concerto di Roma incontrò un’aspirante groupie che era riuscita a intrufolarsi nei camerini. Per giustificare la sua presenza nel backstage, la tizia si inventò che era giornalista per una rivista chiamata ‘Frigidaire’. Quando ne porse una copia a Zappa quello la aprì, beccò una puntata di ‘Ranxerox’, mandò a farsi fottere la groupie e si tenne il giornale. ‘Ranxerox’ gli era piaciuto talmente tanto che volle conoscerne gli autori. Così io e Stefano Tamburini andammo a trovarlo in albergo, in via Veneto. Era un tipo simpatico, e alla fine mi propose di prendere spunto dalle sue vicende durante il tour italiano per la copertina del suo disco successivo”.

IL FUMETTO EROTICO DI TANINO LIBERATORE

Che piaccia o meno, che risulti eccessivamente pomposa o addirittura fuori luogo, questa frase – “il Michelangelo del fumetto” – ha accompagnato negli anni Liberatore come un sottotitolo che sintetizzasse al meglio le abilità tecniche del fumettista.
Vero è che pochi si sono cimentati in maniera così testarda nella rappresentazione del corpo come ha fatto Liberatore. Il suo è stato un lunghissimo e prolifico dialogo con la fisicità; una celebrazione dell’eros impetuosa e trasgressiva, goliardica e “imparziale” – vista l’attenzione equamente rivolta ai corpi di uomini e donne. “Disegnare corpi maschili e femminili è ugualmente interessante. Ma con i corpi femminili c’è anche un rapporto di desiderio. Le donne che disegno sono quasi sempre quelle che vorrei”.

Di corpi e frammenti © Tanino Liberatore

Di corpi e frammenti © Tanino Liberatore

LA PERSONALE DI TANINO LIBERATORE A PESCARA

E proprio le donne sono protagoniste della nuova mostra di Tanino Liberatore da qualche settimana aperta a Pescara. Si intitola Di corpi e frammenti, e segna l’inaugurazione di un nuovo spazio espositivo interamente dedicato al fumetto e alle maggiori firme di questa disciplina. Stiamo parlando del CLAP – polo museale su quattro livelli voluto dalla Fondazione Pescarabruzzo e situato nel cuore del capoluogo adriatico.
Visitabile fino al prossimo 26 marzo, la rassegna (realizzata in collaborazione con il Comicon di Napoli) è un’occasione importante per più di una ragione. Innanzitutto dal punto di vista biografico e personale, perché segna il ritorno dell’artista nella terra che ne ha ospitato gli esordi.
Nato in provincia di Chieti nel 1953 (e da anni di base a Parigi), Liberatore compie gli studi di liceo proprio a Pescara, prima di trasferirsi a Roma per iscriversi alla facoltà di Architettura. L’amicizia con Pazienza nasce durante gli anni delle scuole superiori. E non è un caso che il giorno dell’inaugurazione dell’evento espositivo le sale dell’edificio siano gremite di amici e colleghi di vecchia data, pronti ad accogliere il fumettista abruzzese (oggi settantenne) con abbracci e pacche sulla schiena. L’esposizione delle sue tavole insieme a quelle di Paz, collocate al piano superiore in maniera permanente, segna l’ennesimo capitolo condiviso tra due autori che insieme hanno segnato in maniera indelebile la stagione d’oro del fumetto italiano.

Di corpi e frammenti © Tanino Liberatore

Di corpi e frammenti © Tanino Liberatore

LE OPERE IN MOSTRA AL CLAP MUSEUM

Sono più di cento le opere di Liberatore esposte all’interno del percorso di visita, tra fumetti, illustrazioni in grande formato e disegni – settanta dei quali inediti e mai prima d’oggi presentati nel nostro Paese. Suddivisi in sezioni tematiche, i lavori condensano appieno gli interessi del fumettista, che negli ambienti dell’istituzione pescarese schiera un esercito di eroi e di eroine sensuali. La centralità del corpo ritorna inoltre nei lavori sull’anatomia dei primati (come nel caso della serie di illustrazioni sull’australopiteco Lucy, già esposta al MANN di Napoli) e nell’esplosiva fisicità dell’iconico Ranxerox, il cyborg muscoloso e violento creato dalla mente geniale di Stefano Tamburini e delineato graficamente dal disegnatore abruzzese.
Costruito su una serie di specchi tra passato e presente, il percorso di visita non trascura infine le connessioni che l’artista ha delineato negli anni con i più diversi immaginari culturali. Rientrano in questa categoria le riflessioni sulla letteratura con i fumetti ispirati a I fiori del Male di Charles Baudelaire, le sperimentazioni folli concepite per Cannibale, e la rilettura della storia contemporanea (con personaggi simbolo dell’immaginario collettivo trasportati in tavole psichedeliche e dirompenti). Il CLAP Museum sarà una tappa di Artribune Travel: Pescara: sguardi contemporanei su una città che cambia, in programma il 24, 25 e 26 marzo.

Alex Urso

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Alex Urso

Alex Urso

Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania).…

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